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"Giurisprudenza-Aut",
nuovi servizi agli studenti
I ragazzi di www.aulamagnamagna.it
hanno fondato la nuova associazione per incentivare la solidarietà
tra gli studenti attraverso lo scambio dei migliori appunti, la creazione
di guide da distribuire alle matricole e l'organizzaione di tornei di calcio.
Sono state raccolte più di cento adesioni
A
Giurisprudenza nasce un'associazione studentesca che ha lo scopo di migliorare
la didattica e incentivare gli scambi culturali attraverso la collaborazione
tra gli studenti. Si chiama "Giurisprudenza Aut" ed è presideduta
da Vincenzo Sparti, che proprio alcuni mesi fa Sparti ha fondato il portale
www.aulamagnamagna.it. Il segreto? Look
sbarazzino, interfaccia grafica immediata e tante informazioni utili che
nel sito ufficiale non ci sono. Ma lasciamo spazio al responsabile dell'associazione.
Come vi è venuta l'idea di realizzare questa associazione?
"Giurisprudenza-Aut è nata per ampliare la formazione giuridica
e la preparazione culturale degli studenti attraverso la collaborazione
e la solidarietà reciproca. Noi vogliamo incentivare il dialogo tra
docenti e studenti per contribuire a istaurare un clima di dialogo e di
rispetto. Vedo che la nostra associazione sta rispondendo alle esigenze
degli studenti: il nostro scopo è quello di creare un'associazione
in grado di portare aggregazione e di stimolare la collaborazione tra studenti."
Giuseppe Lipari (segue)
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Licenziare
il lavoratore omosessuale? Sì, col decreto "antidiscriminazione"
Il nuovo provvedimento varato sulla base delle nuove direttive
europee, rischia di diventare un vero e proprio boomerang per i
diritti acquisiti. A una prima lettura delle norme sembra che gay,
handicappati e omosessuali possano essere licenziati liberamente
e senza appello. Ne parla Alessandro Garilli, docente di Diritto
del lavoro
Il nuovo provvedimento varato sulla base delle nuove direttive europee,
rischia di diventare un vero e proprio boomerang per i diritti acquisiti.
A una prima lettura delle norme sembra che gay, handicappati e omosessuali
possano essere licenziati liberamente e senza appello. Ne parla
Alessandro Garilli, docente di Diritto del lavoro
Immaginate che in un futuro non troppo lontano si possa perdere
un posto di lavoro a causa delle idee politiche, per il proprio
sesso o a causa di evidenti difetti fisici.
Sembra impossibile in unItalia dove i diritti acquisiti sembrano
da sempre una certezza. Eppure fra pochi giorni rischia di essere
la normalità, decisa per legge. Il Governo ha approvato,
recependo le direttive europee in materia di discriminazioni sul
luogo di lavoro, un decreto sulla parificazione dei diritti sul
luogo di lavoro.
Il decreto però si sta rivelando chiaramente illiberale e
anticostituzionale. Nel provvedimento è scritto: "E'
atto non discriminatorio il licenziamento per motivi di religione,
convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale".
Sembra una palese violazione dei diritti e della Costituzione. Discutiamo
i contenuti del documento con Alessandro Garilli, docente di Diritto
del lavoro alla facoltà di Giurisprudenza.
Vassily Sortino (segue)
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Albeggiani: "Una iattura
equiparare
droghe leggere e droghe pesanti"
Nel 1993 un referendum
sancì l'abrogazione, con l'82,6% dei consensi, delle pene per la
detenzione personale di droghe leggere. L'argomento è però
sempre stato fonte di accese discussioni in Italia. Abbiamo cercato di
fare chiarezza sull'argomento intervistando Ferdinando Albeggiani, docente
di Diritto penale alla facoltà di Giurisprudenza
Professor
Albeggiani, qual è la situazione attuale nel campo delle droghe
leggere? Non si viene comunque puniti nel caso se ne detenga un quantitativo?
Il referendum del 1993 ha avuto essenzialmente la funzione di abolire
la rilevanza penale del mero consumo personale di droghe (leggere o pesanti
che siano). Tale abolizione delle condotte di consumo non esclude che
esse siano rimaste illecite e sanzionabili in via amministrativa. La legge
prevede, per chi sia trovato in possesso di droga e allorquando sia esclusa
la finalità di spaccio, sanzioni amministrative. Qual è,
se cè, il quantitativo minimo per essere puniti?
