
Parla
il giornalista di Repubblica, autore del libro
Lucio Luca su radio e tv libere:
"Per Palermo furono anni ruggenti"
Palermo, le radio e le televisioni private.
Trent'anni di storia raccontate nel libro "Prove tecniche di trasmissione - Trent'anni di radio e tv private a Palermo" di
Lucio Luca che questa mattina ha tenuto un seminario agli studenti praticanti
della Scuola di giornalismo di Palermo
Un racconto di un mondo che non c'è più, quello delle
radio e tv locali private, e che ha aperto le porte ad un certo modo
di fare radio e televisione, non solo in Sicilia. Storie di uomini
e donne, di giovani che per un decennio, a partire dagli anni settanta,
hanno dato vita a piccole radio e tv in bianco e nero.
Lucio Luca, giornalista, ha raccontato gli esordi delle prime radio e li
ha raccolti in un libro. "Tutto nasce a Partinico - racconta Luca -
con due giovani, Pino Lombardo e Franco Alezza che con strumenti amatoriali,
illegalmente, si chiusero in un palazzo storico e grazie ad un apparato radiofonico
cominciarono a trasmettere messaggi dalla prima radio libera - "SOS
Siamo la radio dei poveri cristi. Quei due giovani erano discepoli di Danilo
Dolci, sociologo di Treviso trapiantato in Sicilia, che combatteva, in quell'epoca,
a fianco della povera gente. Quella fu la prima volta. La prima radio privata
nasce proprio in Sicilia, a Partinico. E non è un caso che sia nata
in Sicilia perche questa terra ha sempre avuto bisogno di un tipo d'informazione
'forte' che oggi non c'è più".
E l'autore fa riferimento al giornalista Mario Francese, ucciso dalla mafia,
che faceva 'giornalismo di strada'.
"Sei anni dopo - continua - un altro ragazzo, Peppino Impastato, fonda a
Cinisi 'Radio Out' che poi lo porterà alla morte. Una radio molto parlata, quasi senza musica. Solo di notte si poteva ascoltare musica classica a ripetizione".
Impensabile ai giorni d'oggi dove vige la regola delle playlist imposte dalle
case discografiche.
Radio e televisione che viaggiano assieme in due binari separati. Due realtà strettamente
legate che nascono dalla voglia di esprimersi.
Un'altra data fondamentale è il 28 luglio del '76. "La Corte di Cassazione, su ricorso di una piccola tv locale, sancì la garanzia di libertà di espressione a tutti, come dall'Art. 21 della Costituzione. Da quel momento iniziarono a sbocciare nuove realtà legali e quindi più libere. La prima televisione privata a Palermo fu 'Telesicania' (oggi 'Canale 46') che però mancava di ripetitore su Montepellegrino, quindi la sua diffusione era limitata. E il primo tg locale della storia di Palermo fu Biagio Rosso".
Successivamente nasce 'Itc' oggi 'TVM' e quartier generale dei due registi
palermitani Ciprì e Maresco. Il racconto di Lucio Luca si snoda attraverso l'evoluzione delle microstorie di tutte queste realtà che
per la prima volta diedero spazio e voce a fatti e notizie locali.
"Un momento di rottura fu, anche in questo caso primo in Italia, a inserire nel suo palinsesto films di porno hard. Non c'era alcuna legge che regolamentasse questo settore. Bisognava solo avvisare i telespettatori del carattere della trasmissione seguente".
Siamo nei primi anni ottanta. I film venivano trasmessi il venerdì sera
a partire da mezzanotte. In quel giorno e in quel momento i locali palermitani
registravano poca affluenza.
Un altro episodio che coinvolse direttamente il pubblico fu il programma
'Blu Night' condotto da Pippo Trevis che dallo studio chiamava numeri a caso
offrendo premi anche in denaro a chi, tra le casalinghe, avesse accettato
di esibirsi in uno spogliarello amatoriale davanti alle telecamere.
Lo spogliarello andava in onda dopo l'una, non sempre era garantito. Fatto
sta che su 64 puntate in cinque edizioni, ben 48 palermitane accettarono
la "proposta".
Anche questo programma conquistò il pubblico della città a tal punto che la sua chiusura, suscitò inaspettata solidarietà. Il conduttore Trevis ricevette anche una lettera da parte dei detenuti del carcere "Ucciardone" i cui i reclusi lamentavano "l'arretratezza culturale della magistratura" in
questione.
Le radio e le tivvù locali ebbero anche un importante ruolo che riguardava
le inchieste. Le grandi inchieste del giornale 'L'Ora' per un certo periodo
andarono anche su 'Tele L'Ora'. E' il primo telegiornale a introdurre per la
prima volta - siamo nel 1981 - la conduzione multipla. Alla conduzione partecipavano,
infatti, i cronisti che scrivevano per il giornale, che raccontavano i fatti
dopo averli vissuti.
Un racconto i diretta, insomma. Il moderno 'servizio' fatto solo di parole
e con poche, pochissime immagini. Fu il tg che si occupò della base
dei missili americana a Comiso, nel ragusano. Le sole immagini inviate in tutto
il mondo erano state realizzate dall'operatore di Tele L'Ora. Immagini e documenti
storici che purtroppo sono irrecuperabili. E da questa testata, del resto,
che nascono i giornalisti oggi con ruoli in giornali e televisioni nazionali.
Erano gli "anni ruggenti", appunto. Per le radio e per le televisioni
di Palermo e della Sicilia.
L'ultimo capitolo del libro di Lucio Luca a sorpresa è incentrato
sulla trasmissione "Insieme" di cui l'indiscusso protagonista è il
conduttore catanese Salvo La Rosa. Il format - della durata di circa tre
ore - è l'unico
esempio di programma interamente prodotto da una rete, anche se piccola,
di tipo privato.
Un viaggio attraverso le microstori,e della radio e della televisione nel
palermitano. Microstorie raccontate da Luca nel libro, che spesso si legano
alle grandi storie della radio e della televisione italiana.
Salvatore Picone - Giusto Lo Bue (19
apr 06)