|
|||||||||
|
Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
|||||||||
|
› Home ›
Seconda pagina › Sport
› Cultura e spettacoli
› I nostri seminari ›
I nostri servizi › Chi
siamo › Speciale
dedicato a Mario Francese
|
Negli scaffali "Il campo del vasaio" Dallo scorso 20, l'autore agrigentino torna alla carica con l’ennesimo capitolo della saga che ha per protagonista il commissario più celebre della letteratura e della televisione italiane. Filo conduttore dell'ultima, per ora, fatica dello scrittore siciliano è il tradimento, sentimento che è anche causa del delitto su cui indaga la polizia Con il fiato sospeso, fino all’ultima pagina. È l’unico commento possibile per invogliare appassionati e semplici curiosi alla lettura dell’ennesima avventura letteraria di Andrea Camilleri. Dal 20 marzo scorso è uscito, infatti, in tutte le librerie "Il campo del vasaio" (Sellerio Editore), ultimo – per ora – capitolo della saga che vede protagonista Salvo Montalbano e la sua "banda di camorristi" (a detta del questore di Montelusa, Bonetti Alderighi) del commissariato di Vigata. Camilleri ci presenta un Montalbano ormai stanco, ma sempre dotato del proverbiale "fiuto di sbirro" che lo porta a risolvere anche i casi più intricati. E non solo: in questo romanzo si rivela anche un abile "puparo" che – muovendo i fili giusti – risolve l’enigma e salva la reputazione e il matrimonio del suo vice e amico di sempre, Mimì Augello. Il giallo si apre con il ritrovamento dei trenta pezzi in cui è stato fatto il cadavere di un uomo, dall’identità sconosciuta e irriconoscibile. Luogo del rinvenimento è "u critaru", terreno argilloso da cui è possibile ricavare soltanto creta per vasi e anfore. Un eclatante ma apparente omicidio di mafia, che piano piano si svela agli occhi del commissario più famoso d’Italia come una tragicomica messa in scena, dove il filo conduttore è un’unica parola: tradimento. Tradimento che si intuisce già dal nome del luogo del ritrovamento: "u critaru" sta per "campo del vasaio", come suggerisce a Montalbano il Vangelo di Matteo, luogo che i sommi sacerdoti acquistarono con i trenta denari del tradimento di Giuda. Ma a questa conclusione "mistica", il commissario arriva leggendo "La scomparsa di Patò", romanzo storico di Camilleri (che qui fa dunque un’autocitazione), il cui protagonista scompare dopo aver interpretato proprio la parte dell’Iscariota in una rappresentazione pasquale. Tradimento è quello di Mimì Augello nei confronti della moglie Beba e dell’amico Salvo, a cui però chiede – velatamente – aiuto. Ma tradimento – doppio, forse anche triplo come saprà chi leggerà il romanzo – è quello della co-protagonista della storia: Dolores, bella e provocante colombiana, che fa irruzione sulla scena e calamita l’attenzione di tutti, personaggi e lettori. Un Montalbano riflessivo, alla soglia dei 60 anni, che – come Salvatore Silvano Nigro ha scritto nella presentazione del libro – "esorcizzerà gli influssi nefasti del campo del vasaio, i suoi pronostici tradimentosi. Con una meditazione calma, ancorché sconsolata. Lui, Montalbano, è il poviro puparo di una dispersa e mischina opira dei pupi": ma «la faticata si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?» (tratto dal romanzo, ndr). Pierangela Maniscalchi (4 apr 08) |
||||||||
Ateneonline
- viale delle Scienze - Ed. 15 - 90128 Palermo - mail: ateneonline@unipa.it
- Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore:
Tel. 091/6528458 |