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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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"In quella casa ho sognato un teatro" I ricordi dello scrittore, gli anni della sua infanzia nella casa di campagna dei nonni che il Comune di Porto Empedocle ha deciso di acquistare, attraverso l'utilizzo di Fondi Comunitari, per la realizzazione di una Galleria d'Arte e un museo. "Da ragazzo avrei voluto realizzarci un teatro, ma avevo pochi soldi. Quando potevo farlo ero già troppo anziano" La casa di ca mpagna
di Andrea Camilleri, a Porto Empedocle, diventerà un centro
culturale. Andrea Camilleri sembra essere commosso. Quando si parla
di Porto Empedocle, della sua famiglia, dei luoghi della sua memoria.
Lo scrittore più amato
e letto degli ultimi anni, è nato in questo piccolo paese di
mare nel 1925, a due passi dal secolare pino (che il vento
qualche anno fa strappò via) e dalla casa di Luigi Pirandello, al Caos.Oggi vive a Roma, ma a Porto Empedocle Camilleri ha conservato la casa in paese, vicino la piazza e al Municipio, dove ritorna quando può e soprattutto nel periodo estivo, in coincidenza con la festa di San Calogero e con il giorno del suo compleanno: il 6 settembre. In tante pagine dei suoi tanti libri, Camilleri ricorda gli anni della sua infanzia in quel paese che ha visto cambiare nel corso degli anni. "La famiglia di mia madre era molto tradizionale: i figli e nipoti di mia nonna erano sparsi per l'Italia, ma appena si chiudevano le scuole tornavano tutti, con le loro famiglie, nella grande casa di campagna, e io trascorrevo le mie estati circondata da cugini e cugine di vari gradi". La casa di campagna è quella in contrada San Giusippuzzu, a pochi chilometri dal paese. Ora questa stessa casa dell'800 (nella foto), enorme, circondata da un grande appezzamento di terreno, diventerà un centro culturale. Il Comune di Porto Empedocle ha deciso di acquistare l'antica
casina appertenuta alla famiglia di Andrea Camilleri.Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, e la notizia, naturalmente, lo ha accolto con entusiasmo. E con sorpresa. "Non ne sapevo niente - ci ha detto lo scrittore - ma non posso che esserne contento. E' una notizia che mi commuove anche perchè almeno così nessuno potrà venirmi a dire un giorno che la casa è stata distrutta e hanno costruito un palazzo di otto piani". E' la casa dei suoi nonni, dove lei ha trascorso le estati della sua infanzia, che sta andando in rovina? "Io non sono l'unico erede di quella casa, se ne sono occupati due miei cugini. Sta andando in rovina, lo so, e per questo evito di passare da quelle parti. Visto che parliamo di cose private, qualche anno fa avrei potuto comprare la casa, ma ero troppo vecchio per farlo". Non si è mai vecchi per i ricordi? "Si, ma non me la sarei goduta più di tanto, e ho lasciato perdere. E ho de tto così un grande addio a quella casa con un lungo articolo
su una rivista di architettura. Ma sa che porto nel portafogli?".Cosa? "Non ci sono le foto di mia moglie o dei miei figli, o dei miei nipoti... c'è la foto di questa casa che tengo sempre con me". Ora il Comune vorrebbe realizzarci una Galleria d'Arte e un museo storico comunale. "E' una cosa molto bella, davvero. Anche perchè mi pare che sia adatta per queste cose". Com'è, ce la racconti? "Grandissima. Pensi che ci abitavamo in tanti, grandi e piccini. Ci sono le cantine che sono grandi quanto tutta la casa, un unico spazio vuoto, come si facevano una volta. Quand'ero giovane volevo farci un teatro vero. Ma non avevo abbastanza soldi per realizzarlo". E' un'idea che potrebbe ora utilizzare il Comune? Del resto è la casa dove lei ha vissuto. Può anche diventare un centro che raccoglie le sue opere, la sua attività letteraria? Un po' come Sciascia a Racalmuto? "Certo. Un luogo dove si respira cultura è sempre una cosa positiva". C'è un ricordo particolare che lo lega a questi posti? "Ce ne sono tantissimi. Ricordo mio nonno che quando si spostava dal paese per andare in estate in campagna si preparava come se dovesse affrontare
un lungo viaggio. E si trattava di una manciata di chilometri...".Quella zona della Sicilia, dal punto di vista turistico, è molto ricca: è un triangolo letterario - Caos e Vigata, Regalpetra e Gattopardo - che tradotto significa Porto Empedocle con Pirandello e Camilleri, Racalmuto con Sciascia, Palma di Montechiaro per Giuseppe Tomasi. Ma ai turisti, però, manca ancora l'acqua... "Io vorrei sapere dove è sparita l'acqua. Quand'ero bambino, visto che abbiamo parlato di quel periodo, c'era tanta acqua. Sento ancora il suo rumore nel Voltano. Era bellissima! Dov'è andata a finire l'acqua di Agrigento, della Sicilia?". "Un museo, una
Galleria d'arte. La città di Porto Empedocle potrebbe
far realizzare un sogno che Andrea aveva da ragazzo: realizzare un teatro
nel suo paese, proprio nell Salvatore Picone (26 ott 2006) |
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