Abolito, con il referendum del 1993, il criterio quantitativamente definito
della dose media giornaliera, non esiste più un criterio
quantitativo per valutare la soglia di rilevanza penale del possesso di
droga. Decisivo è solo se il possesso dello stupefacente è
esclusivamente finalizzato al consumo personale, e in tal caso il soggetto
sarà punibile solo con sanzioni amministrative, o anche (o esclusivamente)
allo spaccio, e in tal caso scatteranno le sanzioni penali. Quello che
conta, oggi, è la presenza di una finalità di spaccio. Ovviamente
la quantità di droga di cui un soggetto sia trovato in possesso
può essere un elemento di valutazione molto importante per valutare
la presenza o meno della finalità di spaccio. Ma se viene provata
la cessione (gratuita o meno) a terzi di una dose, anche minima, di droga
ciò può bastare a ritenere presente una finalità
di spaccio e a giustificare lapplicazione della sanzione penale.
Daniele Sabatucci (segue)
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La facoltà di Giurisprudenza a
Palermo. Più di 150 anni di storia
Il diritto come disciplina era oggetto
d'insegnamento già nel 1805, anno in cui il centro di alta
cultura denominato Reale accademia degli studi, viene trasformato
in Università di Palermo, ma la fondazione della Facoltà
avvenne ufficialmente nel 1841. Ripercorriamo, insieme al preside Giovanni
Tranchina, le tappe di questa storia per giungere fino all'offerta formativa
odierna della Facoltà
Una
storia lunga più di 150 anni, quella della facoltà di Giurisprudenza
di Palermo. Era infatti il lontano 1841, quando, con lemanazione
dei regolamenti per le tre Università siciliane (Messina, Catania,
Palermo), lUniversità palermitana veniva organizzata in cinque
facoltà: Giurisprudenza appunto, Teologia, Scienze mediche, Scienze
fisiche e matematiche, Filosofia e Letteratura. È dunque a questo
periodo che può farsi risalire l'istituzione ufficiale della facoltà
nel nostro Ateneo, "anche se - ci spiega il preside Giovanni Tranchina
- in realtà il diritto era una disciplina già presente tra
quelle oggetto di insegnamento nella Reale accademia, l'Istituto antesignano
dell'Università. Nel 1868 e nel 1906 vengono creati, rispettivamente,
il Circolo ed il Seminario giuridico, strutture della facoltà di
Giurisprudenza destinate a diventare ben presto prestigiosi centri di
insegnamento e di ricerca".
Nicola Figlioli (segue)
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La grande rivolta
della (e nella) Siae
A causa di una
pessima gestione, la Società italiana autori e editori si trova
da oltre dieci anni in una situazione di commissariamento. Le recenti
elezioni per la scelta del nuovo consiglio di amministrazione dovrebbero
risolvere i problemi di questo immenso e fondamentale ente. Parliamo
della sua utilità con il professore Luca Nivarra, docente alla
facoltà di Giurisprudenza
Ci
sono degli enti che tutti conosciamo per nome, ma di cui non ci è
ben chiara la funzione. Uno di questi è la Siae, la Società
italiana autori e editori. Un'immensa azienda, che ha il compito di
tutelare il copyright delle produzioni degli artisti, che in dieci
anni ha subito tre commissariamenti e che solo nel 2003, con la gestione
trasparente del professor Mario Masi, è riuscito a portare
il bilancio in attivo. Poche settimane fa tutti gli iscritti (oltre
66 mila) sono stati invitati a rinnovare lassemblea e il consiglio
di amministrazione. Sessantadue liste per 64 posti di immenso potere
col compito di gestire annualmente centinaia di migliaia di euro.
Discutiamo i pregi e i difetti di questo immenso ufficio con Luca
Nivarra, docente di Diritto dautore a Giurisprudenza.
Professore Nivarra, cosa è la Siae?
"È un ente di diritto pubblico deputato dalla legge 633
del 1941 alla protezione e allesercizio dei diritti dautore.
Vassily
Sortino (segue)
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In
breve
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Professioni legali
in Italia, si aprono le porte delle scuole di specializzazione
Saranno in tutto 4980
i laureati in Giurisprudenza di tutta la Penisola che potranno accedervi
per il 2003-2004. Si aspetta adesso il numero di posti disponibili
per ciascuna struttura
Alessia Cannizzaro (segue)
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Scuola di specializzazione per le professioni legali, pubblicato
il bando per i futuri magistrati
Il concorso, riservato
ai laureati in Giurisprudenza, è fondamentale per chi vuole
partecipare al concorso in magistratura. E' inoltre valutato come
pratica per l'accesso alle professioni di avvocato e notaio. La
prova si svolgerà il 12 novembre prossimo. Domande entro
il 17 ottobre
Salvatore Butera (segue)
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