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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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"Un tugurio da 320 euro al mese" Bivani più servizi. Il prezzo non sembra eccessivo, ma appena si entra in casa lo spettacolo è desolante. Infissi arrugginiti, calcinacci sul pavimento e mattonelle staccate dalle pareti. Le finestre vere sono soltanto due: cucina e bagno prendono aria da due piccoli punti luce aperti su un cortile. Su tutte le mura l'intonaco è cadente e lascia intravedere le precenti mani di vernice. E il contratto di locazione? Non esiste, ma il padrone di casa continua a chiedere aumenti Palermo,
via Cosmo Guastella. Isolato tra stazione centrale e via Perez. Definita tra
le zone meno care. Almeno per le tariffe di locazione. Certo, qui non si raggiungono
i 900 euro a trivani, come nelle facoltose via Libertà o
viale Lazio, ma i "padroni di casa" non disdegnano aumenti che vanno
ben oltre il tetto del 2 per cento consentito dalla legge. Per rendere meglio
l'idea raccontiamo la storia di Lorenzo, studente universitario
fuori-sede di 26 anni trapiantato a Palermo. Ci ha aperto la porta della casa che ha preso in affitto quattro anni fa. "In principio fu una situazione di comodo - racconta - io e i miei due coinquilini sapevamo che non era una reggia, ma l'abbiamo scelta ugualmente perché economica e centrale". Già il portone ha una storia da raccontare. Rosso, di legno e cigolante, per aprirlo ci vogliono otto giri di chiave. "Non sarebbero obbligatori - sorride Lorenzo - ma vista la zona e, dato che siamo a piano terra, è consigliato. Spesso i bambini della zona mettono nelle fessure i petardi e li fanno esplodere", aggiunge. Una volta dentro, scopriamo che l'appartamento è stato ricavato in quello che prima era l'androne del palazzo. Un piccolo disimpegno e poi si aprono ai lati due vani e, di fronte, la cucina. Da qui si accede al bagno. Lo spettacolo è desolante. Infissi arrugginiti, calcinacci sul pavimento e mattonelle staccate dalle pareti. Le finestre vere sono soltanto due, mentre i servizi prendono aria da due piccoli punti luce aperti su un cortile. Su tutte le pareti l'intonaco è cadente e lascia intravedere le precenti, quasi ancestrali, mani di vernice. In breve, 90 metri quadri: due stanze più servizi, niente linea telefonica, poca luce, impianto elettrico pressoché inesistente: per la modica cifra di 320 euro al mese. "Quattro anni fa l'affitto ammontava a 260 euro - continua Lorenzo - l'ultimo aumento risale allo scorso luglio. Il padrone di casa ha chiesto altri trenta euro in più". E naturalmente non esiste nessun contratto di locazione. >>Torna all'articolo principale |
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