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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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E Berlusconi minimizza con Putin Dopo quella di sabato a Mosca, anche la "marcia del dissenso" di ieri a San Pietroburgo si è risolta in violenti scontri. Centinaia gli arrestati, tra cui il capo del partito Nazional-bolscevico Limonov, e molti i manifestanti manganellati dalla polizia. Il leader di Fi solidarizza col presidente russo Non si fermano le proteste anti-Putin in Russia. Dopo quella di sabato a Mosca, anche la "marcia del dissenso" di ieri a San Pietroburgo si è risolta in violenti scontri tra agenti anti sommossa e manifestanti. La polizia ha caricato con i manganelli molti dei partecipanti al corteo organizzato da 'Un'altra Russia', l'organizzazione del riformista democratico Garry Kasparov, ex campione mondiale di scacchi. Le forze dell'ordine parlano di 100 arresti, affermando che membri delle organizzazioni giovanili dell'opposizione avrebbero provocato gli agenti. L'agenzia Interfax riferisce anche di lanci di sassi e bottiglie contro i poliziotti, ma testimoni locali non confermano. Altri giornalisti raccontano invece di dissidenti, anche anziani, picchiati con violenza dagli uomini delle forze speciali Omon. Fra gli arrestati c'è anche Eduard Limonov, leader del partito russo Nazional-Bolscevico. I manifestanti, circa un migliaio, avevano ricevuto il permesso per manifestare nella piazza dei Pionieri. "Noi chiediamo le dimissioni del governo e del presidente, vogliamo elezioni libere ed eque", aveva detto Limonov nella piazza dove sventolavano le bandiere dei liberali di Yabloko, così come quelle con la falce il martello dei Bolscevichi. L'opposizione voleva poi marciare attraverso il centro, ma ciò era stato vietato. La repressione è avvenuta verso la fine della dimostrazione. Organizzazioni giovanili dell'opposizione hanno anche denunciato l'arresto di loro esponenti questa mattina a San Pietroburgo, per impedire che si recassero alla manifestazione, ma le autorità hanno smentito. Ieri a Mosca, dove si è tenuto il primo corteo contro Putin, erano state fermate duecento persone tra cui Garry Kasparov, poi rilasciato in serata dopo il pagamento di una cauzione da mille rubli. Silvio Berlusconi, in visita da Putin, ha minimizzato la gravità di quanto è accaduto nelle due città. Dando la colpa alla stampa, che avrebbe "gonfiato" la repressione e, mentre i dimostranti venivano presi a manganellate a poche centinaia di metri, spiegando che la Russia è un paese che crede nella democrazia. Secondo l'ex presidente del Consiglio, i colpevoli sarebbero loro, "poche centinaia" di dimostranti, per avere organizzato manifestazioni in strade non concesse dal comune. Andrea Gangemi (16 apr 2007) |
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