aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Palermo. Il progetto comunale di risanamento dell'Amia
Tarsu, pronti rincari del 30 per cento
Insorgono sindacati e Confindustria

Occorrono 46 milioni di euro per risanare i conti in rosso dell'agenzia che gestisce in città lo smaltimento dei rifiuti. Denaro che Plazzo delle Aquile sembra aver deciso di trovare aumentando le tasse dell'immondizia. Ad opporsi contro questa decisione l'associazione degli industriali preoccupata per la difficile situazione economica di cittadini e imprese

 È una corsa al rialzo quella che colpisce l'imposta della Tarsu a Palermo. Dopo gli aumenti degli scorsi anni, l'ultimo è di appena un anno fa del 75 per cento, per il prossimo 2009 si prevede un ulteriore esborso per le tasche dei palermitani di un ulteriore 30 per cento. E dire che proprio poche settimane fa i cittadini avevano bocciato il capoluogo siciliano anche a causa della sporcizia e dell'immondizia abbandonata per strada, tanto in centro quanto in periferia.
Ma quanto sembra, vista la disastrosa condizione economico-finanziaria in cui versa l'Amia - l'azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti - Palazzo delle Aquile intende aumentare la tassa dei rifiuti. E all'Amia servirebbero ben 46 di milioni di euro per uscire dai propri conti in rosso. La decisione del Comune non è in realtà ancora ufficiale, ma dato che a darne notizia ai sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fiadel e Fesica Confsal) è stato il segretario di gabinetto del sindaco Cammarata, Sergio Pollocita, questo è il segno che non si tratta di una semplice ipotesi, bensì di qualcosa di concreto. Per risollevare le sorti finanziarie dell'Amia non basteranno nemmeno gli 80 milioni di euro che arriveranno dal governo nazionale per ricapitalizzare l'azienda (nei giorni scorsi c'è stata la firma del decreto per il quale ora si attende l'ultimo ok della Corte dei Conti). Così nelle previsioni presenti all'interno del programma industriale, risulta che per il 2009 occorre un contratto di servizio complessivo lordo di oltre 155 milioni di euro, contro gli attuali quasi 110 milioni. Ma a opporsi in maniera netta e decisa a questa ipotesi non sono solo le sigle sindacali, ma anche Confindustria Palermo, che in comunicato fa sapere di ritenere questo provvedimento - qualora venisse effettivamente adottato - “una mossa indecente e inaccettabile, che piega oltre alla città anche il sistema delle imprese e pregiudica il mantenimento dei livelli occupazionali”. Secondo Confindustria, infatti, questo aumento non fa che abbattersi su una situazione sociale già difficile in città e non solo per i privati, ma anche per le imprese, specie quelle medie e piccole, ancor di più considerato il difficile momento di crisi economica e finanziaria internazionale. A questo va aggiunto il fatto che diverse imprese pagano anche “cifre astronomiche" (così si legge nel comunicato, ndr) per lo smaltimento dei rifiuti speciali, come nel caso dell'olio usato dai panificatori. O ancora il caso delle cliniche che per i rifiuti pagano in media ogni anno 100 mila euro. Un altro caso ancora è quello del Fiat Center di Palermo, che nel 2006 pagava 96 mila euro, l'anno successivo 170 mila e nel 2009, se le previsioni venissero rispettate, dovrebbe pagare una cifra pari a 255 mila euro. Ovvero un aumento del 50 per cento in appena un anno. “Cifre insostenibili – commenta ancora Salerno – a fronte di un servizio scadente. La città è sporchissima nelle periferie come in centro. Le imprese e i contribuenti assistono a questa vergogna”.
Elisabetta Cannone (18 nov 08)
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