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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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In Sicilia 30mila imprese agricole rosa Secondo un rapporto della Coldiretti, nella Penisola cresce il gentil sesso al timone di attività nell'agroalimentare e negli agriturismo. Anche da noi nell'Isola la situazione sembra ricalcare l’andamento nazionale, anzi. Proprio al Sud il "sesso debole" che "lavora sul campo" sfiora addirittura il 35 per cento della soglia di occupazione in questo ambito nel Belpaese. L'indagine ha messo in evidenza che le iniziative e la creatività delle signore del "verde" è in aumento grazie anche all'innovazione tecnologica Nel Belpaese l'agricoltura è, quasi per un terzo, rosa. In Italia, infatti, un'impresa agricola su tre è guidata da una donna. E grazie a questi dati siamo leader in Europa proprio per il numero di donne manager nel lavoro dei campi. Nel 2008 le donne alla guida di imprese agricole erano 267mila, praticamente un terzo del totale, quasi 950mila, iscritte alle Camere di Commercio. È questo il risultato di una analisi della Coldiretti che è stato reso noto durante l'incontro di presentazione dei "Segreti antichi per donne moderne" raccolti per beneficenza dalle imprenditrici agricole del Coordinamento donne impresa. Anche da noi in Sicilia, la situazione sembra ricalcare l’andamento nazionale, anzi. Proprio nelle isole il numero di donne al timone di imprese agricole e agriturismo sfiora addirittura il 35 per cento della soglia di occupazione in questo ambito su tutto il territorio nazionale. Un rapporto che dimostra la creatività femminile in agricoltura con la riscoperta di consigli, rimedi e trucchi antichi delle nostre nonne per curare bellezza e benessere. Tutti accorgimenti ideali da utilizzare in casa o negli agriturismo. Sono 31.115 le imprese agricole a conduzione femminile in Sicilia, in altre 135 sono più del 60% i soci donne in consorzi, cooperative e società, mentre 445 sono società di capitale con più del 66% di amministratori donne. Il settore, per presenza femminile tra i dirigenti d'azienda, è superato solo dal commercio all'ingrosso e al dettaglio (37.781 imprese nella regione) ed è molto avanti rispetto al terzo in classifica: le attivita' manifatturiere con 7.638 donne al lavoro. ''Lavorare in agricoltura - dice Dora Bonvento, delegata della Coldiretti ragusana - è una scelta. Nel 1994 ho deciso di lavorare nella sericoltura. Oggi ho un'azienda di oltre 12 ettari dove produco ortaggi''. Per l'imprenditrice, di 38 anni, ''le opportunità sono aumento anche grazie alla legge di orientamento. Dobbiamo lavorare per una nuova agricoltura che sia strettamente connessa al territorio, alla salvaguardia dell'ambiente, alle produzioni di qualità, alle problematiche del sociale e soprattutto che sia rispondente alle esigenze del consumatore in termini di sicurezza alimentare''. Proprio qui nell’Isola sono diverse le personalità femminili che nel tempo hanno raggiunto il successo. Innanzitutto le donne delle grandi dinastie del vino come Josè Rallo e Maria Luisa Averna. O come la giovane Francesca Planeta (nella foto a sinistra) che guida con i cugini Alessio e Santi la giovane azienda siciliana che sfida i grandi del mercato internazionale del vino e adesso anche dell’olio. Ma sono diversi gli esempi di imprenditoria agricola dell'Isola in rosa. Come Margherita Longo, trent’anni, giovane imprenditrice di Ustica, titolare di un’azienda agrituristica che nel 2007 è stata una delle vincitrici del premio "Donne in Campo", assegnato alle imprenditrici agricole che più si distinguono nella creatività e nell’innovazione ma anche dei prodotti di qualità. La Longo è agronomo e dottoranda di ricerca presso la facoltà di Agraria di Palermo ha raccolto dal padre Nicola (in passato sindaco di Ustica e anch’egli agronomo) il testimone della conduzione dell’azienda, che si trova in contrada Tramontana, dove offre ospitalità rurale e produce oltre al vino, le famose e apprezzate lenticchie di Ustica (presidio di Sloow Food), ma anche numerose varietà autoctone, tra cui le piccole nocipesche bianche, le melanzane e lo zibibbo.E il successo delle agricoltrici siciliane è testimoniato anche dalle