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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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Carcere a vita per Binnu Provenzano La Suprema Corte ha dichiarato "inammissibile" il ricorso presentato dall'avvocato d'ufficio di "Binnu". Per gli altri mandanti la sentenza risale al 2003-2004 ed è stata di 30 anni, con gli sconti per il rito abbreviato. Riina è stato condannato al carcere a vita C'era anche Bernardo Provenzano seduto al "tavolo della morte". Il ricorso in favore del superboss mafioso, latitante da 42 anni, è stato quindi respinto lo scorso ottobre dalla Cassazione: la condanna all'ergastolo per l'omicidio del cronista di Giudiziaria del Giornale di Sicilia, Mario Francese è ormai definitiva. La Suprema Corte, che si occupa della legittimità del procedimento penale, ha scartato senza nemmeno prenderlo in considerazione il ricorso del difensore d'ufficio di Provenzano, poichè verteva sui dati di fatto. Il boss latitante è stato condannato in un processo stralcio con rito ordinario, dal momento che dagli inizi degli anni '90 non nomina legali e anche il suo vecchio difensore, Salvatore Traina, ha ormai rinunciato al mandato. Con "Binnu", alla riunione che sancì l'esecuzione del giornalista c'erano pure Totò Riina, Nenè Geraci, Francesco Madonia e Raffaele Ganci. Ritenuti tutti mandanti dell'omicidio, i boss sono stati già condannati con sentenza definitiva tra il 2003 e il 2004. Per loro 30 anni di carcere, con gli sconti previsti dal rito abbreviato. Riina è stato condannato al carcere a vita. La sera dell'esecuzione, sotto l'abitazione di viale Campania, a Palermo, ad attendere Francese c'era anche Leoluca Bagarella, cognato di Riina, giudicato esecutore materiale. Era il 26 gennaio 1976. Venticinque ann dopo, nella sentenza del primo processo, il giudice Antonio Balsamo scriverà tra le motivazioni: "L'omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un'approfondita ricostruzione delle più compesse e rilevanti vicende di mafia degli anni settanta". Riccardo Vescovo (03 febbraio 2006) |
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