aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Speciale. Il sisma del '68 e la ricostruzione in corso
Terremoto del Belice 38 anni dopo Viaggio tra memoria e ferite da sanare
I ventuno Comuni colpiti ricordano la catastrofe con eventi e mostre fotografiche. Ma il completamento di opere pubbliche e private non è ancora terminato a causa di lentezze burocratiche e biechi interessi politici ed economici

Squarci nella terra, crepe sui muri e una ferita nei cuori della gente che non dimentica. Trentotto anni dopo, il terremoto nella Valle del Belice continua a far parlare di sé. Non solo una calamità naturale, forse l'evento più tragico per gli abitanti dei ventuno paesi colpiti, ma una linea di confine tra ciò che era e ciò che fu. Dal 14 gennaio 1968 niente fu più come prima.

Affacciati su quel fiume che dà il nome alla valle, tanti i Comuni delle province di Trapani e Agrigento che subirono danni più o meno ingenti, tra cui Gibellina, Salaparuta, Salemi, Partanna, Menfi, Montevago e Santa Margherita. Trecento vittime, ottantamila senzatetto, dodicimila emigrati furono le cifre dell'immediato. Eppure oggi ancora tanto resta da fare e le polemiche con il Governo centrale sembrano non placarsi, perché i soldi che servono non sono ancora arrivati.

Ma la gente del luogo, dicevamo, non dimentica. E allora spazio a celebrazioni e mostre, per tenere vivo il ricordo di quei giorni. A Menfi (Ag), per esempio, degli scatti d'epoca, affiancati a foto dei nostri giorni, mostrano l'evoluzione di una città profondamente segnata da quel sisma, che stravolse sin dal cuore la sua geografia. Ad oggi, poco resta nella piazza principale della sua originaria scenografia: crollata la torre federiciana del 1200, crollata la splendida Chiesa madre del Seicento. Ma non del tutto. Picconi e ruspe del Genio civile hanno fatto ciò che il sisma non aveva potuto. Ora tutto questo è stato ricostruito, spesso con metodi e criteri contestabili. E spesso con tempi lunghissimi, con lavori che si protraggono stancamente fra problemi politici, economici e burocratici. Dopo ventitrè anni dall'assegnazione dei lavori, è stata consacrata ieri, infatti, la Chiesa madre di Menfi (nella foto, il prospetto della Chiesa prima del terremoto e oggi, dopo la ristrutturazione) con una solenne celebrazione presieduta dal Vescovo di Agrigento, mons. Carmelo Ferraro.

Anche a Gibellina (Tp), il ricordo è stato affidato alle immagini. Il sisma è immortalato in quaranta 'Scatti sul Cretto', realizzati dal fotografo palermitano Mauro D'Agati, e nel documentario Earthquake '68, che il giovane regista romano Emanuele Svezia ha dedicato all'evento che sconvolse la città.
Antonella Giovinco (16 gennaio 2006)

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