aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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"Falce e Carrello", il saggio del patron di Esselunga
La guerra dei supermarket in un libro
Un "atto d'accusa" contro la Coop

Arrivano nelle librerie italiane centottantsette pagine di denuncia, partorite dopo oltre quarant'anni di lotte e rancori nella grande distribuzione italiana. Dopo “La Casta” di Stella e Rizzo, questo volume contribuirà sicuramente ad alimentare un dibattito su politica e affari che, soprattutto a sinistra, è ancora difficile aprire

 “Falce e Carrello, le mani sulla spesa degli italiani” del patron di Esselunga Bernardo Caprotti, edito Marsilio Editori, centottantsette pagine di denuncia, partorite dopo oltre quarant'anni di lotte e rancori. Caprotti da poco ottantaduenne, da sempre restio a concedere interviste, “è stato costretto”, scrive, a raccontare “le sue ragioni” e mette nero su bianco la sua scottante verità sulle strette connessioni tra Sinistra italiana e la grande distribuzione nel Paese. Scorrendo i primi quattro capitoli, sembra di leggere un libro sul boom economico post bellico. C'è l'industriale liberista che racconta la sua avventura imprenditoriale e la sua battaglia personale a sostegno della “democrazia” occidentale contro il “gigante rosso” e giù poi con descrizioni dettagliate sulle “vertenze” all'ultimo sciopero tra padroni e sindacato.

Chi fosse un simpatizzante di sinistra potrebbe perfino sorridere, pensando che in fondo è il punto di vista dello scrittore: l'imprenditore che su iniziativa di Nelson Rockefeller, ha aperto il primo supermarket moderno in Italia e che attualmente dirige la catena “Esselunga”. Poi il sorriso scompare. L'eterno rivale, il “gigante rosso” è la Coop, e Caprotti dal quinto capitolo comincia il suo “atto d'accusa”. L'imprenditore fa nomi e cognomi dei dirgenti Coop che avrebbero impedito nel corso degli anni lo sviluppo di grandi catene di supermercati in territori come Emilia Romagna, Toscana e Liguria, regioni storicamente “rosse”. Caprotti parla senza mezzi termini della concorrenza sleale delle Cooperative, che in combutta con amministrazioni compiacenti avrebbero agito a scapito dei possibili competitors, facendo lievitare i costi a carico dei consumatori.

Il patron di Esselunga riporta numerosi casi, tra cui quello avvenuto nella città di Modena. In un’area di 60.000 metri quadrati, scrive Caprotti, sarebbe dovuto sorgere un grande Store Esselunga; Coop Estense però si aggiudica all'asta un terreno valutato circa 5 miliardi acquistandolo “a peso d'oro” per ben 23 miliardi delle vecchie lire, per impedire la presenza nel territorio di un concorrente “scomodo come Esselunga”. Le ultime pagine del volume svelano alcuni retroscena su Sinistra e economia italiana passando dalla fallita scalata di Unipol su Bnl, a un intervento di Romano Prodi a “Porta a Porta”, fino a mettere sotto accusa il cosiddetto “decreto Bersani”: sarebbe stato studiato per favorire le Coop attraverso la liberalizzazione dei farmaci da banco nei supermercati. Dalla sua entrata in vigore i farmaci devono essere venduti in appositi reparti saparati dagli altri prodotti in commercio e con la presenza di almeno un farmacista iscritto all'Ordine, questo avrebbe avvantaggiato le Coop ed escluso in pratica l’Esselunga. Questi spazi, scrive Caprotti, possono essere allestiti solo in negozi di grandi dimensioni, in pratica solamente negli ipermercati: una fascia di mercato dove sono presenti primariamente le Coop. Insomma dopo “La Casta” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli, 2007), “Falce e carrello” contribuirà sicuramente ad alimentare un dibattito su politica e affari che, soprattutto a sinistra, è ancora difficile aprire.
Stefania Brusca (19 nov 2007)
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