aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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E' in carica a Palermo dal'95, prima insegnava Diritto
Parla il magistrato Elisa Manganaro:
"In fondo siamo lavoratori irregolari"



Per anni ha insegnato Diritto, poi nel'95 arriva la svolta per l'avvocato palermitano Elisa Manganaro: rientra a far parte del primo gruppo di giudici nominati subito dopo l'entrata in vigore della legge istitutiva.

Prima di essere nominata giudice di pace che lavoro svolgeva?

“Io ero avvocato ma la mia professione era l’insegnamento delle materie giuridiche ed economiche. I giudici di pace hanno iniziato a lavorare il primo aprile del 1995. Quasi tutti avevamo svolto in precedenza altre attività, il titolo preferenziale era essere avvocati, insegnanti di diritto negli istituti tecnici o nelle università, oppure notai. Persone che già avessero a che fare con la legge. Infatti i primi anni i prescelti erano quasi tutti in pensione da altre professioni. I semplici laureati in legge non sono stati scelti sin dall’inizio. Anche perché le domande pervenute al ministero di Grazia e giustizia furono parecchie”.

Chi può diventare giudice di pace?
“Adesso la legge per accedere alla professione è cambiata. Il limite di età per chi vuole partecipare al concorso per titoli è stato abbassato a trent’anni. Purché laureato in legge e purché avvocato. È stato in un certo qual modo limitato l’accesso. E deve essere esercitata come attività esclusiva, non si può esercitare la libera professione nell’ambito dello stesso circondario ove si svolge la professione di giudice di pace. Scatta l’incompatibilità. Se si è giudice di pace a Palermo, non si può fare l’avvocato a Palermo. Ma a Cefalù per esempio, nell’ambito della stessa corte d’appello è ammissibile ma non nell’ambito dello stesso circondario”.

Qual è la funzione più importante del giudice di pace?
“Bisogna mettere bene in evidenza il compito di conciliazione del giudice di pace, che è stato istituito come giudice vicino ai cittadini. Ci sono dei casi in cui, per certe questioni, il cittadino che non vuole rivolgersi o non può, economicamente parlando, rivolgersi a un avvocato, va da giudice di pace, espone il fatto e rilascia un citazione orale in piena autonomia”.

Vi siete mai sentiti considerati giudici di “seconda categoria”?
“All’inizio è stato pesante. L’atteggiamento degli altri giudici è stato sempre ostile. In buona parte è tuttora ostile. Si avverte da tante cose. Inizialmente erano ostili gli avvocati, i primi tempi c'era un clima particolare perché gli avvocati non avevano nessuna fiducia in questi pensionati che andavano a fare i giudici di pace. Oggi, è come in tutti i campi. Anche in questo caso ci sono giudici di pace che godono di un prestigio maggiore e chi meno. Avviene anche nell’ambito della magistratura togata, non tutti i giudici togati godono di un prestigio elevato. C’è chi è meno preparato, chi di più”.

A Palermo sono previsti 100 posti come mai ci sono solo 74 giudici onorari?

“C’è stato un rallentamento con le nuove nomine perché c’è un esigenza di riordino del sistema degli uffici. Si vogliono rivedere gli organici per questioni economiche. Il giudice di pace non ha previdenza né assistenza, come dire siamo dei lavoratori in nero nel vero senso della parola. Ora si può rimanere in carica per tre mandati. Un mandato è di 4 anni. Dopo dodici anni insomma un giovane che ha iniziato a lavorare a 35 anni, a 47 anni se ne va senza una pensione, senza un’indennità di fine rapporto. Questa è una vergogna, che lo Stato prima ci fa lavorare e poi non ci dà niente. Infatti con il primo sciopero che abbiamo indetto nell’ultima settimana di giugno, chiedevamo l’assistenza, la previdenza, il lavoro a tempo indeterminato. Anche se certo rimane pericoloso un lavoro dipendente in questo campo”.

Ricorda qualche aneddoto o una scena comica accaduti in aula?
“Ricordo una ragazza che forniva una testimonianza per un incidente automobilistico. Io le ho chiesto, per cercare di capire se fosse credibile o meno, una domanda che sembra stupida ma a me è servita. Ho domandato di che colore fossero le due macchine che si erano scontrate e la teste mi ha risposto che il colore non lo conosceva perché di quello non era stata informata...” Al che ho fatto verbalizzare questa dichiarazione. In questi casi è inutile continuare perché è chiaro la non attendibilità del teste”.

Junio Tumbarello (27 luglio 2007)
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