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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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"Canto per cambiare l'umanità" Laureando in archeologia, Paolo ha trasformato il suo hobby per la musica in una professione rispolverando uno dei mestieri più antichi della Sicilia. La sua giovane età, però, lo ha portato a introdurre alcune innovazioni molto amate dal pubblico come l'uso di vignette fumettistiche e la creazione di un sito internet Immaginate una piazza stracolma di gente accorsa per assistere ad un evento. Immaginate una vecchia auto e un anziano in piedi sul tettuccio, con una chitarra in mano e un pannello alle sue spalle raffigurante una storia (nella foto a destra un'esibizione del cantastorie Nino Busacca). In Sicilia, anche dopo l'avvento della televisione, che aveva decretato la fine dell'opera dei pupi, il passaggio di un cantastorie era un evento. Nel 2000 si è trasformato quasi in una figura mitologica. Per Paolo Zarcone (nella foto in basso), invece, "il cantastorie era un cinematografo vivente". Paolo è, probabilmente, l'ultimo cantastorie siciliano, un mestiere che gli è quasi caduto addosso. "Ho la mia tesi in "viabilità antica" posteggiata da mesi - confessa sottovoce - mi devo laureare in Archeologia, ma non riesco a trovare il tempo per completare le ricerche". La sua prima esibizione è avvenuta nel 2006 a Portella della Ginestra, è stato lui stesso a chiedere alla Cgil di poter suonare il giorno dell'anniversario della strage. Ma la musica ce l'ha nel sangue fin da bambino: "In famiglia suoniamo tutti - spiega Zarcone - quando avevo 12 anni ho visto una chitarra sul divano e ho cominciato a suonarla; ai tempi della scuola cantavo le cover dei cantanti italiani; poi leggendo Ignazio Buttitta mi è venuto spontaneo fondere le due cose e ho cominciato a musicare le sue poesie, Lamento d'una matri è stata la prima" (nella foto a sinistra il poeta Ignazio Buttitta insieme a Ciccio Busacca). Da allora il pubblico del giovane bagherese trentenne è aumentato sempre più. "È incredibile, non credevo di poter riscuotere tanto successo - confessa ancora incredulo -. Molti sicuramente non mi avevano mai sentito cantare - giustifica con modestia -, credo sia la stessa parola "cantastorie" ad affascinare ...affascina anche me". Questione di fascino o meno, Paolo sa come catturare il suo pubblico e il suo mestiere tanto legato al passato e alla tradizione è lanciato verso il futuro. "Sto lavorando per creare un sito con parti audio e video, dove magari metterò anche i testi - dice il moderno cantastorie - e, nonostante le critiche che mi sono state mosse dai pupari di Palermo, continuerò ad usare i cartelloni disegnati da me". La grande innovazione di Paolo è infatti l'uso di vignette al posto dei disegni tradizionali (da carretto siciliano). " Non mi piacerebbe andare in giro con i vecchi cartelloni: uso un tratto fumettistico anche per rinnovare, non mi convinceranno a cambiarlo perché ritengo faccia parte dei miei tratti distintivi". La visione moderna del suo mestiere si estende anche ai testi: "Dopo questo successo dovrò imparare le cantate classiche come quella su Salvatore Giuliano o sulla baronessa di Carini, ma io sono dell'idea che bisogna produrre perché più componi, più è vasto il tuo repertorio, più hai possibilità di esibirti". Paolo Zarcone quando compone le sue cantate (rigorosamente in rima) usa il siciliano corrente e le parti recitate, inframmezzate alle parti cantate, non sono prive di spunti di riflessione (il suo Lamento d'una cruci ha suscitato parecchie polemiche). "Spero di gettare dei semi che salvino l'umanità - ci confida alla fine - uso la cantata per lanciare messaggi tra le righe al pubblico, nella speranza che un ritornello, una mia frase porti la gente a riflettere". Laura Maggiore (21 ott 08) |
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