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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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Ma il caos e gli abusi imperano Tanti i progetti in cantiere: passante ferroviario, parcheggi, linee di tram, aree di traffico limitato, ma le ordinanze restano inapplicate e al sindaco viene revocato il mandato di commissario straordinario per la circolazione. Mentre i parcheggiatori abusivi, i negozianti e gli ambulanti dettano la loro legge. Johnny Stecchino lo sapeva bene che il più grosso problema di Palermo è il traffico Il primo problema di Palermo che accomuna vigili e cittadini? Il traffico naturalmente. Del resto già l’avvocato di Johnny Stecchino, celebre personaggio interpretato da Benigni, lo annoverava tra le principali calamità della Sicilia. Indubbiamente gestire la viabilità di Palermo non è una questione che trova una soluzione semplice. L’amministrazione comunale non dorme sugli allori. Il piano infrastrutturale sulla mobilità urbana che dovrebbe garantire maggiore vivibilità in città ed evitare la paralisi del traffico è notevolmente articolato, ma ad oggi i cittadini stentano a ritrovarne benefici nella quotidianità. In cantiere ci sono i progetti di nuovi parcheggi per un totale di circa 10 mila posti auto (i primi sette già realizzati, per uno i lavori sono in corso, e per altri due si stanno concludendo la gare d'appalto); tre linee di tram (15 chilometri di strada ferrata) per collegare il centro alle periferie (l'inizio dei lavori è imminente); il raddoppio del passante ferroviario, una linea di 26 chilometri con 18 fermate che dovrebbe servire l’area metropolitana (lavori già appaltati di cui si attende l'avvio del cantiere). A ciò va aggiunta la creazione delle zone a traffico limitato (ZTL) che limiterebbero l'accesso nel centro storico ai veicoli catalitici e a quelli con alimentazione ecologica (gpl,metano, elettriche): il tutto sotto il “vigile” controllo delle telecamere. Di parere ben diverso è il rappresentante della Cgil per la polizia municipale, Giuseppe Messina. “In un piano di mobilità che si rispetti occorre abbattere gli elementi che provocano traffico inquinante, sostiene il sindacalista, e non si possono pensare parcheggi in centro città che incrementano il traffico privato disincentivando l’uso del mezzo pubblico”. “Anche sulle aree a traffico limitato, continua Messina, le ordinanze fioccano, ma restano inapplicate. C’è la segnaletica verticale, ma la gestione di chiusura del centro avviene in modo schizzofrenico senza piani organici". "I commercianti poi sono i primi nemici delle ordinanze di chiusura al traffico del centro: organizzano comitati di lotta, fanno pressioni sull’assessore al traffico, si comportano come una lobby e alla fine tutto torna come prima”, dichiara Gianfabio Monacò dei Cobas. Sul passante ferroviario, poi, si infittisce il giallo. I finanziamenti per la realizzazione erano equamente suddivisi tra regione e governo centrale ma i fondi destinati dall’allora capo del governo Berlusconi non sono mai stati trasferiti e sono stati utilizzati per altri lavori reputati più urgenti. I cantieri non si sono aperti neppure con la quota parte della regione, mentre da parte sua la società appaltatrice, la RSI, ha già approntato il progetto e continua a spendere cifre esorbitanti che non esistono. Ma se i progetti in cantiere o parzialmente realizzati navigano tra aspirazioni, desideri e tappe conquistate, l’ordinario caos della circolazione cittadina continua. Anche la delega a commissario straordinario per il traffico del sindaco Diego Cammarata non ha sortito gli effetti desiderati, piuttosto il piano di mobilità integrata e le opere infrastrutturali che lo accompagnavano è costato 2 miliardi e 210 milioni di euro, secondo Legambiente e l'interpellanza del senatore Giambrone, senza risultati tangibili per il cittadino. Il presidente del consiglio Romano Prodi, a seguito di un'interrogazione parlamentare e di un esposto alla Procura della Repubblica, ha revocato i poteri straordinari concessi al primo cittadino sulla questione mobilità. “Una condanna a morte per i cittadini”, secondo Nicola Scaglione della Cisl. “E’ vero che il sindaco ha fatto ben poco ma l’emergenza traffico permane e non aver nessun referente all’interno dell’amministrazione equivale ad abbandonare tutti gli abitanti di Palermo nel caos e nello smog”. Ma la colpa del traffico ingestibile non è da imputare solo agli automobilisti. Le responsabilità vanno equamente condivise con i commercianti e i venditori ambulanti che ordinariamente trasferiscono i loro esercizi sul marciapiede e in strada, costringendo ad acrobazie pedoni, mezzi pubblici e privati. “Mettere qualcosa sul marciapiede è già occupazione di suolo pubblico e andrebbe fatto un verbale e persino il sequestro”, spiega il rappresentante dei Cobas. “L’articolo 20 del codice della strada prevede la concessione di aree pubbliche chiuse al traffico. A Palermo si chiude al transito la parte di strada occupata dal venditore che in tal modo la ottiene in concessione con tanto di firma dell’assessore e del dirigente della polizia municipale deputato”.Poi ci sono i mercatini abusivi, due o tre al giorno dislocati in tutta la città: via Imera, al Cep, allo Zen, a S. Lorenzo, in corso Calatafimi che utilizzano spazio pubblico non chiuso al traffico con gravi rischi per l’incolumità fisica delle persone e per gli esercizi commerciali allestiti alla meno peggio. E gli ausiliari per il traffico, che tipo di supporto danno al corpo di polizia municipale? C’è una società la Dipas, con sede in via Morselli a Palermo che si avvale di 60 ragazzi per multare i cittadini indisciplinati. Nata come onlus, usufruisce in realtà dei mezzi della polizia municipale: casacca gialla, moto, radio, benzina. I loro verbali dovrebbero limitarsi alle infrazioni sulle strisce blu, in realtà accade che estendono la loro giurisdizione ad altri tipi di irregolarità con la conseguenza che le loro multe sono nulle e non hanno valore giuridico. Sulle multe si apre una voragine economica: su 350mila verbali contestati ben 14mila rimangono inevasi, sostiene Nicola Scaglione della Cisl. E mentre il bilancio comunale prevede un introito dalle contravvenzioni pari circa a 28 milioni di euro, i conti reali sono ben diversi. I proventi delle infrazioni andrebbero utilizzati secondo l’articolo 208 del Codice per migliorare i servizi stradali, in realtà servono a coprire i bilanci o a premiare i dirigenti che hanno raggiunto gli obiettivi del piano traffico. Poiché tante multe rimangono non riscosse, il bilancio si alimenta di cifre inesistenti e di previsioni di incasso ma nel frattempo il buco in cassa si allarga e il caos imperversa sulla strada. >> Torna all'articolo principale Maddalena Maltese (16 marzo 2007) |
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