aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Palermo. Ressa soprattutto nei quartieri popolari
Social Card, code agli uffici postali
e ancora molta confusione tra la gente

Stime ufficiali parlano di oltre 29mila persone tra città e provincia ad avere i requisiti per chiederla. E già da un paio di giorni anche nel capoluogo siciliano è affluenza record per la nuova carta acquisti varata dal governo e ritirabile agli sportelli abilitati. Momenti di tensione, tante domande e perplessità: in molti non sanno ancora come e dove poterla usare

Dieci del mattino. Si è già radunata una piccola folla davanti l’unico sportello dell’ufficio postale della stazione centrale abilitato al rilascio della social card. E a pochi giorni dall’attivazione del servizio, per molti di loro quella non è nemmeno la prima volta che si recano lì.

C’è infatti chi è tornato per il secondo giorno consecutivo, ma anche chi ha perso il turno conquistato alle 7.30 di mattina solo perché non sapeva che occorreva fare la fotocopia del codice fiscale. E c’è chi è lì solo per ritirare i moduli, senza però aver capito bene come dovrà usare la card. A essere maggiormente intasati sono gli sportelli dei quartieri popolari, come Ballarò e Oreto–Stazione, dove le richieste di sussidi sono maggiori.

Le stime ufficiali parlano di oltre 29mila persone tra città e provincia ad avere i requisiti per chiedere il rilascio dellla card, quella che comunemente viene chiamata “carta acquisti”. Visti i numeri, le code sono quasi inevitabili, anche perché a regolare il turno è l’ordine di arrivo anzicché i numeri elimina code.

Inevitabile che gli animi si surriscaldino, specie tra gli anziani, anche perché c’è chi dimentica qual è il proprio turno, o chi tenta di fare il furbo e passare avanti. La conseguenza è prevedibile: liti soprattutto appunto fra i pensionati più agguerriti e decisi a far rispettare le regole dell’attesa. Anche perché molti di loro aspettavano già dalle sette davanti l’ingresso l’apertura dell’ufficio.

Ma l’attesa è fatta anche di scambi di opinioni tra chi non sa ancora come può usare la card. “Non ho capito se questa carta si può usare per le bollette di luce e acqua – chiede una signora in fila a un’altra che le sta accanto – o se uno la può usare anche per la spesa. E poi in questo caso, quali sono i negozi che l’accettano?”. Domande a cui la maggior parte di chi aspetta non sa dare risposta. Una signora avanti con l’età interviene e dice “ma uno intanto la fa, poi si vede”.

C’è anche chi parla di prezzi, di quanto è costato fare riempire il modulo al patronato. “A me hanno fatto pagare 15 euro – spiega un giovane che aspetta il turno assieme alla moglie – e poi anche le fotocopie, e ora vediamo qui quanto tempo occorre aspettare”.
Non mancano nemmeno le perplessità sull’effettiva utilità della carta acquisti. In molti sostengono che 40 euro al mese è troppo poco, specie se servono ad aiutare chi non arriva a fine mese. “Questa è tutta pubblicità – dice un pensionato a un’altra signora –. Io al patronato non ho pagato per il modulo, ma l’ho fatto ugualmente perché anche saranno una miseria, non mi cambiano certo la vita, ma alla fine sono sempre soldi che si ritrovano in più”.

Ma le file sono eterogenee. Perché a sperare in quei 40 euro in più di aiuto al mese ci sono non solo anziani pensionati, ma anche giovani coppie di disoccupati, chi ha lavori saltuari e figli piccoli e immigrati. E poi chi vive il dramma di avere un lavoro sì, ma non guadagnare abbastanza e per alcuni i soldi mancano già alla seconda settimana di ogni mese.
Elisabetta Cannone (05 dic 08)
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