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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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Amenta e il suo film su Rita Atria Al Festival del cinema di Roma "La siciliana ribelle" è stato accolto calorosamente da critica e pubblico. La storia di Rita Atria, diciasettenne che denunciò il sistema mafioso ai magistrati e morì suicida dopo gli attentati a Falcone e Borsellino a febbraio verrà distribuito nelle sale di tutta Italia e sicuramente sarà presentato in anteprima a Palermo Il sacrificio di una ragazzina di diciassette anni che ha lottato contro la mafia che fino ad oggi era stato dimenticato grazie a Marco Amenta (nella foto a sinistra) è stato finalmente riscattato. Il suo film “La siciliana ribelle” è reduce di un clamoroso successo di pubblico e critica al Festival del cinema di Roma, dove Amenta ha presentato il suo film come “una storia universale di rottura contro la mafia” e ha preso le distanze da film come “Il Padrino” e fiction come “Il Capo dei Capi” che, secondo lui, “possono fare male, essere pericolosi”. “Il problema – ha spiegato Marco – è che ci si identifica troppo nei personaggi di mafia specie in quelli che sono davvero esistiti. Si sa di casi di mafiosi che hanno in casa i film de “Il Padrino” e che si atteggiano e vestono come lui”. Marco Amenta, è il giovane regista palermitano, che ha girato “Il fantasma di Corleone”. Entrambi i suoi film sono stati prodotti dalla casa di produzione fondata dalla sorella (la Eurofilm) e vari partner europei. "Il fantasma" ha vinto numerosi premi ed è stato venduto a diverse tv estere. Dopo anni trascorsi tra varie difficoltà tecniche e pratiche, il documentario è uscito nelle sale nel 2006, distribuito dalla Pablofilm di Gianluca Arcopinto, ma come lui stesso ha detto è "La siciliana ribelle" il film che segna il suo vero esordio nel panorama del cinema internazionale. Se "Il fantasma di Corleone" era stato prima la docu-fiction "L'ultimo padrino" anche il suo nuovo lungometraggio ha un bel passato alle spalle. La storia di Rita Atria, infatti, Marco l'aveva raccontata nel 1997 in "Diario di una siciliana ribelle", documentario vincitore di 22 premi internazionali. Ma da dove nasce l’esigenza di ritornare sullo stesso progetto? ![]() "Intanto penso sia una storia universale di rottura contro la mafia - ha spiegato Amenta -, una storia anche di emancipazione femminile. “Diario” era un film per la televisione, il cinema ha una diffusione più larga, mondiale, può raggiungere quelle fasce di pubblico più giovani. È un film con valori molto forti". In realtà La siciliana ribelle è solo liberamente ispirato alla vera storia di Rita Atria, ragazzina che denunciò il sistema mafioso ai magistrati e morì suicida dopo gli attentati a Falcone e Borsellino. Quando il film era ancora in lavorazione Marco aveva le idee ben chiare riguardo l'interprete di Rita Atria e disse: "cerchiamo una diciassettenne, bella, con un carattere forte e risoluto come quello di Rita, coraggiosa ragazza che osò spezzare l'omertà mafiosa. Le attrici professioniste non possono avere “quell’accento” e “quell’atteggiamento” siciliani, in modo naturale. Voglio fare un cinema-verità come Rossellini. Credo sceglierò un’esordiente". Detto fatto, a spuntarla è stata Veronica D'Agostino (nella foto a sinistra), giovane siciliana che ha colpito molto la critica per come è riuscita a calarsi nella parte della protagonista. Nel cast anche il francese Gerard Jugnot, nei panni del giudice Falcone e Francesco Casisa (già interprete in Respiro e Nuovomondo) che con il suo recente arresto per detenzione di stupefacenti ha contribuito a dare risonanza al film."La siciliana ribelle" è ora atteso nelle sale di tutta Italia, la cui distribuzione è prevista per febbraio, ma la Eurofilm promette che ci sarà un'anteprima a Palermo. Intanto Marco Amenta porta avanti altri progetti, avendo comprato i diritti del libro “Il banchiere dei poveri” di Junus, premio nobel per la pace, ha ottenuto il finanziamento per svilupparne una sceneggiatura e adesso che anche il Ministero dei Beni Culturali ha dato il suo sostegno ha annunciato che la storia di quest'uomo straordinario sarà il suo prossimo film. Messi in secondo piano, quindi, per il momento, il documentario in sud-America su Chavez, "la storia di un contadino che si ribella alle riforme dei latifondisti, una storia di lotta proletaria" racconta e il film sul sindaco di Gela. Tutti progetti dalle forti tematiche sociali. Marco, infatti, confessa che vorrebbe poter cambiare il mondo grazie ai suoi film: "Spero di poter smuovere le acque, svegliare le coscienze, far sapere le cose che non si sanno. Il giorno che scopro che non serve, cambio lavoro". Laura Maggiore (11 nov 08) |
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