aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Con la recessione le lavoratrici aumentano sempre più
Usa, Barack Obama e le donne
Dalla prima legge ai sogni erotici

La "Lilly Ledbetter Fair Pay Act" è la prima vera legge firmata dal neo presidente afro-americano affiancato per l'occasione dalla moglie Michelle, la portavoce della Camera, Nancy Pelosi e il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Sancisce pari opportunità di salario per tutti i lavoratori e in particolare per le donne che in caso di discriminazioni saranno agevolate nelle azioni legali. Un problema molto sentito in America, specie dopo la recessione che ha portato ad un aumento di forza lavoro femminile. L'interesse che il presidente mostra per le donne è ricambiato dalle sue elettrici, ma in modo molto più interessato e intimo

 Obama comincia dalle donne. La prima vera legge firmata dal neo presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama garantirà pari opportunità a tutti i lavoratori.
La parità tra uomini e donne sui luoghi di lavoro sembra a tutti noi qualcosa di assoldato oramai da tempo, almeno per ciò che concerne i diritti, invece Lilly Ledbetter, una lavoratrice della società di pneumatici Goodyear scoprì che in busta paga prendeva il 40 per cento in meno dei suoi colleghi, pur facendo lo stesso lavoro. Da quel giorno cominciò una vera e propria battaglia. La lavoratrice denunciò l'azienda, un tribunale le diede ragione, ma durante l'era Bush la Corte Suprema - con una sentenza passata per 5 voti contro 4 - sancì che la lavoratrice aveva tardato nel presentare la denuncia, che andava presentata entro sei mesi dal presunto torto subito (nel caso specifico, lei lo aveva subito per anni, a sua insaputa). La Ledbetter mise in moto una vasta campagna di opinione contro la discriminazione che ha visto la sua fine con una vera e propria legge: la "Lilly Ledbetter Fair Pay Act", "autografata" con orgoglio e soddisfazione dal neopresidente Barack Obama.
Anche quando lavora a tempo pieno, in America una donna guadagna 80 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo di pari livello, una disparità diffusa a cui la "legge Lilly" pone finalmente rimedio con pari opportunità di salario per tutti i lavoratori e in particolare per le donne. Nello specifico, la nuova legge punta a rendere più facili eventuali azioni legali da parte di persone che si considerano discriminate sul lavoro proprio come la Ledbetter.
Paladino della lotta a ogni forma di discriminazione, Obama ha sottolineato come "questa legge rafforza uno dei principi fondamentali della Carta Costituente, e cioè che tutte le persone sono create uguali" come dichiarato nella Dichiarazione d'Indipendenza americana. Oltre alla stessa Lilly Ledbetter, alla firma erano presenti la first lady, Michelle, la portavoce della Camera, Nancy Pelosi e il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. "Tutte le persone - ha sottolineato Obama rivolgendosi alle tante donne presenti - meritano pari opportunità. Nel firmare questa legge - ha detto Obama -, voglio dare un segnale chiaro: e cioé che non ci sono cittadini di seria A o di serie B sui luoghi di lavoro".

 Per la prima volta nella storia americana del dopoguerra le donne con un impiego stanno per superare gli uomini che lavorano.
Da quando il paese è entrato in recessione i licenziamenti non si arrestano: ogni giorno vengono divorati posti di lavoro e secondo le stime sono sempre di più le donne quelle che portano lo stipendio a casa e mandano avanti la famiglia. Del resto anche la nonna di Obama lavorò in una fabbrica di aeroplani durante la seconda guerra mondiale, quando tutti gli uomini erano al fronte ed era necessaria la forza lavoro. Dal dicembre 2007 le occupazioni 'bruciate' dalla crisi sono state 3,6 milioni: 577.000 in dicembre e 598 mila soltanto in gennaio. Tagli che per l'82% ha coinvolto gli uomini, una percentuale che deriva anche dal fatto che i settori maggiormente colpiti sono stati quelli dell'industria edile e manufatturiera. La maggior parte delle donne, invece, fa lavori flessibili per potere badare alla casa e alla famiglia e quindi è impiegata in aree come l'istruzione o la sanità meno colpite dalla recessione. Questo trend di famiglie mantenute dalle donne è in continua crescita e c'è già chi prevede una rivoluzione non solo nelle abitudini e nei bilanci familiari, ma anche nei ruoli tra i sessi. Gli ultimi dati che distribuiscono le perdite tra uomini e donne risalgono a novembre quando le lavoratrici rappresentavano il 49,1% dell'intera forza lavoro americana.
Ma a queste teorie bisogna affiancare la disparità che ha sempre contraddistinto le buste paga delle donne da quelle degli uomini e la differenza dei ruoli. Sono poche, infatti, le donne che occupano posizioni tali da poter vantare un congruo stipendio, la maggior parte di loro lavora part-time e senza assistenza sanitaria.
La vera rivoluzione, quindi, ancora una volta, è il presidente Barack Obama.
 E l'interesse che il presidente afro-americano mostra per le donne, le donne lo ricambiano. Secondo la rubrica on-line di Judith Warner, che cura per il New York Times un osservatorio sulla vita familiare del presidente Obama è il protagonista dei sogni erotici delle americane di mezza età. Dopo avere sfoggiato un fisico invidiabile questa estate alle Hawaii i suoi pettorali e addominali sono rimasti scolpiti nelle menti delle quarantenni e cinquantenni che ora sognano di fare sesso con il presidente. La cosa curiosa è che spesso anche la first lady entra nell'inconscio delle elettrici del marito perché "Barack e Michelle sembrano due a cui il sesso piace e che fanno spesso l'amore". Ma ci sono anche molte donne che "usano" la coppia più famosa d'America come pensiero rilassante, in quanto famiglia perfetta e ideale; e chi si limita a sognare di avere l'allegra famigliola seduta alla propria tavola. Insomma, Obama si conferma ancora una volta l'incarnazione dell'"american dream".

Laura Maggiore (13 feb 09)
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