aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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SCHEDA. La cronistoria del processo
Estorsioni alla Focacceria San Francesco: Le udienze
Un pezzo di storia contemporanea della città, per la 'storicità' della gastronomia dei Conticello, per il gesto del "dito della libertà" in aula, per la presenza, a fianco dell'imprenditore, di giovani e di personalità pubbliche. Gli imputati si difendono strenuamente, ma confermano, in linea di massima, la ricostruzione dell'accusa, fornendo altre interpretazioni dei fatti. A 16 anni dall'omicidio di Libero Grassi, qualcosa in città sta cambiando

16.nov.2007; pomeriggio - Colpevoli. Pesanti le condanne inflitte ai tre imputati che superano le richieste della pubblica accusa. Aula gremita di fotoreporter e telecamere e degli attivisti del comitato Addiopizzo. Per l'occasione presenti il procuratore aggiuto, Giuseppe Pignatone, e i sostituti Maurizio De Lucia e Lia Sava.

16.nov.2007; mattina
- "Spadaro e D'Aleo sono estranei ai fatti", il millantare di Vito Seidita li avrebbe coinvolti in questa situazione. Questa la posizione assunta dalla difesa dei due imputati, rappresentati da Rosanna Vella. Segue l'arringa dell'avvocato Garbo in difesa di Giovvanni Di Salvo.

15.nov.2007
- L'avvocato Giuseppina Candiotta conduce la sua arringa difensiva sulla posizione di Giovanni Di Salvo. "Lui non consceva Conticello. Appare logico che chi va a chiedere il pizzo non conosce neanche la sua vittima?". Per la difesa Di Salvo è il capro espiatore dei guai di Conticello.

6.nov.2007
– Il pm Lia Sava conclude la sua requisitoria: 16 anni per Spadaro, 13 per Di Salvo e 10 per D'Aleo. Seguono quelle della parti civili: Confesercenti, Sos Impresa e Fai.

5 nov.2007 – Inizia la requisitoria del pubblico ministero, Lia Sava, che passa a rassegna l'operazione di polizia giudiziaria e le relazioni degli imputati fra loro e con altri appartenenti a Cosa nostra.

2.nov.2007
– Depongono Maurizio La Corte (il posteggiatore che ha abbandonato il lavoro perché "ci sono comandanti nuovi e io con questi non voglio averci a che fare perché sono pericolosi"), il colonnello Tomasone e il maresciallo Goscia (che hanno condotto le indagini) e, infine, Vincenzo Conticello.

23.ott.2007
– In aula, chiamati come testi della difesa, non si presentano il colonnello dei carabinieri, Vittorio Tomasone, e il maresciallo Goscia, che avevano condotto le indagini, perché la citazione è giunta con troppo poco anticipo. Il pm, Lia Sava, fa mettere agli atti del processo una sentenza (passata in giudicato il 16 maggio 2004) in cui uno degli imputati, Francesco Spadaro, viene condannato per imposizioni di forniture di latticini. Una forma di pizzo.

16.ott.2007
- Sul banco dei testimoni il fratello di uno degli imputati (Giovanni Di Salvo) conferma la pessima situazione economica in cui versava la sua famiglia. Su richiesta della difesa vengono visionati i filmati girati dai carabinieri nell’ambito delle investigazioni. Nello specifico i video riguardano gli incontri avvenuti fra Conticello e Giovanni Di Salvo, il 25 novembre 2005 alla Focacceria (la richiesta di pizzo, per Conticello; la richiesta di lavoro, per Di Salvo), fra Conticello e Spadaro, il 9 febbraio 2006, e fra Lorenzo D’Aleo e Vito Seidita, lo stesso 9 febbraio 2006, di fronte il “Bar Touring” in via Lincoln, a Palermo.

15.ott.2007 – “Giocavo col nome delle persone” dice Vito Seidita, l’insider che coordinava la tentata ‘scalata’ alla Focacceria, nella sua deposizione. “Facevo uso di stupefacenti, di cocaina e non ci stavo con la testa”, continua Seidita, sostenendo di non conoscere Spadaro e di aver ‘speso’ il suo nome per ottenere un lavoro e (simulando un’estorsione) di ottenere una maggiorazione dello stipendio.

12.ott.2007 - “La mafia mi fa schifo, le estorsioni mi hanno sempre fatto schifo, porto un cognome pesante ma ho espiato le mie colpe”. Si difende così Francolino Spadaro, figlio di Masino (il ‘re’ della Kalsa) che conferma i due incontri con Vincenzo Conticello, centrali per la comprensione della vicenda. Si tratta del pranzo alla Focacceria, nell’agosto del 2005, e l’incontro a Santa Flavia, nella costa palermitana, del 9 febbraio 2006.
Giovanni Di Salvo, l’esattore materiale del pizzo per l’accusa, depone in aula. “Ero in condizioni familiari disastrose – dice Di Salvo in aula - a causa del sequestro dei due locali di mia sorella, per la pena scontata in carcere e non riuscivo a trovare lavoro - queste le parole di Giovanni Di Salvo durante la deposizione -, per questo mi sono rivolto a Ettore Seidita che mi ha consigliato di andare alla Focacceria e parlare con Vincenzo Conticello che prendeva detenuti a lavorare”.

05.ott.2007 – In un’aula gremita di gente e di personalità (da Rita Borsellino al senatore di An, Antonio Battaglia, da Francesco Forgione ad Antonio Lo Presti, deputato di An, oltre Tano Grasso, presidente della Federazione nazionale antiracket, Tommaso Farina, presidente della Camera penale di Palermo, e il presidente dell'Ordine degli avvocati di Palermo Enrico Sanseverino in segno di solidarietà a Stefano Giordano) si ascolta il racconto di Fabio Conticello, fratello di Vincenzo, e Antonino, il padre. “Capivamo – ha detto Fabio Conticello - di incamminarci verso una strada senza uscita. Avevamo paura di affrontare queste persone e ci rendevamo conto che la situazione ci stava sfuggendo di mano”.

28.set.2007
- Ancora un'intimidazione ai danni di Stefano Giordano. Questa volta a essere prese di mira le auto del legale, della madre e della sorella. Il caso finisce al comitato per l'ordine e la sicurezza. Solidarietà dal suo ordine professionale e non solo.

26.set.2007 - Furto nello studio del legale di parte civile, Stefano Giordano, che nel processo difende gli interessi di Conticello. I ladri hanno portato via solo il pc, lasciando soldi e blocchetti di assegni al loro posto. Un palese 'avvertimento' che fa scattare le indagini del nucleo operativo dei carabinieri.

18.set.2007 – Vincenzo Conticello indica, in aula, il suo estortore. “E’ lui, l'uomo con le stampelle, quello che veniva nel mio locale a fare le richieste estorsive” si è sentito nel silenzio dell’aula. Il gesto assume una grande valenza . Tano Grasso (presidente Fai, Federazione nazionale delle associazioni antiracket): “Oggi si è realizzato un obiettivo importante: quello di sottrarre alla solitudine il commerciante che si ribella alle estorsioni. Il riconoscimento da parte di Conticello del suo taglieggiatore avviene a Palermo, una città che dove Addiopizzo ha portato un elemento di grande novità e in un'aula dove ci siamo noi, i colleghi commercianti e le associazioni antiracket locali”. Conticello racconta la sua vicenda: dall’abbandono del posteggiatore Maurizio La Corte, agli approcci di Giovanni Di Salvo, dalle intimidazioni e le imposizioni di forniture, all’incontro con Francesco Spadaro per discutere della ‘messa a posto’ (il pagamento del pizzo).

Andrea Cottone (06 nov 2007)
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