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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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Niente stress, jogging e papaya Per mantenersi in forma più a lungo e in buona salute è necessario mantenere l'equilibrio tra l'organismo e l'ambiente, fare non più di mezz'ora di corsa al giorno, mangiare cibi sani come alcuni frutti tropicali e il succo di melograno. Sono questi gli ingredienti dell'elisir di lunga vita, secondo il virologo francese premio Nobel per la medicina che nel 1983 ha individuato il virus dell'Hiv e che ultimamente ha presentato a Roma il suo nuovo libro sull'argomento. Secondo alcuni studi, infatti, il segreto dell'eterna giovinezza sta nel prevenire i danni e nel condurre uno stile di vita senza eccessi Niente stress e cibo genuino. Sono queste le parole chiave per vivere bene e di più. E se si aggiungono mezz’ora di jogging, papaya e succo di melograno si ottiene la ricetta della lunga vita del premio Nobel Luc Montagnier. “Si potrà intervenire su tumori e patologie degenerative dovute alla vecchiaia prima del loro insorgere”, dice il biologo che nel 2008 ha ricevuto il prestigioso premio per aver scoperto il retrovirus causa dell'Aids. “Buongiorno dottore. Ho ottant'anni, sono appena andato in pensione dal mio secondo lavoro, faccio sempre tutti i check-up al centro di medicina preventiva del mio quartiere, ma l'ultimo l'ho fatto in un centro benessere sul Lago di Garda. Mi hanno fatto una serie di esami. Avevo paura che mi prelevassero chissà quanto sangue. Invece no, solo qualche goccia e un po' di saliva”. Comincia così una visita medica immaginaria nel 2050 ipotizzata in “La scienza ci guarirà: vincere le battaglie della vita con la prevenzione”, l’ultimo libro del noto immunologo. Lo scienziato crede, infatti, fermamente nella prevenzione. È questa la sua formula di lunga vita in bellezza e buona salute: quei 120 anni di vita media scritti nei geni da raggiungere senza disabilità né handicap. Le nuove tecnologie, infatti, hanno consentito di tradurre il libro della vita, quello che gli addetti ai lavori chiamano “genoma”, e di verificare a che cosa servono tutti quei frammenti di Dna che lo compongono è stata la svolta: è risultato che la vita media è di almeno 120 anni e che ognuno di noi reagisce in modo diverso a ciò che mangia o ai farmaci che assume per curarsi. Ma nel genoma c’è scritto molto di più: quanto per esempio l’ambiente modifica la nostra vita e la durata stessa dell’esistenza. Perché se la base è uguale per tutti, le differenze seppur minime sono tali da rendere tutti diversi. In futuro si potrebbe ipotizzare quindi di ordinare alle cellule di non invecchiare. E non è un obiettivo dei giorni nostri. Nella storia sono molti gli esempi più o meno reali o mitologici che narrano di tentativi di allungare la vita. Di fantomatici elisir e di maghi e stregoni che hanno inseguito la fonte della giovinezza. Non ultimi, per citare anche alcuni esempi cinematografici, il “Coocon” di Ron Howard. La scienza moderna si è poi distratta sul tema: combattere le malattie è diventato prioritario. Salvare la vita più che allungarla. Tendenza tutta occidentale, considerato che nei paesi orientali non si è mai smesso di inseguire la fonte dell’eterna giovinezza. Oggi, però, anche da questa parte del mondo, dagli studi sui tumori e da quelli sul cuore si arriva, percorso obbligato, di nuovo a quelli di lunga vita. E Montagnier ha una propria ricetta personale. Il nemico numero uno da combattere è lo stress. In che modo? La prescrizione anti-invecchiamento di Montagnier consiste in: “Limitare il jogging a mezz'ora ogni mattina, diminuire l'attività svolta in palestra, aumentare l'assunzione di farmaci o complementi alimentari antiossidanti. Al succo di melograno del Caucaso, che regola la pressione sanguigna, aggiungerei polvere di estratto di papaya fermentata. Tenere impegnato il cervello. Tornare a studiare anche a ottant'anni. Non diventare mai pensionati alla lettera”. Quello a cui pensa il famoso scienziato per il futuro ormai non troppo lontano è una sorta di tagliando – come quello per le auto – però per gli uomini. Gestito magari dai servizi sanitari di ogni nazione. Ogni paziente mirerà a prevenire i danni si sottoporrà regolarmente ai controlli che non gli prescriveranno più cure ma consigli per evitare di contrarre malattie e “allontanare” le cause dell’invecchiamento. La prevenzione, insomma, diverrà una scienza sempre più esatta. E persino i centri benessere stanno cominciando a diventare laboratori di rigenerazione o di rettifica di ciò che non funziona. La sauna a infrarossi è tra le novità terapeutiche, come la cardiocard collegabile in ogni momento via Internet con il trainer per controlli periodici da casa. Rivalutati quindi i segreti della fitoterapia e degli integratori: dalla borragine per la pelle alla luteina per la vista, a tutto ciò che combatte i radicali liberi e molte ricette delle antiche medicine tradizionali. E L'utopia di Montagnier non si ferma qui, come rivela in un’intervista al Corriere della Sera: “Tutto gratis se sul libretto sanitario risultano effettuati i controlli periodici e riduzione d' imposta del 20%... Perché una popolazione anziana in buona salute e senza handicap è un guadagno per la sanità. Così dovrebbe funzionare nel 2050”. Nell’attesa che tutto questo potrà divenire realtà, il consiglio è quello di applicare alla lettera i segreti svelati del virologo francese ma allo stesso tempo di tenere sempre a mente i versi di Lorenzo De’ Medici e di godersi appieno la vita ricordandosi che del “doman non v'è certezza”. Junio Tumbarello (13 febbraio 2009) |
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