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di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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"Nessuna spaccatura in Procura" Il procuratore di Palermo dice la sua nell'ambito del caso esploso due giorni fa dopo le dichiarazioni in aula dei pm De Lucia e Prestipino nell'ambito del processo in cui figura tra gli imputati il governatore Cuffaro. Il 23 novembre ci sarà l'udienza preliminare davanti al Gup per decidere sulla revoca della distruzione delle intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e il presidente della Regione "Non c'è nessuna guerra e nessuna spaccatura in Procura a Palermo. C'è un dissenso ed è certamente un problema da affrontare. Ne discuteremo nelle sedi dovute". Così il procuratore di Palermo, Francesco Messineo è intervenuto in merito alla querelle sulle divergenze che sarebbero sorte nell'ufficio giudiziario sulla posizione processuale del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, tra gli imputati al processo alle cosiddette "Talpe alla Dda". Il caso è esploso ieri dopo la requisitoria dei pubblici ministeri Maurizio De Lucia e Michele Prestipino nell'ambito del procedimento in cui è coinvolto Cuffaro. Il pm De Lucia ha rilevato l'insussistenza dei requisiti di base per la contestazione al presidente della Regione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa e ha definito "di facciata" la politica antimafia del governatore siciliano. "Antimafia di facciata Cuffaro? È solo un modo di vedere le cose", ha replicato ieri Nino Mormino, avvocato difensore del governatore. E Nino Caleca del collegio della difesa ha rincarato la dose: "Il presidente Cuffaro non si è limitato alle grida contro la mafia, come hanno testimoniato in aula l'ex presidente dell'Antimafia, Roberto Centaro e il capo della polizia Antonio Manganelli". Entrambi, sottolinea Caleca, hanno riferito che "nei colloqui riservati Cuffaro si sia sempre espresso chiedendo l'adozione di provvedimenti contro la mafia". "Conto di incontrare al più presto i due pm per procurarmi altre e più puntuali informazioni sulle valutazioni da loro espresse in udienza - dice Messineo - non ero al corrente della loro iniziativa, ne parleremo assieme appena possibile". Sull'intervento in aula dei due pm sono arrivate parole dure dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo che ha definito quella parte della requisitoria "una valutazione individuale dei due sostituti titolari del processo". Messineo ha difeso l'operato del procuratore aggiunto e ha ribadito la linea della Procura: "Mi sembra normale - ha sottolineato - che Morvillo abbia voluto ricordare che la Procura ha avviato un processo parallelo nei confronti di Cuffaro per concorso esterno in associazione mafiosa. Questo ufficio non ha mai detto che non ci sono gli elementi per il 416 bis nei confronti del governatore". Il procuratore capo non ha ancora assegnato il fascicolo che riguarda l'indagine sul concorso esterno: "I due pm del processo sarebbero in grado di farlo - ha detto Messineo - ma ritengo anche utile una coassegnazione ad altri magistrati della Dda". Morvillo assieme a Messineo ed al procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone portano avanti una nuova indagine contro Cuffaro aperta proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, autorizzata dal Gip il 21 maggio scorso. Su questa "non c'è mai stata nessuna stasi processuale", precisa Messineo. Il Gup Fabio Licata su richiesta dei legali di Berlusconi e di Cuffaro, ha deciso di rinviare al prossimo 23 novembre l'udienza per decidere se revocare l'ordine di distruzione delle intercettazioni di alcune conversazioni tra l'ex presidente del Consiglio e il presidente della Regione siciliana. La Procura avrebbe depositato solo ieri le trascrizioni delle bobine e il cd delle telefonate oggetto dell'istanza di revoca. Licata ha richiesto che vengano trasmessi gli originali delle intercettazioni e non le copie. Stefania Brusca (12 ott 2007) |
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