aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Palermo. E la Crui: "Difficile passaggio atenei-fondazioni"
L'Università approva una mozione
contro i tagli previsti in Finanziaria


L'Università di Palermo fa sentire la propria voce contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria predisposta dal governo nazionale. Con una mozione approvata congiuntamente dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, l'Ateneo esprime l'"estrema preoccupazione per l'attacco che il decreto legge 112 porta al sistema universitario nazionale, e in particolare alle Università statali". In un comunicato stampa si legge che "le sottrazioni di risorse, le limitazioni pesantissime al turn-over tanto della docenza che del personale tecnico amministrativo – emerge nel testo - se attuate come prefigurato nel decreto impediranno nel giro di pochi anni a questa, come alla maggior parte delle Università italiane, di svolgere adeguatamente i loro compiti istituzionali".

Secondo gli organi collegiali, "la proposta della trasformazione delle Università in fondazioni appare improvvisata e volta principalmente a disaggregare il sistema universitario nazionale. È inaccettabile che ipotesi di cambiamento di questa ampiezza e radicalità trovino posto in un decreto legge cui il Parlamento può dedicare, per consolidata e infelice tradizione, un dibattito soffocato dall’urgenza e limitato in ogni possibilità di approfondimento".

Il decreto penalizzerebbe tutto il personale accademico, soprattutto il ricambio generazionale. "A cominciare dall’anno 2009-2010 - si sottolinea nella nota - il ridimensionamento quantitativo dell’offerta didattica sarà affidato non alla programmazione, sulla quale gli Atenei sono attivamente impegnati nel quadro dell’adozione del decreto ministeriale 270, ma solo alla casualità dei pensionamenti del personale docente. Se da un lato, infatti, le linee guida ministeriali sui requisiti di qualità chiedono un'ampia copertura dei corsi di laurea con docenti di ruolo, con una quota significativa di docenti di prima fascia, dall’altro il decreto impedisce il ricambio dei tanti professori vicini al pensionamento".

La mozione evidenzia anche quali potrebbero essere le conseguenze del decreto. "Una surrettizia introduzione del numero chiuso, ma anche l’impossibilità, per molte facoltà, di assicurare la continuità didattica aderendo a criteri di qualità che nel loro complesso erano stati condivisi dalla collettività accademica, dagli studenti e dalle loro famiglie".

Intanto la Conferenza dei rettori delle università italiane ribadisce oggi "la valutazione fortemente negativa già espressa lo scorso 3 luglio sul significato complessivo del provvedimento e in particolare sui tagli progressivi del Fondo per il finanziamento ordinario (Ffo) collegati alla limitazione del turn over e al riassorbimento delle risorse derivanti dalle cessazioni dal servizio".

La Crui esprime anche forti dubbi circa la possibilità di trasformare le università in fondazioni e "individua - spiega un comunicato - quale obiettivo centrale da perseguire nei prossimi mesi l’ottenimento, già nella Legge finanziaria 2009, di risorse adeguate all’effettivo fabbisogno degli atenei, a partire dalla copertura degli incrementi stipendiali quantomeno entro i limiti dell’inflazione programmata".
red (24 lug 2008, 20:42)
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