
Il
progetto è dell'Ateneo di Palermo e delle imprese
Ricerca, diagnosi della celiachia
Adesso
passano solo poche ore
Il processo diagnostico prevede l'estrazione
del Dna da liquidi biologici. Finora il procedimento durava da quattro
a otto ore, mentre il nuovo sistema "veloce" permette di
accorciare tempi e costi. Bastano due ore e mezza, per un costo medio
di settanta euro. Intanto procede la ricerca sull'osteoporosi
La
diagnosi della celiachia più veloce ed economica. Da oggi sarà possibile
grazie ad un progetto dell'Università di Palermo, della facoltà di
Scienze, e di due aziende private che si occupano di ricerca biotecnologica
e di produzione di sistemi diagnostici nel settore biomolecolare. Il
progetto è stato
presentato nel corso del convegno "Attualità nella genetica
della malattia celiaca e delle MICI", tenutosi allo Steri di Palermo,
al quale sono intervenuti il rettore Giuseppe Silvestri; il preside
della facoltà di Medicina, Elio Adelfio Cardinale; l'assessore
regionale alla Sanità, Giovanni Pistorio; il presidente dell'Ordine
dei Medici Salvatore Amato e il vicepresidente di Confindustria con
delega per il Mezzogiorno, Ettore Artioli.
La celiachia (che interessa un individuo su
cento nuovi nati) è un'intolleranza permanente al glutine, una
proteina contenuta in alcuni cereali che determina attraverso un meccanismo
immunologico un danno a carico dell'intestino. Il processo diagnostico
prevede l'estrazione del Dna da liquidi biologici (saliva, urine, sangue).
Finora il procedimento di estrazione durava da quattro a otto ore.
Adesso, grazie al progetto la cui paternità è dell'impresa
Bionat, il prelievo del Dna durerà soltanto cinque minuti. Il
sistema, applicato al meccanismo di diagnosi della celiachia, è nato
dalla collaborazione tra la facoltà di Scienze dell'ateneo palermitano
e l'impresa privata Diagene. Così se prima erano necessari due
giorni (e il metodo costava trecento euro) per diagnosticare la predisposizione
alla malattia, adesso sono sufficienti due ore e mezza, per un costo
medio di settanta euro. "L'ateneo di
Palermo - ha detto Silvestri - è in continuo interscambio con
il mondo produttivo. Negli ultimi due anni - continua il rettore -
ha progettato ricerche con piccole e medie imprese per cento milioni
di euro e depositato una decina di brevetti". Ora è in
corso la sperimentazione del metodo di estrazione "veloce" del
Dna anche per la diagnosi dell'osteoporosi.
Giusto Lo Bue (27
mar 2006)