aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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ATENEO A TAVOLA: ad oggi 50 itinerari enogastronomici
Il regno del Porco a Chiaramente Gulfi
Da Majore si cucina il maiale dal 1896

I vegetariani qui perdono solo il loro tempo. Il ristorante Majore dal 1896 coltiva l’arte di cucinare il maiale. Una tradizione che riscuote successo da più di cento anni, che tra origine dall’esperienza della famiglia Laterra-Majore, che cura i prodotti i tutte le fasi della lavorazione, fino alla preparazione di ricette che affondano le loro radici nella storia della Val Di Noto e che evocano sapori antichi

 Al muro c'è una targa: “Qui si magnifica il porco”. La targa ha la stessa età del ristorante, 112 anni. Sempre la stessa famiglia in cucina, i Laterra Majore, da quattro generazioni. E in tavola sempre porco, tanto porco, buon porco. Buona anche l'aria, fresco il clima, Chiaramonte Gulfi, 30 chilometri di tornanti verso l'interno della provincia ragusana, sta a quasi 700 metri sul mare e salame, salsiccia, capocollo da queste parti hanno cittadinanza onoraria. Sono prodotti Doc, solo maiali siciliani, anzi ragusani, che piccoli allevatori (i massari) crescono nelle masserie rispettando i criteri d'alimentazione fissati dal capostipite Salvatore Majore.

 Prendete nota se avete intenzione di fare una gita fino nel Ragusano. Indimenticabili la gelatina e la costata ripiena. La gelatina di maiale era aromatizzata una volta con le scorze d'arancia amara, adesso con l'aceto. E si faceva utilizzando i pezzi meno pregiati (muso, orecchie, piedini), ora viene prodotta con carni scelte. La costata, tenerissima, spadellata con un po' di Cerasuolo di Vittoria, ha un ripieno di salame, caciocavallo e uova sode: deliziosa. Altri secondi assolutamente degni di nota sono il filetto di maiale, le costine di maiale, il cosciotto di maiale al forno e delle gustose salsicce ravvivate dal finocchietto selvatico e dal pepe rosso.  I primi? Anche qui assoluta protagonista e la carne come nel risotto con ragù di maiale e ravioli di ricotta con stufato di maiale. Buoni anche i formaggi freschi e stagionati (pecorino, caciocavallo) e i "cucciddateddi", dolci locali al miele di zagara. Gli insaccati si possono acquistare nella bottega adiacente al ristorante, che è una vasta trattoria con due grandi sale cui si accede da due distinti ingressi. Abbastanza ricca la cantina, specie di etichette siciliane e del luogo, Cerasuolo in primis e anche diversi blend. Onesto anche il vino sfuso che è prodotto localmente.

 Quella attuale è la quarta generazione che gestisce il ristorante, che dal 1996 è stato dichiarato locale storico d’Italia ed è entrato a far parte proprio dell’associazione Locali Storici Italiani; il ristorante è composto da due sale, la prima di 25 coperti che già cento anni fa ospitava i primi clienti, una saletta affrescato da alcuni pittori chiaramontani molto importanti, la seconda con 90 coperti è stata messa a punto 30 anni fa. Segnalato da tante guide enogastronomiche, nel 1987 anche il New York Times ha dedicato al locale un articolo. Cuochi di tutto il mondo, ultimamente anche una delegazione di chef giapponesi è venuta qui ad imparare l’antica arte della lavorazione del maiale.

 La tradizione del confezionamento degli insaccati del maiale, dell’essiccazione, del consumo sotto sale, risale alle usanze contadine e domestiche di conservare le carni che portavano il giusto apporto proteico per l’inverno. Specie in questa zona che si allunga verso i monti a Sud della Sicilia e che è posta anche più a sud di Tunisi. Le carni vengono acquistate e selezionate da un ristretto gruppo di allevatori. Il ristorante Majore è stato anche selezionato per la sua "Costata Ripiena" dal maestro della cucina Luigi Veronelli, che ha assegnato al locale anche “il Sole”, un riconoscimento enogastronomico molto importante.

Prezzi da 20 a 30 euro a persona incluse le bevande
È da sottolineare che nei festivi c’è molta affluenza, ed è consigliabile prenotare
Via Martiri Ungheresi, 12
97012 Chiaramonte Gulfi, Ragusa
Tel.0932-928019 - www.majore.it


Junio Tumbarello (5 marzo 2008)
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