aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Il testo verrà presentato sabato 15 a Palazzo Asmundo
Storie, miserie e nobiltà di Palermo
nel libro di Vincenzo Prestigiacomo

Dalle vicende dei Florio al primo cinema in città. "Quel panettone nel cuore di Palermo" è un viaggio nei meandri del capoluogo e tra i segreti, gli splendori e le dimore dell'aristocrazia. Il titolo richiama una delle vicende narrate: quella della produzione del pregiato e costosissimo dolce, alla portata solo dei nobili del luogo

"Quel panettone nel ventre di Palermo" è un'escursione. Un viaggio nel passato e nella storia. Tra i vicoli e le strade, tra gli splendori e le decadenze del capoluogo. Storie, personaggi e aneddoti, recita il sottotitolo del nuovo libro di Vincenzo Prestigiacomo.
“In queste pagine – dice l’autore – racconto i mille volti di Palermo. Una città dove tra il 1913 e il 1938 si produceva, in via Pannieri, un profumatissimo panettone dal quale prende spunto il titolo del libro. Era un dolce che allora costava ben 13 lire, un prezzo molto elevato in quegli anni, al punto da poter essere alla portata solo della nobiltà cittadina: dai Mazzarino ai Giachery”.
E proprio la nobiltà palermitana è al centro dei “quadri” descritti da Prestigiacomo e il panettone si lega alla storia e all’epopea dei Florio.
“Quel dolce giungeva ogni anno da Palermo a Roma dove risiedeva Giulia Florio, la figlia di donna Franca e don Ignazio. Mi ero chiesto come fosse possibile che in Sicilia venisse prodotto un panettone così pregiato in quegli anni, finché non ho trovato la cartolina che pubblicizzava il dolce, e il mistero è stato svelato”.
Inoltre, ha detto Prestigiacomo, nel libro, che sarà presentato domani a palazzo Asmundo, si racconta delle modalità con le quali i nobili giunsero a Palermo, luogo che sarebbe divenuto quello della loro gloria e sventura. Una storia che comincia a Napoli, passa per Bagnara Calabra e quindi in Sicilia, negli stabilimenti di via Materazzi e poi nei magazzini di piazza San Giacomo e Alli Spadai.
Non solo i Florio, però, nei racconti di Prestigiacomo che ricostruisce storie e luoghi, vicende e dimore aristocratiche meravigliose o in decadenza. Così come i loro signori anche loro descritti nel turbine delle ascese nell’Olimpo della nobiltà e delle cadute in disgrazia.
“Nel libro si racconta – aggiunge l’autore - di altri eventi che segnarono la storia della città, come l’arrivo del cinema, nel 1906. La prima sala fu aperta in Piazza Verdi e si chiamava Saal”.
E ancora, le vicende del marchese De Seta bidonato dal conte Marzotto, proprietario del Jolly Hotel: “Il marchese aveva stretto un affare col conte, fidandosi di una stretta di mano. Ma Marzotto si tirò indietro. Così De Seta si trovò a dover restituire alla banca dei soldi che aveva già dilapidato in investimenti e al gioco. Così, per riuscire a cavarsela, il nobile denunciò la banca per ‘circonvenzione di incapace’. Di se stesso, appunto”.
Un viaggio, quindi, nei meandri di una città che dà sempre l’impressione di tener nascosta qualcosa. Qualcosa da scoprire, da tirar fuori, da narrare in un libro.
Accursio Sabella (14 dicembre 2007)
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