aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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SICILIANI DI SUCCESSO. I 2 attori-registi si confessano
Luigi Giacomazzi e Ugo Di Gangi,
dal teatro-disabili all'Opera di Paris

Con Fufull, spettacolo sperimentale con i ragazzi down, l'anno scorso hanno vinto il premio "Il teatro che verrà 2007". Quest'anno l'associazione della Commissione Europea Fdad (For Diversity Against Discrimination) lo ha scelto per "il rilievo artistico e sociale della rappresentazione che, coinvolgendo professionisti e giovani diversamente abili, promuove i valori della diversità". Ora quest'opera e un altro loro lavoro, "Desideranza", che vede in scena solo i due trentenni palermitani, diverranno un libro. Mentre la coppia volerà in Francia per cimentarsi con il "Così fan tutte" di Mozart

 "Il nostro incontro è stato alchemico" dicono in coro Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi. I due attori-registi da quando si sono conosciuti sono sempre stati in sintonia su tutto e mentre li intervistiamo parlano come in una trasmissione radiofonica, alternandosi, aggiungendo dettagli a ciò che dice l'altro, finendo frasi, senza mai accavallarsi, con il pieno rispetto reciproco. Sono attori, ma nessuno vuole rubare la scena all'altro. Con la loro compagnia "Teatrialchemici" hanno lavorato per tre anni con i ragazzi dell'associazione famiglie down, ottenendo risultati incredibili. "Teatri Alchemici perché tutti i nostri lavori non partono da un'idea preconcetta", dice Luigi. "Mascono sempre dall'esigenza di comunicare qualcosa", conclude Ugo.

“Quando abbiamo cominciato a lavorare con i ragazzi - continua Luigi -, non pensavamo che ci avrebbe portato l’ispirazione per un lavoro così professionale". Sul palco sette ragazzi down e cinque professionisti mettono in scena Fufull, spettacolo talmente eversivo e creativo da rendere impossibile la distinzione tra normodotati e disabili. L'anno scorso questo spettacolo ha vinto il premio Il teatro che verrà 2007 del Palermo Teatro Festival, quest'anno è tornato a calcare le scene grazie all'associazione FDAD - For Diversity Against Discrimination, della Commissione Europea che ha scelto quattro spettacoli per "il rilievo artistico e sociale della rappresentazione che, coinvolgendo ragazzi diversamente abili e attori professionisti, promuove i valori della diversità".

"A seguito di questi risultati ci piacerebbe aprire un laboratorio permanente - annuncia Ugo - e continuare a lavorare con loro costituendo una compagnia teatrale fissa, ma all’associazione Famiglie Persone Down sono stati tagliati i fondi". Nonostante, infatti, il risultato ottenuto nessuno ha incentivato la loro iniziativa, proponendo la rappresentazione nelle scuole o in occasioni dell'ambito del sociale. "Proviamo grazie ad Alfio Scuderi, direttore artistico del Montevergini - spiegano i registi - che ci ha accolto in questo spazio meraviglioso mettendoci a disposizione i locali".

 I due trentenni palermitani sono così sovversivi che hanno inventando un teatro dove l'attore viene lasciato libero di pensare dicendo addio al teatro tradizionale "fatto da registi-guru che violentano gli attori trattandoli come marionette - dicono arrabbiati -, chiedono loro di non pensare, non abbiamo mai incontrato nessun regista che ci lasciasse realmente liberi di esprimerci, così abbiamo detto basta". Il loro teatro rivoluzionario ha partorito "Desideranza", spettacolo molto apprezzato dalla critica di tutta Italia, che vede in scena i due amici ancora una volta nei temi legati alle diseguaglianze. Il loro lavoro è così interessante che una casa editrice di Macerata, L'orecchio di Van Gogh, ha deciso di pubblicare i due testi teatrali. Del resto Luigi, dopo aver lavorato con carcerati, drogati, emarginati, disabili, può dire di essere un esperto nell'ambito del teatro-educativo.

"Nel caso dei ragazzi down, la malattia li porta ad essere molto concreti - precisa Luigi -, per loro la lingua del 'Full' ha un senso. Così come il ragazzo che interpreta il Full - aggiunge Ugo - è realmente convinto di essere un virus portascompiglio. I personaggi sono nati dalle loro personalità, assecondando le loro passioni (le bimbe-"galline ballerine", ad esempio - intercala Luigi -, ama no molto la danza) e cercando poi di legare tutti gli elementi in qualcosa di organico".
I dodici attori, fra le musiche psichedeliche e le scenografie strabilianti (di Fabrizio Lupo "elemento indispensabile in tutti i nostri lavori"), riescono a trasmettere il valore eversivo della fantasia con una favola sul potere e la follia. "È incredibile il valore aggiunto che può dare un attore libero - spiegano i due registi -, il nostro materiale sono loro, i singoli attori".

Ma non bisogna fare l'errore di chiudere Luigi e Ugo, alchemicamente liberi, in una categoria. Il loro prossimo progetto, infatti, è un'opera lirica, il "Così fan tutte" di Mozart che verrà messa in scena il 27 febbraio in Francia, prima a l'Esplanade de Saint Etienne e repliche all'Opera di Massy di Parigi (fino al 24 marzo). Un teatro apparentemente normale e stereotipato.

"L'unico caso sociale in scena sarà Luigi - scherza Ugo -. Non sappiamo in che modo la metteremo in scena, non sappiamo qual è il nostro stile, ma cercheremo di orientare i cantanti nella nostra direzione creativa e ci sarà con noi l'immancabile Fabrizio Lupo, una persona con cui abbiamo un'alchimia pazzesca, un'artista sempre disponibile, che si mette sempre in discussione, umilissimo, geniale, senza di lui non avremmo mai potuto mettere in scena uno spettacolo".

E Palermo? "L'abbiamo chiesto, ma proprio quest'anno portano in scena un "Così fan tutte" e poi "nemo profeta in Patria", il direttore del teatro francese sapendo che eravamo palermitani ha mandato la richiesta, ma non hanno nemmeno ricevuto risposta.
Laura Maggiore (19 dic 08)
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