|
|||||||||
|
Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
|||||||||
|
› Home ›
Seconda pagina › Sport
› Cultura e spettacoli
› I nostri seminari ›
I nostri servizi › Chi
siamo › Speciale
dedicato a Mario Francese
|
e l'innamoramento per la sua terra Reduce dall'enorme successo di un tour mondiale il ventisettenne cantautore siciliano si racconta ad Ateneonline: "Il confronto con altre culture cambia il modo di vedere, parlare, raccontare. Le origini sono l'àncora da cui partire, poi si salpa e c’è un mondo da esplorare. Quando riesci a fare un mix delle due cose è la fortuna". L’artista ennese, grazie alla musica popolare, esprime l'amore per la propria terra e le proprie tradizioni Ci sono cantanti che hanno la voce potente, cantanti che hanno talento, cantanti che hanno più fortuna che qualità e poi ci sono gli animali da palco. Mario Incudine è un'animale da palco'. Basta vederlo in scena una volta per capire subito che il suo destino era quello: non comporre, cantare, suonare, ballare, ma stare su un palco a trasmettere tutta la sua passione succhiando energia dal pubblico. “Ho cantato anche con la febbre a 40° - racconta l’artista -, la mia band mi è testimone, il palco è la mia tachipirina”. A soli dodici anni calcava le scene con la compagnia teatrale Jannuscuru di Enna, sua città d’origine di cui è orgogliosissimo. Era il 1993 e Mario scopriva l’emozione del confronto con il pubblico. Dopo la classica gavetta tra locali e piazze dove si dilettava a fare anche il cantastorie, nel 2000 Mario ha un’idea che gli cambierà la vita: nella sua cameretta in cima al capoluogo più freddo della Sicilia comincia a registrare audiocassette (“perché a Enna i cd ancora non erano arrivati – dice scherzando il compositore-.”) e a mandarle a tutte le case discografiche di cui aveva sentito parlare. “Dopo due anni mi risposero – racconta ancora con incredulità – e fu così che uscì il mio primo disco da solista Terra (che diventerà il nome della sua band n.d.r.) che contiene nove brani scritti da me in dialetto siciliano e che è stato distribuito in tutta Italia con la rivista World Music Magazine”. Risultato ottomila copie vendute. Fatto il primo passo, vedono la luce anche Radici nel futuro e E vinniru du mari, album registrato in collaborazione con il gruppo di musica popolare Taberna Mylaensis che lo porterà in tournèe in Olanda e Turchia. Ma è l’incontro con il ricercatore musicale, compositore e musicista Ambrogio Sparagna a cambiargli la vita. “Mi ha insegnato un sacco di cose non solo musicalmente – spiega Incudine –, per me è un maestro di vita, un aggregatore che riesce a creare e trasmettere energia”. Mario è quindi entrato a far parte stabilmente dell’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium del Parco della musica di Roma diretta dallo stesso Sparagna. L’energia, infatti, è il motore della sua musica: “il giorno che non avrò più entusiasmo smetto di cantare e cambio mestiere - sentenzia, ma poi aggiunge - l’entusiasmo può finire, ma la passione mai”, lasciando intendere che lui e la musica hanno stretto un patto a vita. Ad incanalare tutte le sue energie, passione ed entusiasmo l’etichetta Teatro del Sole che ha prodotto il suo nuovo album Abballalaluna (giunto alla terza ristampa acquistabile anche alla Virgin e alla Fnac di tutto il mondo e in tutti i motori on line n.d.r.) “finora il più sofferto – spiega - perché quello a cui ho lavorato scavando nelle mie radici”. Secondo Mario “non può esistere una terra senza musica: dove c’è la terra c’è la musica e la musica rappresenta la terra in cui è stata concepita”, le sue canzoni, infatti, nascono dal suo innamoramento per la sua terra: “a volte basta un profumo, un ricordo, un gesto, attimi, passioni, come in “Vuccuzza di ciuri” – spiega trasferendosi mentalmente nell’esatto istante in cui ha pensato le sue canzoni –; altre volte nascono da sofferenze di anni come in “L’ultimu vespru”; altre ancora si tratta di gelosia per un amore perduto, un amore puro”. L’ispirazione nasce quindi dalla vita quotidiana come dalla storia perché “tutto è innamoramento se ti metti nelle condizioni di poter essere una lavagna su cui scrivere le emozioni – spiega sempre più carico di entusiasmo -, ti riempi di un mondo che è il frutto dell’incontro con l’altro. E l’altro può essere un amico come una madre o un amore. Sono un imbuto in cui tutto entra e poi passa attraverso le canzoni. Ognuno poi, leggendo i miei testi può interpretare in modo soggettivo quello che vuole perché come diceva Neruda “la poesia non è di chi la fa, ma di chi la usa” e per me la poesia è il dialetto, la lingua per me più spontanea e che mi offre una possibilità d’espressione enorme”. ![]() Reduce da un tour mondiale che lo ha portato in Africa, America, Messico, Portogallo, Mario ha potuto appurare l’internazionalità del siciliano attraverso le emozioni del suo pubblico che rideva, piangeva, ballava e a volte persino cantava pur non capendo una parola di ciò che il nostro cantastorie interpretava. “Il confronto con altre culture cambia il modo di vedere, parlare, raccontare. Bisogna essere come una spugna di tutto per poi trasformare le tue esperienze in produzione. Le origini sono l’ancora da cui partire, poi si salpa e c’è un mondo da esplorare. Quando riesci a fare un mix delle due cose è la fortuna". Laura Maggiore (13 gen 09) |
||||||||
Ateneonline
- viale delle Scienze - Ed. 15 - 90128 Palermo - mail: ateneonline@unipa.it
- Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore:
Tel. 091/6528458 |