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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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La politica si unisce per la sicurezza Ogni giorno si registrano casi di abusi in ogni angolo del Paese senza distinzioni di grandi e piccoli centri, ceto sociale o età. A far scoppiare le polemiche la concessione degli arresti domiciliari agli stupratori rei confessi o minorenni o incensurati. Il 4 febbraio il Senato ha approvato l’emendamento della Lega Nord al ddl sulla sicurezza che impedisce la concessione della detenzione in casa, così come dei benefici di pena, ai violentatori e stabilisce l’arresto in flagranza per chi compie violenza sessuale, violenza sui minori e violenza sessuale di gruppo Violenze e stupri all'ordine del giorno. Le cronache quotidinai di giornali e tv ne sono piene e si riaccende il dibattito sulle misure da adottare nei confronti dei colpevoli di reati di violenza sessuale. A fare scattare l'alalrme sono stati gli ultimi casi registrati dll'inizio dell'anno. Del resto il 2009 è iniziato proprio con un drammatico fatto di violenza sessuale: un ragazzo di Fiumicino durante un mega veglione di Capodanno nella capitale ha stuprato una ragazza di Genzano. Reo confesso ha ottenuto i domiciliari, così come li ha ottenuti qualche settimana dopo il ragazzino di 17 anni che ha violentato l'ex fidanzatina davanti ai suoi amici all'uscita da una discoteca di Ostia. Un gesto per affermare la sua posizione di bullo anche se era stato lasciato. La decisione del Gip di concedere la detenzione in casa perché il ragazzo era incensurato ha spinto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a dire nuovamente "basta agli stupratori che finiscono ai domiciliari". Appello che già nel primo caso era stato rivolto alla magistratura. A sottolineare la necessità di condanne più severe c'è la cronaca di questi giorni: il 5 febbraio ad Alcamo quattro persone sono state fermate nella notte dai carabinieri per aver sequestrato e ripetutamente violentato una giovane donna del luogo; il giorno dopo un uomo ha aggredito una badante in cerca di lavoro e una donna di 83 anni ha subito uno stupro, mentre vicino Roma un romeno ha tentato di abusare di una ragazza, e una prostituta nel Salento è stata violentata e rapinata; sabato si sono registrati episodi di violenza a Milano e un uomo è stato arrestato a Terni per aver molestato otto donne; domenica i Tg nazionali raccontano di uno strano caso avvenuto a Caserta dove un recidivo ha tentato uno stupro, ma ha chiamato i carabinieri chiedendo di essere arrestato per salvare la sua vittima. Nella stessa giornata una ragazza di 19 anni a Milano e una rumena di 15 anni nel Frusinate hanno denunciato i loro stupratori e nel bresciano sono stati arrestati i responsabili di un abuso su una coetanea. Da un eccesso all'altro. Mentre agli stupratori rei confessi o incensurati o minorenni vengono concessi i domiciliari, a Pesaro un imprenditore di 67 anni, di Novafeltria è stato condannato a un anno e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale, per aver baciato una sua dipendente senza che lei ricambiasse le sue avances. Questi avvenimenti insieme ad altri episodi, come una pubblicità accusata di istigare alla violenza sulle donne, hanno fatto sì che la settimana successiva si riaccendesse il dibattito sulle misure da adottare nei confronti dei colpevoli di reati di violenza sessuale. Il 9 febraio, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, alla presentazione della proposta di legge di alcuni parlamentari Pdl per "la certezza della pena e la custodia in carcere per gli stupratori" ha dichiarato: "Secondo noi sarebbe un segnale intelligente limitare la discrezionalità prevista nelle concessioni di misure di custodia cautelare nel caso di violenze sessuali". La proposta di legge intitolata 'Modifiche al codice di procedura penale' concernenti la disciplina dei criteri di scelta delle misure da applicare nei reati di violenza sessuale introduce, ha spiegato la deputata Barbara Saltamartini (An) "una delimitazione al sistema di discrezionalità del giudice per il tipo di misura da imporre nel caso in cui sussistano gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale di gruppo del codice penale. E, in particolare, - ha proseguito - individua nella custodia in carcere la misura idonea". Secondo Meloni sono "necessarie misure restrittive per colpire maggiormente chi si rende responsabile di violenze in una realtà nella quale il 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni continua a dichiarare di essere vittime di violenza o di violenze sessuali". Nella stessa occasione il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna ha auspicato "che il Senato possa approvare rapidamente la legge sullo stalking, come è successo alla Camera con la condivisione di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione". Il 4 febbraio, infatti, il Senato ha approvato l’emendamento della Lega Nord al ddl sulla sicurezza che impedisce la concessione degli arresti domiciliari, così come dei benefici di pena, ai violentatori che saranno quindi tenuti in carcere e non potranno usufruire di altri benefici della legge Gozzini come l’affidamento in prova ai servizi sociali, il regime di semilibertà, i permessi premio e la liberazione anticipata. L’emendamento stabilisce anche l’arresto in flagranza per chi compie violenza sessuale, violenza sui minori e violenza sessuale di gruppo. Mentre a firma PDL è stato votato l’emendamento per il patrocinio gratuito alle vittime di violenze. L’aula del Senato ha poi approvato anche l’emendamento dei relatori al ddl sicurezza, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, che prevede il gratuito patrocinio dello Stato alle vittime di violenza sessuale, violenza minorile e violenza sessuale di gruppo indipendentemente dalle loro condizioni economiche. La risposta del Governo sullo stalking e le violenze è un risultato importante per la politica, che almeno per una volta, su un tema fondamentale come quello della sicurezza, è riuscita a trovare unità di intenti per il bene del Paese. Laura Maggiore (13 feb 09) |
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