aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Inchiesta. Attenzione bassa per questa fonte rinnovabile
Energia solare, è ancora buio
Il sole di Sicilia splende invano

Mentre in tutta Europa è corsa all'energia alternativa, l'Italia è molto indietro e la Sicilia non è da meno, visto che è ancora senza piano energetico regionale. Utilizzando la tecnologia solare i vantaggi non sarebbero solo ambientali, ma anche economici. Eppure ci sono anche degli esempi positivi: a Cefalù e a Menfi due significativi primati di ecologia energetica

Come immaginare la Sicilia senza pensare a spiagge assolate e stagioni roventi. Impossibile. Siamo il posto più assolato d'Italia, le prime venti posizioni di questa speciale elio classifica sono occupate da comuni siciliani.

Eppure, nonostante il caro petrolio che incombe sui portafogli delle famiglie, anche sotto forma di bollette più care, non ci convertiamo a questa fonte rinnovabile, che ci si offre così abbondante. Ma quale terra del sole! È come se avessimo migliaia di giacimenti petroliferi sotto i piedi e decidessimo di non trivellarli, per essere poi costretti a usare candele e biciclette. È da stupidi, specie se consideriamo che il sole è una fonte praticamente inesauribile e per di più non inquinante come i combustibili fossili. La tecnologia ci permette di usarlo in due principali forme: pannelli fotovoltaici e solare termico.

Ad esempio, producendo energia elettrica con un pannello fotovoltaico, invece che con i sistemi tradizionali, in Sicilia si eviterebbe l'immissione in aria di oltre una tonnellata di anidride carbonica l'anno. Una grossa mano all'ambiente, mentre l'altra mano è sul portafogli. Basti pensare che se invece dello scaldabagno elettrico si utilizzasse una caldaia a gas, integrata da collettori solari, si avrebbe una riduzione dell'82 per cento del consumo energetico, a parità di servizio reso.

E nonostante questo, la Sicilia non ha ancora il suo Piano energetico regionale, il documento che stabilisce quante quali quote di energia produrre e le eventuali ricadute sul territorio. Una tappa indispensabile per pianificare gli investimenti energetici, soprattutto relativi alle fonti rinnovabili. Eppure presto la Regione sarà sede di un distretto intermediterraneo per la ricerca e lo sviluppo dell'energia fotovoltaica.
Di energia si discute domani a livello istituzionale e tecnico nel convegno dello Steri di Palermo: "L'energia rinnovabile: una scommessa da vincere". Intanto, grazie al contributo dell'Unione europea e ai fondi del ministero dell'Ambiente, la Regione Siciliana con la Misura 1.17 ha già finanziato 136 impianti solari, per circa 13 mila chilowatt e un contributo di 60 milioni euro.

In questo mare di primati negativi, però, va riconosciuto il merito di chi ha fatto una scelta contro corrente. L'hotel Costaverde di Cefalù, ad esempio, che ha realizzato uno degli impianti di solare termico per il riscaldamento dell'acqua sanitaria più grandi d'Europa. O il Comune di Menfi, uno dei primi nella provincia di Agrigento ad investire nel fotovoltaico, realizzando una serie di impianti sui tetti delle scuole.

Il paese del sole, dunque, nella sua imbarazzante posizione di fanalino di coda dell'energia solare, può tentare la riscossa.
Il conto energia è partito come un treno, ma gli alti traguardi sono ancora lontani: ricordiamo che la potenza degli impianti finora installati in Italia era di soli 7 MW, mentre in Germania sono a quota 350 MW. Noi produciamo 30.300 MW di punta, loro 794.000.
I tedeschi hanno infatti, dal 2001, avviato un'iniziativa del tutto diversa: si chiama Solarbundesliga ed è il campionato nazionale dell'energia solare a cui possono partecipare tutti i Comuni.

Antonella Giovinco (27 ott 05)

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