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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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Ancora incerti sulla corretta pronuncia da utilizzare decidiamo di farci un giro per il capoluogo siciliano tra le rosticcerie più rinomate. Gli esiti delle indagini non sembrano sciogliere l'interrogativo, ma sono utili a misurare la conoscenza sulle origini della vivanda da parte degli addetti ai lavori In
preda ai nostri dubbi ancora irrisolti ci aggiriamo storditi per le vie
di Palermo, sperando di incontrare qualcuno che ci indichi la via.
Arancine o arancini? L'impresa di trovare una risposta convincente
sembra diventare più ardua
ogni chilometro che percorriamo e quasi esultiamo quando ci imbattiamo in un'insegna
pubblicitaria che porta scritto "Von
Arancïnen".
In tedesco? Questa ci mancava, meglio entrare e chiedere ulteriori spiegazioni,
magari qualcuno ne sa più di noi.Dopo i saluti rituali con un tanto maccheronico quanto saccente "Guten tag" scopriamo che di teutonico, dentro quel locale, c'è ben poco. Il cartello è solo una trovata commerciale che fa riferimento ai mondiali di calcio in Germania. "L'arancina rappresenta un pallone calciato in rete - ci spiega il signor Antonino del bar Ciro's di via Notarbartolo - per quanto riguarda il termine scelto - continua - si tratta di un tedesco maccheronico che ricorda le Sturmtruppen di Bonvi". Antonino comunque non si esime dal rispondere al nostro quesito e ci spiega che "si chiama arancina perché ha la forma del frutto". Dello stesso parere è Alessandro del bar Alba che, forte di decenni di esperienza nel settore, esclude ogni dubbio e afferma con certezza che "il termine esatto è arancina, mentre fuori dalla Sicilia la chiamano supplì". Gli fa eco il proprietario del bar Massaro di via Ernesto Basile che afferma con orgoglio che "aldilà del nome giusto o sbagliato, le nostre arancine sono le migliori della Sicilia". In fondo a corso Vittorio Emanuele incontriamo poi una simpatica statuina di circa un metro e mezzo indicante la rosticceria di "Totò u vastiddaru" che vanta un fortunato passato da ambulante. "Non ci sono discussioni, si chiamano arancine". Non poteva mancare all'appello il bar Touring, che il 13 settembre del 1997 per il peso record delle sue arancine (280 grammi) si è guadagnato un articolo sul Giornale di Sicilia titolato: "L'arancina-bomba", con la 'a'. La proprietaria ci invita a parlare con l''esperto', Salvo, il banconista, che ci svela alcuni particolari della storia dell'antico manicaretto. "È stata inventata dagli arabi, era una palla di riso che noi siciliani, notoriamente golosi, abbiamo condito in modo appetitoso". Riguardo alla nostra indagine ci illustra la sua personale teoria: "L'arancina, che facciamo qui a Palermo, ha il ripieno di carne e piselli, mentre a Catania, dove la chiamano arancino, al posto dei piselli c'è la mozzarella". Dulcis
in fundo, a gettarci nuovamente nel caos quando credevamo di avere intravisto
un barlume di luce, ci pensa il bar Santoro di piazza Indipendenza
che, a sopresa, reca scritto sul banco della rosticceria 'arancini'. Incuriositi
chiediamo spiegazioni. "Scusate
se ve lo dico - ci chiede a sua volta il banconista - ma con tutti i problemi
che ci sono nel mondo proprio a questo
andate a pensare?"... Come dagli
torto.Giusto Lo Bue e Valerio Droga (29 giu 06) La foto in alto è stata presa dal fotoblog Cambria_'s photos >> Torna all'articolo principale |
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