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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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L'inaugurazione a 27 anni esatti dall'omicidio del giornalista del Giornale di Sicilia. "Questo è un anniversario non di tensione, ma di gioia, come non mi era mai successo", dice commosso Giulio Francese, il figlio di Mario. "Un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro", afferma il rettore Silvestri. Secondo il segretario dell'Ordine nazionale, Vittorio Roidi, "questa intitolazione non è solo bella e giusta, ma è anche una responsabilità, perché Mario si è giocato la pelle per cercare la verità". Il presidente dell'Odg siciliano, Franco Nicastro, ricorda con nostalgia "la capacità di andare dentro i fatti, come sapeva fare Francese" Il tempo è stato galantuomo. A 27 anni esatti
dall'omicidio di Mario Francese, la scuola di Giornalismo dell'Università
di Palermo prende il nome del cronista di giudiziaria del Giornale
di Sicilia ucciso dalla mafia per avere voluto indagare e svelare verità nascoste.Alla cerimonia, svoltasi nell'aula magna della facoltà di Scienze della Formazione, hanno partecipato, tra gli altri, il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Vittorio Roidi, il presidente dell'Ordine di Sicilia, Franco Nicastro, il rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, la preside della facoltà di scienze della Formazione, Patrizia Lendinara, il direttore della scuola di Giornalismo, Antonio La Spina, oltre al direttore di Ateneonline, Natale Conti, ai tutor e ai praticanti del laboratorio. Nell'occasione è stata anche inaugurata la mostra permanente "Mario Francese, una vita in cronaca. Per rompere il silenzio", curata da Giovanna Fiume e Salvo Lo Nardo, un'esposizione di trenta pannelli, sistemati all'ottavo piano dell'edificio 15 in viale delle Scienze, che ripercorrono la vita e la carriera del cronista del Giornale di Sicilia. "Per me, per la prima volta, è un anniversario non di tensione ma di gioia - dice commosso Giulio Francese, figlio di Mario -. I giovani ricordano mio padre, che è rimasto a lungo dimenticato. Coerenza, coraggio, la volontà di non cedere. E' questa la lezione morale che ci ha lasciato in eredità". Giulio, giornalista, ricorda che la morte del padre "non fu un caso, perché fu l'unico in quel momento ad avere intuito il nuovo volto della mafia. Dopo il suo assassinio cominciò a Palermo la strage degli innocenti". "La scelta di Francese come punto di riferimento etico è importante e emozionante - osserva Giuseppe Silvestri -. Mario è un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro. Lui aveva saputo interpretare i pericoli che si stavano addensando nella società e voleva informare di questo i cittadini. Ecco perché oggi deve essere una giornata per esaltare i valori civili". "Dedicare una scuola di giornalismo a Francese è prima di tutto un impegno - ha detto Vittorio Roidi -, perché Mario si è giocato la vita per questo mestiere. Una scuola di giornalismo non deve essere una scuola di eroi e martiri, ma deve insegnare a cercare la verità dietro i fatti ufficiali. Quello del cronista non è un mestiere per impiegati, ma per chi ci crede". Franco Nicastro ricorda con nostalgia il giornalismo siciliano degli anni '70. "Palermo è sempre stata la sede di una 'scuola' di giornalismo di lungo corso e Mario era uno dei suoi esponenti principali". E non lesina le critiche al modo moderno di fare giornalismo e alle logiche editoriali: "Oggi è la notizia che raggiunge i giornali. Manca la capacità di andare dentro i fatti, come Mario sapeva fare. E' questo che si deve insegnare in una scuola. Gli editori spingono verso la precarizzazione del mestiere, che limita la libertà del giornalista e colpisce l'interesse dei lettori a conoscere veramente i fatti". Il presidente dell'Ordine di Sicilia attacca anche il mondo politico: "Il rapporto tra giornalismo e politica oggi si pone in termini di emergenza democratica. Questa è una professione che va fatta al di fuori dei condizionamenti". "Con le sue inchieste, sempre solidamente documentate- afferma Patrizia Lendinara - Francese si propone come modello di giornalismo, non solo per i giovani". "Intitolare questa struttura a Mario Francese - dice Antonio La Spina - non è un punto d'arrivo ma di partenza, perché è una grande responsabilità". "Il ricordo di Mario è sempre stato forte, con lui si parlava di tutto - ha detto Natale Conti -. Siamo orgogliosi di questo nome. Vorrei ringraziare Angelo Meli, che mi ha preceduto alla direzione di Ateneonline e che mi ha dato l'idea di intitolare a Francese il laboratorio". Alla cerimonia ha partecipato anche Sonia Alfano, la figlia di Beppe, altro cronista ucciso tredici anni fa dalla mafia. La donna lamenta che suo padre è stato dimenticato: "E' un giornalista senza bandiera. La memoria non deve essere un fatto di commemorazioni. Dimenticando non si va incontro solo a una morte fisica, ma anche a una morte civile". dovekobe (26 gen 06) |
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