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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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Il Mediterraneo? 'Più nuvole che sole' Lunedi 24 novembre alle 21 al cinema ABC sarà presentato in prima assoluta "Fuori Rotta", il documentario dell'artista che ha già alle spalle oltre 40 lavori sperimentali tra videoinstallazioni, cortometraggi e fiction. Il lungometraggio, in poco meno di un'ora e mezzo racconta la vera storia Antoine Giacomoni, un fotografo corso che da 30 anni immortala i suoi soggetti allo specchio, le cosiddette "mirror session" iniziate con Nico dei Velvet Underground, Lou Reed, i Sex Pistols e altre star del rock Lunedi 24 novembre alle 21 al cinema ABC sarà presentato in prima assoluta "Fuori Rotta", il documentario del regista e sceneggiatore palermitano Salvo Cuccia (nella foto a sinistra) girato in Hd. Dopo oltre 40 lavori sperimentali tra videoinstallazioni, cortometraggi e fiction con "Fuori Rotta" Cuccia sintetizza tutta l'esperienza accumulata in questi ultimi dodici anni di ricerca su musica-suono-immagine.Più che un documentarista Cuccia si definisce un "esploratore dei linguaggi" dove per linguaggio si intende ogni forma, luogo e mezzo di comunicazione, ma anche la lingua in quanto tale. Ecco perché questo lungometraggio è un racconto "sull'atto del vedere, e sul ricordo del vedere e non solo sul Mediterraneo in sè come luogo di monoteismi, religioni, etnie e popoli, ora legati, ora lontani - spiega il regista -. Mi interessa di più il livello sensoriale che non quello immediatamente intellettuale. Lo spettatore intraprenderà questo viaggio con me che sono l'autore, ma anch'io faccio il viaggio con loro, senza conoscere e conoscendo di minuto in minuto, vivendolo insieme prima ancora di comprenderlo". Il film, in poco meno di un'ora e mezzo (85 minuti) racconta la vera storia Antoine Giacomoni, un fotografo corso che da 30 anni immortala i suoi soggetti allo specchio, le cosiddette "mirror session" iniziate con Nico dei Velvet Underground, Lou Reed, i Sex Pistols e altre star del rock (il tema della musica è molto caro al regista che già in passato ha lavorato con big della musica come David Moss, Gianni Gebbia, Peter Kowald, Jean Marc Montera e altri). Undici anni fa Giacomoni è diventato cieco e solo dopo lunghe cure ha riacquistato la vista. Una condizione ancora incerta perché potrebbe perderla nuovamente e definitivamente. Durante il film percorreremo insieme all'artista un viaggio iniziatico nel Mediterraneo, incontrando vari personaggi. "Un film fatto di visioni oniriche, in un viaggio non raccontato fisicamente ma come un concentrato di idee, di linguaggi, di immagini e personaggi da cinque paesi che si fondono, così come le loro lingue: l'arabo, il francese, lo spagnolo, l'italiano, l'albanese - racconta Cuccia spiegando che la proposta del viaggio con al seguito una troupe è partita proprio da lui -. Il film è stato girato partendo dalla Corsica e percorrendo la Spagna passando da Marsiglia - continua il regista -, attraversando il Marocco fino al deserto proseguendo in Sicilia e poi ancora fino ad arrivare in Albania. Un percorso fuori dalle rotte dei media e dalla cronaca - conclude "l'esploratore" palermitano -, da cui il titolo "Fuori Rotta"".
Il poeta arabo Adonis, lo storico Michel Bresc, ma anche un sufi, un frate cappuccino e una ragazza siciliana che studia all'estero tra gli incontri del fotografo. A Palermo incontrerà una Letizia Battaglia inedita e struggente seguita da Nitto, un pescatore di coralli e sommozzatore dell'isola di Levanzo che parlerà di squali proprio dopo la metafora usata da Letizia parlando con sofferenza di morti e altro tipo di squali. Interessante anche l'associazione di Manlio Speciale, il conservatore dell'orto botanico del capoluogo siciliano, tra il mondo delle piante e quello umano. Infine Cuccia, nonostante sia molto grato alla Regione (il film è stato prodotto dalla siciliana Eurofilm per la Soprintendenza del Mare - Regione Siciliana - Assessorato Beni Culturali ed Ambientali e P.I.) denuncia un industria cinematografica prettamente commerciale che taglia le ali a qualsiasi forma di espressione "diversa": "Non c'è appello per chi come me lavora su qualcosa di più raffinato (mi posso permettere di dirlo). Il film andrà prima nei festival all'estero e questo la dice lunga sulla "cultura in Italia". Si parla tanto dei fondi europei non spesi o spesi male e poi, quando invece qualcosa di ben fatto esce fuori, come questo mio lavoro molto bello (lo garantisco, essendo il mio miglior lavoro), tutto rischia di passare in secondo piano sui media. E sapete perché? Perché non ha temi e termini immediati, non ci sono fatti estremi, nè mi sono trovato in zone di guerra o di conflitto evidente, non ho il "compitino" da svolgere. E' un viaggio sull'atto del vedere, come potrei dire: una rieducazione alla vista, e soprattutto una riflessione sulla labilità dello sguardo, ma anche della sua profondità". "E' un film su un Mediterraneo che non conosciamo così - sottolinea Cuccia - , fuori da ogni luogo comune, perché il Mediterraneo non è più un luogo comune anche nel senso di grande comunità del Mediterraneo. Ogni luogo fa storia a sè al traino dei grandi processi mondiali che si svolgono altrove. In "Fuori Rotta" sono le considerazioni e il sentire dei singoli personaggi che vengono fuori, incontrati da Atoine nel suo viaggio". Laura Maggiore (21 nov 2008) |
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