aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Energia. Dipendiamo dall'estero importando troppo
L'Italia è fanalino di coda delle rinnovabili
Siamo il paese del sole, ma non lo utilizziamo a nostro vantaggio. E i blackout estivi ne sono l'esempio. Politici e scienziati sono in disaccordo sul rendimento di questa fonte. Intanto la Sicilia sarà presto sede di un distretto intermediterraneo per la ricerca e lo sviluppo dell'energia fotovoltaica

Tutto il mondo ci invidia per il nostro sole, ma nessun altro Paese importa tanta energia elettrica quanto il nostro. Oltre alla dipendenza dall'estero, però, ci sono altri grossi errori, come la mancata diversificazione delle fonti e il basso sviluppo di energie rinnovabili.

Nel solare termico occupiamo il ventunesimo posto nel mondo, con appena 350.000 metri quadri di collettori. Il programma Solare termico non ha riscosso successo, gli esperti dicono che la colpa è del sistema poco incentivante. Fatto sta che nelle casse del ministero dell'Ambiente, stagnano ancora 5,7 milioni di euro.

Nel fotovoltaico, dopo una fase di grande fermento nella prima metà degli anni Novanta, in cui l'Enel ha installato diverse centrali solari, la più grande delle quali nel salernitano, il mercato ha vissuto un forte rallentamento. Il programma Tetti fotovoltaici, però, ha dato a tutto il comparto una forte accelerazione: fino al 2004 si sono installati 23 MW di impianti. Così nello stesso anno sono stati immessi in rete 3,9 miliardi di chilowattora di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, con un incremento del 12,1 per cento rispetto all'anno precedente.

Eppure anche quest'estate l'Italia è stata colpita da un grosso blackout. Addirittura, il 28 giugno 2005, alle 11.30, è stata registrata la nuova punta estiva e record storico di potenza massima richiesta sulla rete elettrica nazionale: 54.100 megawatt. Il valore è superiore di 600 MW rispetto al record estivo del 2004, e di 500 MW rispetto all' ultimo record storico dei consumi, pari a 53.600 MW (16 dicembre 2004). Si conferma così il trend di questi ultimi anni di sorpasso della "punta" estiva di domanda rispetto a quella invernale. Le ragioni di questo fenomeno sono da ricondursi sostanzialmente ai mutati stili di vita dei cittadini. Determinante è stata l'impennata dei consumi causata dall'ondata di caldo torrido, che spinge al ricorso massiccio ai condizionatori d'aria e alle apparecchiature refrigeranti. Ciò riporta al problema principale del settore elettrico italiano: la sua dipendenza dall'estero, la più elevata fra i paesi industrializzati.

La politica sembra sposare volentieri questa causa. Francesco Rutelli, coordinatore nazionale della Margherita, ha dichiarato: "Secondo le agenzie internazionali, da solo l'irraggiamento del sole potrebbe fornire migliaia di volte il fabbisogno energetico primario alla comunità mondiale. Apprezziamo il Conto Energia, anche se l'intervento del governo non è stato supertempestivo. Ricordiamoci che l'Italia produce energia solare in una misura assolutamente sproporzionata alla potenzialità".

Anche se alcuni scienziati sembrano scettici. Lo scienziato Antonio Zichichi ritiene che l'energia alternativa, a voler essere ottimisti, riesce a coprire appena il dieci per cento del fabbisogno mondiale, mentre "con qualche chilogrammo di uranio riusciamo a produrre l'equivalente dell'energia prodotta con diecimila tonnellate di petrolio". Rutelli ha invece citato il "buon esempio" del sindaco di Barcellona, che ha imposto la realizzazione di impianti a energia solare su tutti i nuovi edifici della città.
E intanto la Regione siciliana si propone come sede di un distretto intermediterraneo per la ricerca e lo sviluppo dell'energia fotovoltaica. Nel corso della prima conferenza Mediterranea sul fotovoltaico, che si è tenuta a Catania il 5 e 6 ottobre, infatti, è stata decisa la realizzazione di una piattaforma tecnologica di eccellenza per l'energia solare, proprio in Sicilia.
Antonella Giovinco (27 ott 05)

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