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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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bonus cash e social card alle famiglie Soldi in tasca alle fasce più povere. È questo l'obiettivo del piano dell'esecutivo, al vaglio delle parti sociali e delle imprese. Le misure sono state annunciate con grande enfasi come aiuti consistenti alle famiglie bisognose, capaci di arginare la recessione che minaccia l’economia reale italiana. Ma riusciranno a fronteggiare il quadro fosco che si è delineato negli ultimi mesi e aiutare concretamente chi non riesce ad arrivare a fine mese? "Povera Italia". E non è l’esclamazione di una nonna preoccupata per il futuro dei propri nipoti, ma una considerazione comune e purtroppo reale. Il Belpaese sembra essere diventato povero, almeno secondo la percezione dei normali cittadini che hanno visto nel 2008 un'enorme diminuzione del proprio potere d’acquisto a fronte anche della crisi economica internazionale. Una percezione che appare confermata dati economici diffusi in questi giorni. L'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) prevede infatti per il nostro Paese due anni di difficile recessione: Pil in calo dello 0,4 per cento già quest'anno, e a seguire un pesante meno 1 per cento nel 2009.Il governo tenta di correre ai ripari e infondere fiducia ai consumatori, che vivranno uno dei Natali più magri degli ultimi tempi. Social card, bonus per le famiglie meno abbienti, proroga della detassazione degli straordinari, Iva per cassa, taglio degli acconti fiscali e misure antievasione sono solo alcune delle misure che sono al vaglio a palazzo Chigi. L'esecutivo ha già illustrato alle parti sociali il pacchetto di interventi per il rilancio dell'economia reale. Misure che saranno varate dal Consiglio dei ministri venerdì prossimo. Si attende, infatti, il via libera di Bruxelles al piano europeo, previsto per mercoledì 24, con l'approvazione da parte dei capi di gabinetto dell'Esecutivo. Ma vediamo con ordine le misure allo studio contro la crisi globale che il ministro Tremonti ed il suo staff hanno messo a punto. Social card. Una carta prepagata formato bancomat per gli acquisti di prodotti alimentari. Debutterà a dicembre e avrà un valore iniziale di 120 euro (40 euro mensili “retroattivi”, conteggiati a partire da ottobre); poi andrà avanti al ritmo di 80 euro a bimestre. E' una misura in favore delle famiglie più povere, con figli sotto i tre anni, che dovrebbe prevedere un tetto di reddito di 6mila euro. La carta garantirebbe sconti dal 5 al 10 per cento negli esercizi convenzionati della grande distribuzione, che avrebbe intavolato delle intese con il governo. Bonus cash. Una tantum a pensionati e nuclei familiari con figli, dal reddito inferiore ai 20 mila euro. La misura ha un valore oscillante tra i 150 e gli 800 euro, a seconda del numero dei componenti, e viene erogata sotto forma di assegno postale. Sono previste 3 fasce di reddito abbinate a varie tipologie familiari. Il bonus natalizio è stato varato con lo scopo di dare una boccata di ossigeno alle famiglie in maggiori difficoltà e attenuare la crisi dei consumi. Il bonus sarà inviato con assegno postale direttamente a casa prima del 25 dicembre.Blocco delle tariffe delle bollette. Confermato il blocco delle tariffe di acqua, luce e gas, veri lussi dei tempi moderni. Blocco anche per i prezzi delle ferrovie e dei ticket delle autostrade. Proprio parlando delle autostrade, Tremonti ha dichiarato che gli unici aumenti possibili saranno consentiti solo in caso di investimenti strutturali di un certo calibro, e solo di concerto con il governo. Sono previsti anche sconti da 60 a 130 euro l'anno sulle bollette di elettricità e gas per redditi fino a 25mila euro annui. Fondo di garanzia per i mutui. Per aiutare le famiglie in difficoltà con i mutui è allo studio uno stanziamento di garanzia alla Cassa depositi e prestiti. Tra le misure al varo del governo si sta anche esaminando la proroga della convenzione fra Abi e ministero dell'Economia per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, che scadrà alla fine del mese. Fino a questo momento sono circa 32mila i contratti rinegoziati per un valore pari a circa 3 miliardi. L'Abi ha reso noto attraverso il direttore generale Zadra che le banche sono disponibili alla proroga. Tremonti ha annunciato che il governo sta lavorando a nuovi interventi legislativi sui mutui, finalizzati ad arrivare a una sorta di rata fissa “protetta”, attraverso l’introduzione di un “principio giuridico” di riferimento.Interventi per imprese e lavoratori. La crisi e la recessione hanno anche convinto il governo a rinforzare il fondo per la Cigs dagli attuali 600 milioni fino a circa un miliardo. “I fondi per gli ammortizzatori sociali sono già stati integrati dal Parlamento, ma verranno ulteriormente aumentati”, ha confermato il ministro dell'Economia ai sindacati, aggiungendo che il governo sta cercando di capire “se si possono utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo”. Gli ammortizzatori sociali nella bozza del provvedimento sarebbero estesi anche a precari e atipici. Infine, oltre, agli straordinari, gli sconti riguarderanno anche i premi di produttività. Ires e Irap. L'esecutivo pensa alla riduzione di tre punti percentuali degli acconti Ires e Irap in scadenza già dal primo dicembre. Un altro stratagemma di aiuto per le tasche dei lavoratori sarebbe anche l’Iva per cassa, che è vincolata però al via libera dell’Unione europea che la vaglierà venerdì, e la deducibilità dell’Irap – per la parte relativa al costo del lavoro del 10-15% dall’Ires. Banche. Saranno 10 i miliardi a favore delle banche. Sul tavolo anche l’ipotesi di bond convertibili per rafforzare la patrimonializzazione degli istituti. Tra le misure si pensa anche al rimborso dei crediti d’imposta ultradecennali. Intanto, secondo l'Economic Outlook dell'Ocse, nei prossimi mesi rallenterà la crescita dei redditi disponibili per le famiglie: dopo il più 4,9 per cento del 2008 si passerà all'1,3 per cento nel 2009 e all'1,5 per cento nel 2010. Il recupero della fiducia atteso solo per la fine del 2009 dovrebbe consentire all'attività di accelerare significativamente nel corso del 2010. Per lo stesso anno l'ente parigino prevede un ritorno alla crescita, con un più 0,8 per cento del Pil. Dunque, sostenere per quanto possibile i consumi, attraverso un primo pacchetto di sconti fiscali per le famiglie a reddito medio-basso, è l'apprezzabile intendimento del governo in un momento di grave rallentamento dell'economia, ma con le cifre ipotizzate finora (3-4 miliardi tra bonus di fine anno, "social card", possibile riduzione degli acconti Irpef, sconti sulle bollette elettriche) si riuscirà a sostenere i portafogli delle famiglie? Staremo a vedere. Junio Tumbarello (25 novembre 2008) |
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