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Comunicato Stampa n° 350/2004 del 1 dicembre 2004

Alla Facoltà di Scienze Politiche, tre donne Deputate all'Assemblea Regionale Siciliana, racconteranno la storia del loro protagonismo politico

Oggi 1° dicembre 2004 alle ore 15 saliranno sulla cattedra dell’Ateneo Palermitano, tre donne deputate all’Assemblea regionale siciliana, Teresa Gentile, Marina Marconi e Simona Vicari, che racconteranno la loro esperienza nei centri decisionali della politica.
La manifestazione si svolge nell’ambito del progetto formativo Donne, politica e istituzioni, percorsi formativi sulla promozione delle pari opportunità nei centri decisionali della politica, coordinato da Giovanna Fiume, finanziato dal Ministero delle Pari Opportunità, e realizzato dall’Ateneo di Palermo, dalle sedici Università degli Studi del centro ˆ sud d‚Italia, in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione.
Di ognuna delle tre protagoniste, chiamate a testimoniare nella giornata formativa, è stato brevemente descritto il profilo, per rispondere alle curiosità di alcune studentesse siciliane, desiderose di capire come fare per accedere alle cariche politiche ed elettive. Vediamo quali suggerimenti darebbero le tre deputate a tutte le donne che volessero divenire protagoniste della politica.
Chi è Teresa Gentile?
E' nata a Castelvetrano (Trapani) il 5 settembre 1933. È stata eletta nella lista del Partito comunista italiano, collegio di Caltanissetta, con voti 8.350 di preferenza su 21.652 di lista (percentuale 38,56). Proclamata in sostituzione dell' On. Rita Bartoli, optante per il collegio di Palermo. Già deputato della 8a legislatura, eletta nella lista del P.C.I., collegio di Caltanissetta, con voti 12.957 di preferenza. È dottore in giurisprudenza e in pedagogia. È direttore didattico. Nella 8a legislatura è stata componente della 7a Commissione legislativa permanente. Nella 9a legislatura, è stata componente della 7a Commissione legislativa permanente. Ad una recente intervista, la dott.sa Teresa Gentile, alla luce della sua esperienza politica, ha espresso una sua convinzione, senz’altro utile non solo per chi vuole fare politica, ma anche come regola di vita da applicare.
"Vorrei suggerire alle giovani donne che si accostano alla formazione per la politica, di avere il senso della propria dignità, indirizzata al corretto funzionamento delle istituzioni. Le istituzioni locali, regionali, nazionali, e sovranazionali, non vanno vissute come sovrastrutture, sovra entità, ma come interlocutori per le persone umane. Sono soggetti con cui il dialogo deve essere sempre possibile, e con cui ci si deve confrontare ogni giorno. Non possiamo pensare, come spesso succede, di accettare passivamente le decisioni che ci vengono imposte dall’alto, senza un confronto. Io non ci sto, e questa è sempre stata la mia posizione determinante per il mio percorso professionale e politico."
Chi è Marina Marconi?
E' nata a Palermo il 31 maggio 1928. Eletta nella lista del Partito comunista italiano, collegio di Palermo, con voti 18.469 di preferenza su 152.510 di lista (percentuale 12,11). É dottore in medicina e chirurgia. E' specialista in ortopedia e anestesia. E' membro del Comitato promotore per la Consulta regionale femminile. E' segretaria della 7a Commissione legislativa permanente. Anche Lei, recentemente intervistata, ha suggerito un consiglio a tutte le giovani ragazze studentesse che vogliano lavorare per ottenere una maggiore rappresentanza femminile nell’arena politica. "Care donne, vi direi di guardare al futuro partendo da valori e non da ideologie, come ho fatto io nel costruire la mia carriera professionale e politica. Io sono testimone di un‚esperienza un poco anomala, e vi spiego perché. Sono stata eletta da quella fetta della società civile che è rappresentata dall’associazionismo femminile, che mi ha premiato per il mio impegno nella battaglia per le donne. Non avevo delle frequentazioni di tipo partitico ideologico. Ho fatto esperienza di medicina pubblica in passato. Dal punto di vista sanitario, mi sono anche occupata di ortopedia infantile e di soggetti da curare, portatori di handicap. L‚altro ramo di interesse, essendo una delle "pioniere" del lavoro femminile, è stato quello della battaglia per il riscatto delle donne nella società civile. Era forte e continua ad esserlo, il desiderio di vedere le donne emergere nella vita sociale e politica. Per questo ho fatto parte e sono stata promotrice di iniziative realizzate da associazioni femminili che si sono impegnate per l‚autonomia e il riconoscimento della donna nella società. Tra queste cito le ANDE, l‚UDI, SOROPTMIST, e l‚ASSOCIAZIONE DONNE SICILIANE CONTRO LA MAFIA."
Il messaggio della dott.sa Marina Marconi, è chiaro: bisogna aprirsi al futuro, avere fiducia in se stessi, percorrendo strade e obiettivi che seppure possano sembrare irraggiungibili e inconciliabili, sono comunque realizzabili. Qualcuno l‚ha voluta ritrarre come un medico politico, "di un‚intelligenza costruttiva" e superiore.
Chi è Simona Vicari?
Ha 35 anni, ed è sindaco dal '97 della splendida Cefalù e deputato, nella seconda legislatura, all'Assemblea Regionale Siciliana. In politica si considera una "figlia d'arte". Fin dall'infanzia ha vissuto in casa l'atmosfera della passione politica, e a 23 anni è stata a Palermo il più giovane assessore d'Italia. La nascita del partito di Forza Italia, e l'impegno quotidiano con Cefalù l‚hanno arricchita e maturata e, soprattutto, l’hanno resa più combattiva e concreta.
Dagli articoli e dagli scritti che è possibile reperire sulla stampa, emerge un suo prezioso suggerimento indirizzato a tutte le donne che vogliono divenire protagoniste della politica. "Il mio consiglio è quello di impegnarsi nella carriera professionale e politica facendo perno sui valori della propria famiglia. Ancora oggi mi sento molto diversa dal tradizionale uomo politico. Impegno politico e carriera professionale sono legati indissolubilmente al rapporto che ho sempre avuto con la mia famiglia e al sistema di valori che essa rappresenta". "Da piccola", racconta la dott.sa Simona Vicari, "seguendo mio padre, ho maturato la passione per la politica e il desiderio di realizzare me stessa battendomi per i diritti degli altri; da grande, ho potuto raggiungere molti traguardi importanti, all'Università, nella professione e in politica, grazie all'affetto di una madre eccezionale, alla possibilità di condividere con lei la cura delle mie figlie, al confronto e al dialogo con i miei fratelli. Tuttavia, non tutte le donne che lavorano hanno il supporto della famiglia o delle strutture pubbliche. E' a loro che ho voluto dedicare in questi anni il mio impegno anche se non è stato facile. Come donna, infatti, ho dovuto lottare con durezza per imporre le mie idee, il mio ruolo e il mio metodo di lavoro."



 



 
   
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