attività portate avanti nell’antico mercato di Ortigia a Siracusa dove le parole d’ordine sono i prodotti tipici di qualità e la promozione del made in Sicily. Donne, agricoltura e mercato è il trinomio di successo che a Siracusa ha preso piede grazie all’attività di una ventina di aziende al femminile. Sono diverse le attività promosse dall’Associazione "Donne in Campo", con il sostegno del Comune e della Provincia Regionale di Siracusa. “Il successo dell’iniziativa è da ricercarsi nella novità della esclusiva presenza delle donne che si occupano delle loro aziende, i processi produttivi adottati e le scelte di vita a volte difficili ma che con tenacia portano avanti”, commenta Angela Sciortino, responsabile per la Sicilia dell’Associazione Donne in Campo. Durante alcune mostre-mercato che si svolgono periodicamente a Siracusa le donne imprenditrici propongono produzioni tipiche, tradizionali e fortemente legate al territorio e alla stagionalità realizzando una sorta di una prova generale del “farmer’s market” che presto potrebbe diventare una realtà nella città aretusea. La Coldiretti sottolinea l'alta percentuale delle manager "in rosa" nel settore del lavoro dei campi. Sul totale di 1,2 milioni di donne imprenditrici ben il 32,5% si trova nel commercio, il 21% è in agricoltura e solo l'11% nelle attività manifatturiere mentre seguono attività immobiliari, servizi pubblici, alberghi e ristorazione. Tecnologia ed innovazione sono stati i motori che hanno portato le donne ad occupare ruoli chiave in agricoltura: lavori e compiti che una volta erano esclusivo appannaggio degli uomini. Il progressivo spostamento dell’asse occupazionale in agricoltura da uomini a donne, sostiene la Coldiretti, è certamente anche il risultato della forte innovazione che ha caratterizzato il settore con l'ampliamento delle attività connesse come la trasformazione dei prodotti, il benessere, le fattorie didattiche e i servizi alle persone come gli agriasilo e la pet-therapy dove le donne hanno un ruolo significativo. Le donne hanno una capacità più spiccata rispetto agli uomini, secondo Coldiretti, di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura: questa è una delle principali ragioni del crescente interesse dell'universo femminile nei confronti della moderna agricoltura. Le imprese rosa, continua la Coldiretti, hanno un peso significativo all'interno del settore agricolo, dove consolidano la loro presenza sia in termini quantitativi sia qualitativi. Le donne si appassionano in particolare alle attività più innovative e multifunzionali, come dimostra il fatto che proprio loro siano protagoniste nella costituzione di associazioni per valorizzare prodotti tipici nazionali come vino e olio. Dal punto di vista gestionale, inoltre, conclude la Coldiretti, si rafforza la presenza femminile negli agriturismo (33%), con il 42% nelle regioni del Sud, il 39% al Centro, il 35% nelle isole e il 26% al Nord. Nascono, inoltre, su tutto il territorio nazionale nuove iniziative imprenditoriali delle donne come fattorie didattiche e gli agriasilo a sostegno delle esigenze familiari, sempre crescenti, di accoglienza per bambini e ragazzi. Senza contare che si moltiplicano in tutta Italia associazioni e gruppi che prendono in esame in fenomeno. Come l'Onilfa, l'osservatorio per l'imprenditoria ed il lavoro femminile in agricoltura, nato da un'idea delle rappresentanti femminili delle organizzazioni professionali agricole. E proprio il ministero per le Politiche Agricole, alimentari e forestali ha costituito un osservatorio dell'imprenditoria femminile in agricoltura per lo studio e la promozione di quelle antiche attività contadine che nel corso del tempo erano andate perdute e che con il rifiorire degli investimenti in questo campo hanno di nuovo conquistato il mercato. L'osservatorio ha l'obiettivo di favorire sinergie nel campo dell'occupazione femminile e opera in collaborazione con gli attori che intervengono nel settore dello sviluppo agricolo e rurale. La finalità principale dell'Onilfa è quella di approfondire la conoscenza della realtà imprenditoriale e del lavoro femminile in agricoltura, avanzare proposte e soluzioni. Junio Tumbarello (23 gennaio 2009) |
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