aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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In Sicilia su 298.030 unità, 143.615 sono "rosa"
Lavoro pubblico, sorpasso delle donne
E le "politiche" sono le più desiderate

Il gentil sesso rapprensenta il 54,7% dei dipendenti statali anche se sono poche le donne ad aver raggiunto la qualifica di dirigenti. L’istruzione è certamente l’area della p.a. in cui le "signore" primeggiano, mentre si ferma al 15,3 la percentuale di coloro che hanno posti di responsabilità nella diplomazia. Nella presidenza del Consiglio i numeri al femminile salgono addirittura fino al 50,6 per cento del totale. E secondo un sondaggio di Playboy, sono proprio le dame che siedono in parlamento a essere l'oggetto dei sogni erotici degli italiani: prima fra tutte Maria Stella Gelmini, che ha battuto di poco la collega Mara Carfagna

 I dati parlano chiaro: anche nel pubblico impiego è avvenuto il sorpasso rosa. E se risalgono a qualche mese fa gli studi secondo cui negli ultimi 4 anni le donne hanno occupato i posti di comando (dall'imprenditoria al settore del credito, dal terziario all'agricoltura), secondo una recente indagine che analizza i dati 2007 della Ragioneria Generale dello Stato, le donne sono il 54,7% dei dipendenti pubblici.
E in Sicilia su 298.030 unità le donne sono 143.615. Da 7 anni la presenza femminile nella pubblica amministrazione è cresciuta sempre di più, passando dal 51,3% al 54,7% del 2007 con un incremento di 3,4 punti percentuali. Il gentil sesso negli uffici pubblici è quindi la maggioranza, anche se dall’analisi dei dati emerge come alcuni settori continuino a essere, nonostante tutto, una prerogativa prettamente maschile. È il caso della carriera diplomatica in cui la percentuale della presenza femminile si ferma appena al 15,3% oppure delle forze armate dove su un totale di 141 mila militari (fra Carabinieri, Guardia di Finanza, aeronautica e marina militare), le donne sono appena 739. Dato che si registra anche nei corpi di polizia, in cui, nonostante la storica apertura alle donne, si registra una presenza rosa limitata al 6,2%.

“L’occupazione femminile nella Penisola continua a concentrarsi nei settori che sembrano essere la continuazione dell’attività che la donna riveste nella famiglia – spiega Rosa Pavanelli, segretaria nazionale della funzione pubblica Cgil, in un articolo sul Corriere della Sera. Quello che emerge è che l’istruzione è senza ombra di dubbio l’area dell’impiego pubblico in cui le donne primeggiano: rappresentano il 77,3 per cento del personale mentre arrivano al 62,2% nel servizio sanitario nazionale. Maggioranza rosa – pari al 54,3 per cento - anche negli enti pubblici non economici come Aci, enti previdenziali e assistenziali, così come nella presidenza del Consiglio dove arriva addirittura al 50,6 per cento. Mentre si avvicinano alla parità settori come la magistratura dove si parla del 38,7% di donne e la carriera prefettizia dove la percentuale di signore arriva al 49,7.

 E se le donne che occupano poltrone importanti sono spesso oggetto di invidia, rimangno anche un oggetto del desiderio, così dice un sondaggio promosso da Playboy; secondo cui il maschio italiano preferisce proprio le donne che siedono in Parlamento, che ricoprono incarichi di governo o che, più in generale, fanno politica. Il sondaggio è stato condotto su 80 tra manager, imprenditori e opinion maker che, nella classifica stilata, hanno messo al primo posto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. In base ai dati raccolti, 8 uomini su 10, circa l'80 per cento, sono affascinati dalle donne impegnate in politica. Tra gli intervistati, il 54 per cento ha ammesso di non resistere a quante hanno e sanno gestire il potere, e il 48 per cento ha un debole per il carisma e la personalità che esprimono moltissime donne prestate alla politica. Secondo lo studio, il 40 per cento, è attratto dalla forza che il gentil sesso ha dimostrato per riuscire a imporsi in un mondo ancora estremam ente maschile. Ma se da un lato le donne impegnate in politica popolano i sogni degli uomini italiani, tant'é che il 42 per cento le definisce un "sogno proibito" con cui "condividere un'avventura", le loro idee cambiano quando si tratta di fare sul serio: sei su 10 non ne sposerebbe una. Il 52 per cento per timore che gli impegni politici la terrebbero troppo lontane e il 41 per cento per la gelosia per il successo di lei. Tra le 'preferite', con cui trascorrere una cena a lume di candela, il primo posto va al ministro Gelmini, che ha battuto di poco la collega Mara Carfagna.
Junio Tumbarello (13 febbraio 2009)
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