aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Il progetto è dell'Ateneo di Palermo e delle imprese

Ricerca, diagnosi della celiachia
Adesso passano solo poche ore
Il processo diagnostico prevede l'estrazione del Dna da liquidi biologici. Finora il procedimento durava da quattro a otto ore, mentre il nuovo sistema "veloce" permette di accorciare tempi e costi. Bastano due ore e mezza, per un costo medio di settanta euro. Intanto procede la ricerca sull'osteoporosi

La diagnosi della celiachia più veloce ed economica. Da oggi sarà possibile grazie ad un progetto dell'Università di Palermo, della facoltà di Scienze, e di due aziende private che si occupano di ricerca biotecnologica e di produzione di sistemi diagnostici nel settore biomolecolare. Il progetto è stato presentato nel corso del convegno "Attualità nella genetica della malattia celiaca e delle MICI", tenutosi allo Steri di Palermo, al quale sono intervenuti il rettore Giuseppe Silvestri; il preside della facoltà di Medicina, Elio Adelfio Cardinale; l'assessore regionale alla Sanità, Giovanni Pistorio; il presidente dell'Ordine dei Medici Salvatore Amato e il vicepresidente di Confindustria con delega per il Mezzogiorno, Ettore Artioli.
La celiachia (che interessa un individuo su cento nuovi nati) è un'intolleranza permanente al glutine, una proteina contenuta in alcuni cereali che determina attraverso un meccanismo immunologico un danno a carico dell'intestino. Il processo diagnostico prevede l'estrazione del Dna da liquidi biologici (saliva, urine, sangue). Finora il procedimento di estrazione durava da quattro a otto ore. Adesso, grazie al progetto la cui paternità è dell'impresa Bionat, il prelievo del Dna durerà soltanto cinque minuti. Il sistema, applicato al meccanismo di diagnosi della celiachia, è nato dalla collaborazione tra la facoltà di Scienze dell'ateneo palermitano e l'impresa privata Diagene. Così se prima erano necessari due giorni (e il metodo costava trecento euro) per diagnosticare la predisposizione alla malattia, adesso sono sufficienti due ore e mezza, per un costo medio di settanta euro. "L'ateneo di Palermo - ha detto Silvestri - è in continuo interscambio con il mondo produttivo. Negli ultimi due anni - continua il rettore - ha progettato ricerche con piccole e medie imprese per cento milioni di euro e depositato una decina di brevetti". Ora è in corso la sperimentazione del metodo di estrazione "veloce" del Dna anche per la diagnosi dell'osteoporosi.
Giusto Lo Bue (27 mar 2006)

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