aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Ma ad essere messa in pericolo è la privacy degli utenti
Da Facebook a MySpace, ecco come
su internet spopolano i socialnetwork

Gruppi di persone, più o meno ampi, si ritrovano su un'unica piattaforma per discutere, parlare (o talvolta sparlare), condividere files. Insomma, se un tempo su internet si preferiva navigare in solitaria, alla Giovanni Soldini per intenderci, adesso invece i cibernauti preferiscono ritrovarsi e "imbarcarsi" su questa sorta di grandi navi da crociera che, però, rischiano di apparire tutt'altro che inaffondabili

 Facciamo un semplice esperimento. Chiudete gli occhi e visualizzate mentalmente una di quelle fotografie della Terra ripresa dallo spazio. Bene. Adesso, scendendo più a fondo, concentrate l'attenzione sull'immagine della Sicilia. Poi, sempre più a fondo, su Palermo. Infine, ancora più a fondo, su casa vostra. Bravi. Ora supponiamo che dalla finestra esca un filo di lana. A questo punto, con un effetto cinematografico, allargate nuovamente l'inquadratura tirando quel filo immaginario. Da casa vostra allargate su Palermo, poi sulla Sicilia, avvolgendo contemporaneamente l'intero globo terrestre con questo filo ormai lungo migliaia di chilometri. Un giro, due giri, tre giri. Ecco fatto: questo enorme gomitolo è la vostra rete sociale.


 Se quanto ho appena descritto può essere rappresentato esclusivamente in via teorica, sfido qualsiasi produttore di lana a tessere un filo lungo 160 mila chilometri, in realtà l'uomo ha a disposizione uno strumento che consente di tradurre in pratica anche le teorizzazioni più astratte come questa. Questo strumento è, chiaramente, Internet. La rete globale, infatti, negli ultimi anni ha visto un vero e proprio boom dei "social net work", quei siti cioè che nascono con l'intento di legare, in un'unica grande e fitta maglia, l'immenso popolo dei cibernauti. Tra i social network di maggior successo ci sono "Facebook", "MySpace" e "Badoo".

 Gruppi di persone, più o meno ampi, e sparsi in tutto il mondo, si ritrovano così su un'unica piattaforma per discutere, confrontarsi, parlare (o talvolta sparlare), condividere files. Tutti insieme, ciascuno con il proprio profilo personale più o meno ricco di dettagli. Uniti dalla semplice conoscenza casuale o dai rapporti professionali, dai vincoli familiari alle passioni sportive ed hobby o da quant'altro comprenda l'interrelazione sociale. Insomma, se un tempo (neanche tanto remoto) su internet si navigava esclusivamente alla Giovanni Soldini, in solitaria, adesso gli internauti preferiscono imbarcarsi su delle grandi navi da crociera che però, se da un lato attirano sempre più passeggeri con la promessa di divertimento, spesso rischiano di colare a picco a causa di alcuni grossi limiti.

Prendiamo ad esempio Facebook. Il sito creato nel 2004 dall'americano Mark Zuckerberg, con oltre 130 milioni di iscritti, è il più vasto social network del pianeta. La cosa "più in", secondo gli studenti americani, insieme alla birra e al sesso. In realtà, Facebook, è il modo migliore per dire addio alla propria privacy su internet. Qualsiasi movimento effettuato dai suoi iscritti, infatti, viene documentato e reso noto a tutti i componenti della propria rete di appartenenza. Una situazione che ha determinato negli ultimi mesi, come contraltare all'impennata di iscrizioni, un numero elevatissimo di "suicidi". Tranquilli, niente paura però. Nell'ambito dei social network, infatti, per 'suicidio' si intende semplicemente la cancellazione del proprio profilo.
Andrea Tuttoilmondo (21 ott 08)
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