aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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La giornalista Julia Latynina alla scuola "Mario Francese"
"Una Russia che vive nell'incertezza
Mentre il presidente controlla tutto"

La cronista "erede" di Anna Politkovskaya ha parlato alla redazione di Ateneonline raccontando la realtà del suo Paese: lo strapotere di un Vladimir Putin che "soffoca" i media, anche se viene messo in discussione da uomini di governo che agiscono nell'ombra. Data fatidica per il destino dello stato più importante dell'ex Unione sovietica è il marzo 2008, ovvero la fine del mandato presidenziale. Cosa farà l'uomo del Cremlino?

La cronista russa di Novaya gazeta, Julia Latynina, considerata da molti l’erede di Anna Politkovskaya, oggi nella redazione di Ateneonline ha tenuto un incontro con gli allievi del master in Giornalismo professionale della scuola "Mario Francese".

 Sono stati diversi i temi affrontati nel corso dell’incontro, a partire dalla situazione politica, economica e sociale in cui si trova la Russia. Dall’analisi lucida e approfondita della cronista viene fuori un paese che di fatto vive nell’incertezza politica, in cui tuttavia, emerge la figura autoritaria di un presidente, Vladimir Putin, che detiene il controllo economico della Russia. Senza permettere a singoli imprenditori di emergere: di fatto espropriando le imprese ai proprietari in nome della nazionalizzazione, il governo colloca come manager e dirigenti uomini di fiducia e quindi facilmente controllabili. Putin, inoltre, detiene e controlla diversi mezzi di comunicazione, soprattutto televisioni attraverso le quali gestisce l’informazione. D’altra però, nonostante questa presenza forte, non è nemmeno possibile dire che in Russia ci sia solo Putin a comandare, i fatti dimostrano come nel più importante paese dell’ex Unione sovietica possano agire indisturbati poteri forti la cui identità rimane ignota anche allo stesso uomo del Cremlino. Due esempi che restituiscono la realtà di quanto avviene in Russia sono l’assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, e le pressioni subite da Fatima Tlisova, che lavoravava nel Caucaso del nord per Associated Press.

Nel primo caso, è stato scoperto che a uccidere “l’insignificante giornalista” (così l'ha chiamata lo stesso Putin) lo scorso 7 ottobre sono stati due killer professionisti. A scoprire l’indirizzo della donna, che era tenuto segreto, erano stati almeno due gruppi che si erano serviti di funzionari del servizio segreto. Da qui dunque il forte coinvolgimento dell'FSB (il servizio segreto sovietico). Il sospetto è quindi che si sia trattato di un omicidio eccellente, commissionato dallo stesso Cremlino. Ma a quanto pare non da Putin, visto che per scoprire l’identità dei colpevoli è stato assunto dal presidente stesso uno degli investigatori russi più importanti. Circostanza che ha fatto parlare la Latynina di una “dittatura particolare”, in cui Putin, nel giorno del suo compleanno, si ritrova con la sua principale accusatrice morta, ma non sa da chi e qundi si trova costretto ad indagare.

 Nel secondo caso, il finale è meno drammatico, visto che la giornalista in questione è stata “soltanto costretta a rifugiarsi” negli Stati Uniti, dopo essere stata interrogata, picchiata e aver subito due tentativi di avvelenamento. Il paradosso è che nemmeno le rassicurazioni di un esponente del governo locale sull’incolumità della donna hanno fermato i tentativi di metterle un bavaglio. Questo a dimostrazione del fatto che anche a livello locale i rappresentanti di Putin non hanno alcun potere e c’è invece chi, all'interno dei servizi segreti, può agire indisturbato.

Il problema che dovrà affrontare Putin a marzo 2008, ovvero alla scadenza del suo mandato, è se ricandidarsi alle prossime elezioni presidenziali o meno.
La realtà è che tutte le riforme attuate hanno reso impossibile controllare il presidente e che un terzo mandato sarebbe incostituzionale. Questo può voler dire solo due cose: o Putin si ripresenta e sarà ancora una volta presdidente, manifestando a pieno la dittatura instaurata, oppure fare in modo che a diventare il nuovo inquilino del Cremlino sia una persona fidata, un parente o un amico.

 Alla domanda se esista oggi una reale opposizione che possa rappresentare un’alternativa all’attuale presidente, la Latynina ha affermato che in Russia attualmente non esiste una opposizione. Il primo motivo è che parte di coloro che sono reputati dei pericolosi avversari sono finiti in carcere, l’altro motivo è squisitamente economico. In Russia non esiste una libera iniziativa privata, questo non permette l’esistenza di una classe economica libera che si possa opporre al potere. D’altra parte, gli attuali imprenditori, i pochi rimasti in giro, affermano che fino a quando le loro imprese non saranno confiscate dal presidente, non si opporranno a questo stato di cose.
La soluzione, l’unica che la stessa cronista prospetta per il proprio paese, è che i russi stessi devono essere artefici del cambiamento. Qualsiasi intervento esterno dell’Occidente, come ad esempio delle restrizioni in campo economico, non solo violerebbero il principio del libero mercato, ma giustificherebbe l'idea, spesso messa in campo dai regimi autoritari, di un nemico esterno che complotta contro la nazione. Una situazione che non farebbe che consolidare il potere di Putin o di chi dovrà succedergli.

Prima di iniziare l'incontro con gli studenti, la giornalista è stata immortalata davanti una gigantografia di Mario Francese, a cui è intitolata la scuola di giornalismo, e con gli studenti.

Elisabetta Cannone (22 nov 07)
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