aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Il rettore Silvestri chiede più fondi per l'Università
I 200 anni dell'Ateneo palermitano
La cerimonia si è tenuta nell'aula magna di Ingegneria. Erano presenti il Senato accademico, il Consiglio d'amministrazione e le varie rappresentanze interne. Tra gli ospiti, diciassette rettori italiani e magrebini, il presidente della Crui Piero Tosi, il cardinale De Giorgi e il sindaco Cammarata. "Nella parte meridionale della città prenderà corpo una concreta comunità intellettuale universitaria", ha annunciato Silvestri. Il direttore amministrativo, Mario Giannone: "Presto saranno potenziate le strutture di front office e migliorati i servizi per gli studenti"

"Un'istituzione che vive il suo tempo e che ne anticipa i mutamenti, che elabora diagnosi e agita provocazioni, questa vogliamo che sia l'Università di Palermo". Così il rettore Giuseppe Silvestri ha aperto ufficialmente i lavori del bicentenario della fondazione dell'Ateneo.

Silvestri ha fatto il suo ingresso nell'aula magna di Ingegneria per ultimo, preceduto dal Senato accedemico al gran completo. Il primo a salire sul palco d'onore è stato invece il direttore amministrativo, Mario Giannone, seguito da tutto il Cda dell'Ateneo. Ad accompagnare la cerimonia le strofe dei coristi dell'Ersu: "Vivat academia, vivant professores". Erano presenti alla cerimonia non solo i rappresentanti dell'Università di Palermo, ma anche quelli degli atenei italiani e del Mediterraneo (Tripoli, Benghazi e Sabha): a sfilare in ermellino sono stati infatti 17 rettori capitanati da Piero Tosi, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. Ospiti in sala anche il cardinale Salvatore De Giorgi e il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, insieme a diverse autorità civili e militari.

Nato nel 1806 per volontà di Ferdinando III di Borbone con solo quattro facoltà, l'Ateneo conta oggi 62 mila iscritti: ha il maggior numero di studenti in Sicilia ed è quarto nella graduatoria nazionale. Ma, all'apertura dell'anno accademico 2005/2006, si trova a gestire anche tante difficoltà. Su alcune di queste si è soffermato Silvestri, puntando innanzitutto sullo stato giuridico dei ricercatori e non risparmiando il recente decreto - definito delle 'mille proroghe' - che rimanda al 2013 l'intera questione. "Dobbiamo essere chiari - ha detto il rettore - Chiediamo a chi di fatto ci sta costringendo a limitare gli accessi, fornendoci risorse inadeguate, di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, senza scaricarle sugli Atenei". Spazio, infine, ai progetti delle opere cittadine: "Per il prossimo triennio, la maggior parte dei nostri insediamenti sarà concentrata nella parte meridionale della città, sugli assi Maqueda-Oreto e Vittorio Emanuele-Calatafimi, dove prenderà corpo una concreta comunità intellettuale universitaria".

All'apertura del rettore è seguito l'intervento del direttore amministrativo Mario Giannone. Nel suo discorso ha puntato sulle innovazioni che tra qualche tempo miglioreranno la vita degli studenti dell'Ateneo palermitano, come gli statini a lettura ottica e l'iscrizione on line: "L'attenzione agli utenti sarà realizzata attraverso il potenziamento delle strutture di front office - ha annunciato - e soprattutto attraverso l'implementazione dei servizi supporto per gli studenti, come le biblioteche, i laboratori, le borse di studio, le agevolazioni per l'acquisto di pc portatili, prestiti d'onore".

Si sono poi succeduti il rappresentante degli studenti, Luigi Bronte, che ha sottolineato la necessità di sostenere le libere associazioni di studenti ("costituiscono il più grande accordo tra università e territorio"), e Barbara Puccio, 'portavoce' del personale tecnico-amministrativo, che auspica "di vedere il personale di questo Ateneo motivato, valorizzato, soddisfatto, professionalmente appagato". Giovanna Fiume, ordinaria di Storia moderna, ha quindi tenuto una lezione sulla storia del tribunale del Sant'Uffizio in Sicilia. "La storia - ha affermato al termine della sua trattazione - ci addita il fallimento di esperienze nelle quali la legge dello Stato coincide con la morale e la legittimità dei governi si fonda sulla religione". E questo passaggio non è piaciuto molto al cardinale De Giorgi che ha deciso di non applaudire alla fine della prolusione. Infine,
Piero Tosi ha chiuso i lavori con un discorso che ha anche avuto una forte connotazione politica.
Maria Angela Vacanti (14 dicembre 2005) rev sage
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