aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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A 38 anni dal sisma non è terminata la ricostruzione
Belice, servono altri 500 mln di euro
Gli aiuti finanziari, scaglionati nel tempo, non sono stati sufficienti a completare gli interventi di edilizia pubblica e privata. I sindaci si ribellano: "Abbiamo dimezzato la cifra quantificata dalla commissione parlamentare. Lo Stato ci trascura"

Al Belice servono ancora oltre 500 milioni di euro. Gli aiuti finanziari in questi anni sono giunti scaglionati nel tempo e ogni anno i rappresentanti politici ripropongono a Governo e Parlamento la questione della ricostruzione post terremoto, cercando di fare inserire in Finanziaria le sovvenzioni necessarie al completamento degli interventi edili.

Questa volta, però, niente da fare: non sono passati i previsti quaranta milioni di euro, ma il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi ha spiegato che "circa venti milioni potranno arrivare da un accordo tra Stato e Regione per garantire continuità programmatica negli interventi di edilizia pubblica". Ma secondo l'on. Nuccio Cusumano (Udeur), che aveva mosso l'interrogazione nel question time parlamentare, "gli 11 mila 800 miliardi di lire finora impiegati nel Belice per l'80% degli interventi sono un terzo rispetto alle somme utilizzate per il terremoto del Friuli".

"Noi sindaci siamo arrabbiatissimi - dice ad Ateneonline Antonino Buscemi (nella foto), primo cittadino di Menfi, uno dei ventuno centri colpiti dal sisma del '68 - per l'incapacità del Governo a dare una risposta a quei territori che da 38 anni hanno bisogno. Siamo sconcertati che di fronte alle richieste di quantificare le necessità dell'edilizia pubblica e privata non si sia fatto nulla per ottemperare agli impegni presi". In realtà una concreta quantificazione era già stata fatta da un'apposita commissione parlamentare, che fissava in circa mille miliardi di lire per gli interventi pubblici e milleduecento per quelli privati gli aiuti necessari per la ricostruzione. "Noi abbiamo ridotto ulteriormente queste cifre - continua Buscemi - basterebbero poco più di cinquecento milioni di euro, ma invece non abbiamo visto nemmeno un centesimo di quel che ci avevano promesso".

"Siamo vittime dell'insipienza e del malgoverno - dice Vito Bonanno (nella foto), sindaco di Gibellina - di una legislazione frammentata che ha richiesto 18 interventi normativi e le annuali richieste in Finanziaria per ottenere zero finanziamenti e l'indignazione dei nostri concittadini". I sindaci dei paesi terremotati non usano mezzi termini: "Noi non ci vergogniamo a chiedere ciò che ci spetta e di cui abbiamo bisogno, si vergognino coloro che hanno responsabilità di governo e che continuano a trascurare il semplice rispetto dei diritti soggettivi".
Antonella Giovinco (16 gennaio 2006)

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