|
|
|
|
|
|
I
Cronaca universitaria - Facoltà di Giurisprudenza
|
020619madi4
Letica applicata alla vita, parla Vicente Bellver
Un incontro per fare chiarezza sugli spinosi dilemmi che luomo
incontra sul proprio cammino, man mano che aumentano il suo sapere e la
sua capacità di trasformare il mondo. Un professore dell'Università
di Valencia analizza il rapporto medico-paziente nella società
odierna
Cosè la bioetica? Il professore Vicente Bellver, in trasferta
dallUniversità di Valencia, ha tentato di fornire se non
una risposta almeno uno spunto di riflessione capace di aprire nuovi orizzonti
di pensiero. Loccasione del dibattito è stato un incontro
dal titolo "Ragionevolezza e bioetica", organizzato il 7 giugno
scorso al dipartimento di studi su Politica, diritto e società
Gaetano Mosca della facoltà di Giurisprudenza per concludere
la VI settimana di riflessione sul tema I diritti dellUomo:
Evoluzione, Tutela e Limiti.
Bellver formula le seguenti domande: come definire la bioetica? È
una novità, o gli interrogativi che pone fanno da sempre parte
del patrimonio morale delluomo? Cosa insegnare in un corso universitario
di bioetica? E a cosa dovrebbe essere improntata la relazione fra medico
e paziente nei tempi moderni?
La bioetica, come suggerisce la stessa parola, è il tentativo di
applicare unetica alla vita. Bioetica, quindi, come scienza che
deve permettere la sopravvivenza dellumanità e la coesistenza
fra tecnica e uomo senza che questultimo tradisca la propria essenza.
E' dunque una disciplina applicabile ad ogni attività umana (si
parla di bioetica delleconomia, della medicina, del diritto... )
anche a quelle nate in seguito alla dirompente rivoluzione tecnologica
degli ultimi secoli. Tuttavia, spiega Bellver, è difficile trovare
nella materia delle novità sostanziali rispetto alla tradizione
filosofica occidentale. Le basi concettuali su cui si fonda la bioetica
sono la filosofia ippocratica, le riflessioni della tradizione religiosa,
il diritto e la filosofia contemporanea. Definire la disciplina significa
provare a porre dei punti fermi, universalmente riconosciuti, su cui imbastire
un discorso scientifico al quale la ricerca si debba attenere.
Gran parte dellincontro è stata dedicata al cambiamento della
relazione fra medico e paziente. Se prima prevaleva il modello da Bellver
definito monarchico (quello in cui il dottore prescriveva
e il paziente obbediva senza poter chiedere spiegazioni o scegliere la
terapia) adesso si è imposto il modello democratico:
medico e paziente si trovano su due piani differenti per quanto riguarda
le conoscenze scientifiche, ma appartengono allo stesso piano morale.
Bellver parla di tre possibili paradigmi di relazione fra medico e paziente:
uno è quello cosiddetto paternalista, in cui il primo
veste il ruolo del tutore che deve prendersi cura del secondo. Il medico
è quindi "colui che sa e il paziente viene invece visto
come un bambino a cui è inutile fornire spiegazioni che giustifichino
la scelta della terapia. Il malato ha un timore reverenziale nei confronti
del proprio tutore e la sua autonomia si risolve unicamente nel dare il
proprio assenso alle cure propostegli e impostegli. È senza dubbio
un modello verticale, in cui, cioè, i due attori non fanno parte
dello stesso universo valoriale, ma il primo sovrasta laltro.
Il secondo modello è quello della medicina informativa:
il dottore è un tecnico, uno che sa fare, il suo ruolo
è limitato ad informare il paziente su tutto ciò che la
scienza può operare per esaudire le proprie esigenze. Il paziente-utente
può chiedere e ottenere prestazioni sanitarie anche laddove non
ce ne sarebbe bisogno.
"Interpretativo"
è invece il terzo modello
proposto da Bellver, in cui il medico, attraverso un lavoro di maieutica
e seguendo le particolari inclinazioni del paziente, lo aiuta ad orientarsi
e a comprendersi. Il paziente è considerato un òlos,
un tutto inscindibile di cui la malattia non è che una parte. Il
medico diviene maestro e amico e al paziente, debitamente informato e
orientato spetta lautonomia di scegliere la terapia che preferisce.
Mauro Di Gregorio
(19 giugno 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|