aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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ATENEO A TAVOLA: Itinerari gastronomici in Sicilia
A Floresta la cucina di Don Santo
Regno del suino nero dei Nebrodi

La trattoria tipica Don Santo offre una vasta gamma di piatti tipici dai sapori antichi e genuini: il menù spazia dagli antipasti locali alla pasta fatta in casa dalle carni tipiche, qui il maiale nero siciliano e il salame Sant'Angelo di Brolo sono i protagonisti della tavola

 Il territorio è quello dei Nebrodi, alle “baracche”, i tradizionali posti di ristoro ai bordi della strada, che costituivano e costituiscono, specialmente nei periodi invernali, importanti punti di riferimento per i viaggiatori. La trattoria che abbiamo visitato è conosciuta anche come Favoscuro, località omonima che presta il nome pure al torrente che attraversa un antico bosco di faggi (il nome del faggio nel dialetto del luogo è “favu”), talmente fitto da non far passare molta luce fra i rami degli alberi. In prossimità di quella che una volta era una scura foresta di favi, Favoscuro, nasce, nel 1947, il locale di Santo e Sarina Cusmà.

 La trattoria tipica Don Santo offre una vasta gamma di piatti tipici dai sapori antichi e genuini: il menù spazia dagli antipasti locali alla pasta fatta in casa dalle carni tipiche ai vini e liquori “Don Santo”. I pasti da don Santo si aprono con i tradizionali antipasti dei Nebrodi: provola fresca, stagionata o al forno, caprino, sottaceti e sottoli, ricotta al forno, gelatina di maiale, il rinomato salame di Sant’Angelo di Brolo e la gustosa caponatina, esempio eccellente della cucina tradizionale siciliana, la più ardita nella combinazione dei sapori, variegata come nessun’altra nell’accostamento del salato all’agro e al dolce.

La pasta e i maccheroni caserecci sono proposti in tante deliziose varianti: con il ragù, in salsa semplice, oppure “alla disgraziata”, piccante al punto giusto. I maccheroni al forno e le lasagne sono inoltre disponibili su ordinazione. Un tocco di cucina etnea è dato dai primi “alla norma”, ricetta di tradizione catanese, e al pistacchio di Bronte, frutto squisito di cui la Sicilia è l'unica produttrice in Italia.

La tradizione nebroidea si mantiene nei secondi piatti: “'u crastagneddu” e l'agnellone alla brace, specialità culinaria della zona, la salsiccia e le costatine di maiale, agnellino da latte, costate e bistecche di vitello. Le succulente pietanze, disponibili, su ordinazione, anche al forno, si sposano bene con il fragrante pane fatto in casa, i contorni e i vini locali e imbottigliati, fra cui il vino “Don Santo”, e i vini rosso e bianco “Etna - Torrepalino”.

 A conclusione del pasto, oltre alla frutta di stagione e al dessert, i liquori e gli amari della casa: il Fragolino, il Limoncello e l’Amaro “Don Santo”. Per prolungare il piacere della visita è possibile portare un pezzo della trattoria tipica “Don Santo” con sé, acquistando prodotti caseari e salumi di produzione nebroidea, nonché vini etnei, liquori e amari di nostra produzione.

Immettetevi sull'autostrada A20 Palermo - Messina e uscite al casello autostradale di Rocca di Caprileone. Da qui percorrete la strada statale 113 in direzione Messina e raggiungete il bivio in località “Ponte Naso”. Imboccate la strada che giunge a Sinagra; passata Ucria continuate per Floresta, attraversatela e percorrete gli ultimi 6 km fino alla trattoria Don Santo.

Prezzo 25 euro in media a persona.
Strada Statale 116 (Randazzo Capo d'Orlando) Km 15
Località Favoscuro - Floresta -ME-
Tel. 0941/662030 Cell. 339/4915807
Chiuso lunedì tranne luglio ed agosto

I ristoranti delle scorse settimane:

>
Crapalicca a Ventimiglia di Sicilia

> Il Delfino a Sferracavallo
> Il rifugio Crispi a Castelbuono

> Villa Splendore a Cerda
>
La Nuova Trattoria del Forestiero a Catania
> Da Minosse a Siracusa
> Il ristorante Kokalos ad Agrigento
> Le Macine di Pianoconte a Messina
> Il Gattopardo di Noto
> L'Antica Filanda a Rocca di Caprileone
> La Madia di Pino Cuttaia a Licata
> Il Camano a Catania
> Majore a Chiaramonte Gulfi
> Ristorante pizzeria Biondo a Palermo
> Sant'Andrea alla Vucciria
> A Rua Fera a Castelbuono
> La Lanterna di Castelbuono

> La Nouvelle Cousine a Termini Imerese
> Dietro la Cattedrale
> La Bettola a Trapani
> Il Baglio a Scopello

> Hippopotamus
> Il Gourmet bar a Palermo
> Il Parco Sette Lune a Casteltermini (Ag)
> I Filici a Cammarata (Ag)
> La Locanda del Lago a Piano Battaglia
> La trattoria Gagini a Palermo
> La Porta del Pepe a Bagheria
> Il ristorante dell'albergo Pomieri
>
RossoPomodoro a Catania
> Il Castello di Bacco a Zafferana Etnea
> Bar storici: Bar Alba
> Bar storici: Bar Massaro
> Il Covo del Brigante a San Nicola l'Arena
> Gastronomia Kus Kus a piazza Virgilio
> Antica stazione Ferroviaria di Ficuzza
> Villa Esperia a Mondello
> Masseria Rocca di Gonato a Castelbuono
> La pizzeria al Kandisky Villa Florio dell'Arenella
> Kursal Kalhesa
> Mi Manda Picone
> Monte San Giuliano ad Erice
> Villa Rainò a Gangi
> Il Barocco di Ragusa Ibla
> La Ciotola a Ragusa

> Romitaggio San Guglielmo
> Francu U piscaturi a Porticello
> Il Maestro del Brodo alla Vucciria
> I vecchietti di Minchiapititto
> Trattoria Don Ciccio a Bagheria
> Il Ristorantino
> La Scuderia
> I Comparucci
> Nangalarruni a Castelbuono
> Osteria Mamma Carmela al Borgo Vecchio
> Bye Bye Blues
> Trattoria d'altri Tempi
> Cucina Papoff
> Capricci di Sicilia
> Lo sfincione di Alberto Ragusa
> L'Antica Focacceria San Francesco

Junio Tumbarello (8 maggio 2008)
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