aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Primo seminario del caposervizio di Italpress ad Ateneonline

Brocato: "Dite addio al romanticismo, oggi il lavoro di agenzia si fa al desk"
Il sistema vuole velocità e un gran quantità di notizie, anche a scapito del lavoro sul campo e del contatto diretto con le fonti. Il giornalismo d'agenzia resta comunque, per alcuni aspetti, il più impegnativo, ed è un'ottima palestra per chi voglia acquisire il 'senso della notizia'

Tempi duri oggi per le agenzie di stampa. È l'opinione di Angelo Brocato, caposervizio dell'agenzia Italpress e responsabile del notiziario per la Sicilia, che stamattina ha tenuto un seminario sulle agenzie di stampa alla redazione di "Ateneonline". Brocato non si limita a tracciare un breve decalogo delle regole che ogni giornalista d'agenzia deve tenere sempre presenti: linguaggio essenziale, capacità di sintesi, immediata percezione della notizia, tempestività (dare la notizia al momento giusto), affidabilità e velocità e, ultimo ma non meno importante, abilità nel dettare le notizie al telefono.
Va subito a fondo del problema: "Oggi quel 'romanticismo' che alcuni ancora credono sia tipico del mestiere di giornalista, non c'è più. Il 60 per cento del lavoro si fa al desk, i contatti con le fonti dirette, seppur esistenti, si sono molto ridotti anche rispetto a una decina di anni fa, e la fase del newsgathering (la formattazione della notizia) sopravanza ormai l'attività di newsmaking (il contatto diretto con le fonti, la raccolta delle notizie 'per la strada, sul campo').
Il motivo? Un sistema che richiede un aggiornamento sempre più veloce delle notizie ("Oggi, per 200 take lanciati, se ne perdono almeno altri 100"), contemporaneamente al taglio delle risorse a disposizione delle redazioni.
"Resta il fatto, però - puntualizza Brocato - che il giornalista d'agenzia, senza togliere nulla a quello della carta stampata, ha un rapporto molto più diretto con la fonte d'informazione. Lavorando in un'agenzia di stampa, si acquisisce subito 'il senso della notizia', e si impara ad avere 'cento orecchie e cento occhi' per cogliere quante più sfumature possibili insite in un evento".
L'evoluzione delle agenzie di stampa, oggi, va di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie informatiche. L'arrivo dell'e-mail e dei programmi progettati per le agenzie ha sveltito enormemente il lavoro e il giornalista non ha più bisogno di avere anche nozioni tecniche. Ma ci sono anche altri risvolti: "Oggi, una parte dei clienti delle agenzie è formata da banche, quotidiani, giornali televisivi o radiofonici, ma anche dalle persone comuni, che leggono i giornali su Internet. E il cambio del target - continua Brocato - esige che l'agenzia non si limiti più a produrre lanci concisi, ma contestualizzi ogni notizia, scriva schede riassuntive, ricostruzioni cronologiche, approfondimenti".
Un ultimo punto trattato a fondo dal caposervizio di Italpress è il dilemma tra velocità o affidabilità: "Spesso, molti giornalisti d'agenzia sbagliano quando si affrettano a lanciare una notizia senza accertarsi della verità - dice. Ma altrettanto errato, soprattutto per un'agenzia, è perdere tempo in verifiche rischiando di essere sorpassati dai concorrenti. Non resta che trovare un 'equilibrio tra velocità e affidabilità, che deriva soltanto dall'esperienza".
Vittoria Dragotta (21 dic 05)
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