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Facoltà di Agraria


ap1p20coga - La riforma svecchia i corsi: il futuro viene dal biologico

Parabola discendente delle iscrizioni negli ultimi tre anni. Con il rinnovo dei corsi si prevede un'inversione di tendenza. Predisposta una laurea in Agricoltura biologica

Il dato che balza subito agli occhi è il sensibile calo, intorno al 35-40%, del numero di iscritti. Un trend negativo che, negli ultimi tre anni, ha fatto registrare una parabola in costante discesa. Gli iscritti per il 2000/2001 non sono neanche 1700. I due corsi di laurea, quello in Scienze e tecnologie agrarie e quello in Scienze forestali ed ambientali registrano come dati correnti, rispettivamente 1181 e 471 iscritti, compresi i fuoricorso.

Il diploma universitario in Viticoltura ed enologia, che ha sede a Marsala presso l'istituto agrario Abele Bomiani, per l'anno accademico corrente non ha raggiunto neanche le 30 immatricolazioni previste dal numero chiuso. "La causa - ha constatato Riccardo Sarno, preside della facoltà - è da ricercare nel nuovo ordinamento, più pesante e complesso del vecchio". E la cosa è subito verificabile, perché, nei bienni dei due corsi di laurea di 5 anni, le materie da seguire e sostenere come primi esami non sono delle più semplici. Una matricola iscritta al corso di laurea in Scienze e tecnologie agrarie si trova subito davanti Chimica generale e inorganica, Matematica, Fisica e Biologia vegetale. Solo al terzo anno comincia ad affrontare insegnamenti inerenti la specificità del suo corso. Qui la scelta d' indirizzo può avvenire fra tre possibilità: Produzioni e tecnologie agrarie; Valorizzazione e difesa delle produzioni agricole e delle risorse ambientali; Gestione dei sistemi agricoli e territoriali. Necessario, per l'iscrizione al quarto anno, l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera. Il corso prevede poi lo svolgimento di un tirocinio pratico-applicativo. In tutto, gli esami da sostenere sono 28 e i corsi opzionali prevedono elementi di Economia e marketing delle produzioni agricole e zootecniche, Topografia e cartografia del territorio agricolo ecc.

La situazione dell'altro corso di laurea, quello in Scienze forestali ed ambientali, non si differenzia dal primo come strutturazione. Il primo anno prevede anche qui Matematica, Fisica, Chimica generale e inorganica e Biologia animale. Gli esami in tutto sono 27 e i diversi profili professionali contengono anche Tutela idraulica dell'ambiente agroforestale, Arboricoltura e vivaistica forestale, Tutela e sviluppo di flora e fauna e Pianificazione dei parchi e delle riserve. Il corso, infatti, è l'unico ad occuparsi di animali delle riserve dal punto di vista applicativo, con progetti per la conservazione. In più è possibile svolgere degli stage in riserve naturali dell'Isola. L'Istituto di Entomologia agraria si è occupato nell'ambito di questo corso anche di tematiche della biodiversità e della gestione della fauna d'interesse venatorio.

Il diploma di Marsala in Viticoltura ed enologia prevede, per ognuno dei tre anni, corsi integrati che finiscono per corrispondere, in uno soltanto, a più esami di più insegnamenti .

"Speriamo che i corsi da attivare con la riforma - ha ipotizzato il preside - attirino più iscritti. La maggiore specializzazione renderà più accattivante l'offerta formativa".

Il piano in vista della riforma, elaborato già dalla facoltà a febbraio, prevede la riconferma dei due corsi di laurea in Scienze e tecnologie agrarie e in Scienze forestali ed ambientali. Si trasformerebbe invece il diploma universitario di Marsala che diventerebbe corso di laurea. Di nuova istituzione ci sarebbero, invece, quattro corsi di laurea di tre anni: Agricoltura biologica, Scienze dell'ortoflorofrutticoltura, Impianti e infrastrutture per l'agricoltura e Tutela e valorizzazione del territorio agroforestale in ambiente mediterraneo. Ci dovrebbe essere poi, come interfacoltà, l'adesione al corso di laurea di primo livello in Biotecnologie, insieme alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali.

Altra novità afferente ad Agraria è la prossima costituzione in dipartimento degli istituti di Patologia vegetale, Entomologia agraria e Zootecnia che, sfruttando le sinergie e i percorsi di ricerca comuni, si occuperanno anche di difesa biologica delle colture.

Concetta Gallotta 

(Nella foto, la sede di Agraria in viale delle Scienze)

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