aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Protesta anti-Gelmini. Un gruppo di destra con il ministro
In migliaia arrivati con treno e bus
Corteo a Roma, sit-in a Montecitorio


Sono arrivati alla stazione Termini da tutta Italia, con autobus e treni partiti all'alba o a notte fonda, per partecipare al corteo degli studenti, uno dei "serpentoni" che oggi hanno attraversato Roma: il corteo dei sindacati Cgil e Uil partito da Bocca della verità, i cortei degli universitari che hanno preso il via dalla Sapienza e da Roma Tre e quello partito dalla fontana dell'Esedra. E' proprio la stazione centrale di Roma il punto di partenza di moltissimi universitari e studenti medi che sono confluiti a breve in uno dei tre tronconi del corteo. Un centinaio di ragazzi dell'Università di Brescia, ad esempio, si è aggregato a quello delle scuole superiori partito da piazza della Repubblica, insieme a diverse delegazioni delle Università di Bologna, Torino e Gorizia. In molti hanno trascorso la notte nelle facoltà occupate della Sapienza, dormendo nei sacchi a pelo. A piazzale della Bocca della Verità, invece, raduno dei manifestanti aderenti ai sindacati. Tra le decine di striscioni e bandiere è stato alzato, da un gruppo di manifestanti, un lungo telone azzurro che simulerà "la grande onda che travolge tutti". Uno striscione con la scritta "Roma Tre, l'onda sale verso lo sciopero generale", ha aperto a Piramide la partenza del corteo di qualche centinaio di studenti universitari. I ragazzi sono accompagnati da palloncini colorati, una bandiera dei pirati e un toro di cartone, costruito dagli studenti della Facoltà di Architettura, poggiato su un carretto. In molti indossano magliette contro la legge 133, personalizzate a seconda delle varie facoltà: "Facciamo i conti" per Matematica, "Cervello in fuga" per Fisica e "Legge 133 la riscrivo io" per Lettere. E' stata presidiata da una decina di mezzi delle forze dell'ordine Piazza Venezia, a Roma, dove è confluito il corteo degli studenti medi e universitari. Il grosso del contingente di carabinieri e polizia a Piazza Montecitorio e Largo Chigi, dove gli studenti si sono diretti con il corteo. Nei pressi di piazza Colonna e nella zona intorno a Montecitorio sono stati posizionati una trentina di mezzi tra blindati dei carabinieri e della polizia. In tutto sono circa 300 gli uomini delle forze dell'ordine impiegati. "Se non cambierà lotta dura sarà". Uno slogan che arriva direttamente dal passato e che oggi gli studenti hanno scandito durante il corteo di Roma. I manifestanti hanno ribadito la loro volontà di "andare avanti con le diverse forme di protesta" fino alla "modifica sostanziale della 133" o "al suo ritiro". "Continueremo a protestare ad oltranza, con cortei, assemblee, iniziative paradidattiche e attività di studio di autoriforma", spiega Matteo, un rappresentante della facoltà di Geologia dell'università di Firenze. "La mobilitazione continuerà ad oltranza che nella facoltà di Lettere nella Sapienza - fa sapere una rappresentante del collettivo di facoltà- con occupazioni intermittenti e momenti di riflessione comuni per l'autoriforma delle università. Non ci accontentiamo del ritiro della 133, vogliamo rifondare l'università italiana". "Noi la crisi non la paghiamo" e "la gente come noi non molla mai", sono altri cori che si urlano nei vari spezzoni del lungo corteo. "Se vogliono ridurre i costi pensassero a diminuire il numero dei parlamentari e a eliminare una delle due Camere", dice uno studente. Sono arrivati a bordo di un camion con musica ad alto volume, bandiere e fumogeni tricolore e si sono fermati davanti al ministero dell'Istruzione per sistemare gli striscioni 'Daje Gelmini', 'Rovesciamo il '68' e 'Contro i nuovo sessantottini, avanti Gelmini'.

Hanno manifestato così il loro appoggio alla riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini circa 300 militanti di Area Identitaria Romana, secondo gli organizzatori, che hanno bloccato una corsia di Viale Trastevere all'altezza del ministero. Presente anche il capogruppo regionale del Movimento per l'Italia (Mpi) di Daniela Santanché, Fabio Sabbatani Schiuma: "Siamo qui a portare il saluto di Mpi e a testimoniare la nostra completa adesione all'iniziativa perché il diritto allo studio non è diritto a strumentalizzare una problematica per una battaglia solamente politica".
red (14 nov 2008)
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