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La facoltà di Giurisprudenza
a Palermo
Più di 150 anni di storia alle spalle
Il diritto come disciplina era oggetto
d'insegnamento già nel 1805, anno in cui il centro di alta
cultura denominato Reale accademia degli studi, viene trasformato
in Università di Palermo, ma la fondazione della Facoltà
avvenne ufficialmente nel 1841. Ripercorriamo, insieme al preside Giovanni
Tranchina, le tappe di questa storia per giungere fino all'offerta formativa
odierna della Facoltà
Una
storia lunga più di 150 anni, quella della facoltà di Giurisprudenza
di Palermo. Era infatti il lontano 1841, quando, con lemanazione
dei regolamenti per le tre Università siciliane (Messina, Catania,
Palermo), lUniversità palermitana veniva organizzata in cinque
facoltà: Giurisprudenza appunto, Teologia, Scienze mediche, Scienze
fisiche e matematiche, Filosofia e Letteratura. È dunque a questo
periodo che può farsi risalire l'istituzione ufficiale della facoltà
nel nostro Ateneo, "anche se - ci spiega il preside Giovanni Tranchina
- in realtà il diritto era una disciplina già presente tra
quelle oggetto di insegnamento nella Reale accademia, l'Istituto antesignano
dell'Università. Nel 1868 e nel 1906 vengono creati, rispettivamente,
il Circolo ed il Seminario giuridico, strutture della facoltà di
Giurisprudenza destinate a diventare ben presto prestigiosi centri di
insegnamento e di ricerca".
Nicola Figlioli (segue)
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Unimmunità
piena di dubbi
Lapprovazione da parte del
Parlamento del lodo Maccanico Schifani, e i relativi sospetti
di conflitto d'interesse che questa legge accompagna, portano a
fare una serie di riflessioni intorno al senso di un elemento di
garanzia come limmunità per le cariche dello Stato.
Discutiamone con il professore Giovanni Fiandaca
Limmunità
parlamentare per le cinque più alte cariche dello Stato è
definitivamente legge. A una settimana dal via libera del Senato,
anche la Camera ha detto sì al lodo Maccanico. Forti sono
le polemiche provocate dalla nuova legge, che sembra essere stata
creata ad hoc per tutelare il premier Silvio Berlusconi dalle sue
questioni giudiziarie. Parliamo dei problemi morali e logistici
che questa nuova legge potrebbe comportare con Giovanni Fiandaca,
docente di Diritto penale a Giurisprudenza.
Vassily Sortino
(segue)
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Diritti umani, gemellaggio
tra Tunisi e Palermo
Un popolo esiste solo se ne è
riconosciuta la sua autonomia, lo ha spiegato Chafik Said, preside
della facoltà di Giurisprudenza delluniversità El
Manar di Tunisi, durante un seminario organizzato dal dipartimento di
studi su politica, diritto e società
Popolo,
come soggetto o attore del diritto internazionale?
E con questa domanda, che ha avuto inizio il seminario: Le
peuple comme sujet de droit, cioè il popolo come soggetto
internazionale di diritto pubblico, che si è tenuto al dipartimento
di studi su politica, diritto e società. Relatore del convegno
Chafik Said, professore di Diritto internazionale pubblico e preside della
facoltà di Giurisprudenza dellUniversità di Tunisi,
El Manar. E' stato il primo importante appuntamento di una serie di incontri
previsti nell'ambito della VII settimana di studio sui diritti umani,
e che si inserisce in un progetto di collaborazione tra i due atenei.
Rudy
Belcastro (segue)
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Il
corso in relazioni industriali forma giuristi d'impresa
Per formare dei bravi operatori industriali la teoria non basta,
serve anche molta pratica. Gli iscritti hanno l'obbligo di frequentare
stage nei sindacati e nelle imprese private e finora queste esperienze
lavorative hanno dato buoni risultati. Abbiamo intervistato il delegato
del preside per il corso di laurea, Ignazio Giacona (nella
foto)
E'
Trapani la sede siciliana del corso di laurea triennale di Operatore
in relazioni industriali. "Lo scopo del corso è quello
di formare dei giuristi d'impresa - spiega il professore Ignazio Giacona
(Diritto penale), delegato del Preside per il corso di laurea - che
siano in grado di operare all'interno delle imprese ma anche all'esterno,
svolgendo il ruolo di consulenti migliorando le relazioni tra pubbliche
amministrazioni, imprese e sindacati".
Giuseppe
Lipari (segue) |
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Una protesta sulle ali dellillegalità
La recente protesta, tramite certificati
medici, delle hostess e degli steward dellAlitalia ha fatto riemergere
il problema sulluso e labuso delle leggi di tutela da parte
dei lavoratori. Un problema che coinvolge anche i medici complici
dei finti malati. Affrontiamo la questione con il professore Alessandro
Bellavista
Alla
fine la finta epidemia che allinizio di giugno ha coinvolto improvvisamente
1155 dipendenti Alitalia si è conclusa come una classica vicenda
allitaliana. Il Governo è rimasto apatico, la magistratura
parla di un indagine lunga e che probabilmente non avrà alcuna
conseguenza, i sindacati non hanno saputo dare un giudizio. Insomma, sembra
che nessuno potrà tutelare i diritti di quei 28 mila viaggiatori
che sono stati condannati a un'infinita odissea negli aeroporti tra voli
cancellati, attese snervanti e ricerche disperate di altri mezzi di trasporto
o di un letto per passare la notte. Sembra impossibile anche determinare
quali medici si siano rivelati complici nella protesta.
Vassily Sortino (segue)
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Chi contesta è perduto (e indagato)
Le contestazioni pubbliche subite
nel corso dellultima campagna elettorale hanno portato il presidente
Berlusconi a minacciare reazioni contro chiunque offenda listituzione
della presidenza del Consiglio. Cè il rischio che si
mini la libertà di espressione? Parliamone con il professore
Vincenzo Militello
Chiederò
che vengano perseguiti coloro che insultano e offendono un'istituzione.
Non per me, ma per la difesa dellistituzione che rappresento.
Sono parole dure quelle del presidente del Consiglio, Berlusconi nei
confronti di quei contestatori che in queste settimane, fra Milano
e Bari, lo hanno sonoramente insultato e fischiato. Ma cosa prevedono
le leggi italiane contro coloro che offendono unistituzione?
Affrontiamo la discussione con Vincenzo Militello, docente di Diritto
penale alla facoltà di Giurisprudenza.
Vassily
Sortino (segue)
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In
breve
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Seminario
sugli attori
della giustizia internazionale
Continuano gli appuntamenti con
la settima settimana di studi del dottorato in Diritti dell'uomo.
Oggi è stato il turno dei "soggetti e attori della giustizia
internazionale". Ne ha parlato la docente di Filosofia del
diritto alla facoltà di Giurisprudenza, Isabel Trujillo
Giuseppe
Lipari (segue)
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Forze dell'ordine unite contro il crimine "globalizzato"
Realizzare una collaborazione
fra gli organi di polizia degli Stati dell'Unione europea diventa
essenziale in una società globalizzata come quella odierna.
Ne hanno parlato il direttore del dipartimento di Discipline processuali
penalistiche Antonio Scaglione, il comandante della Guardia di finanza
della regione Sicilia, il generale Cosimo
Sasso e il capo della Squadra mobile di Palermo Giuseppe
Cucchiara
Madi + Manu
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