aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Su 200 chilometri solo 50 sono "impercorribili"
Palermo-Catania, l'autostrada che non c'è
La struttura versa in cattive condizioni, in molti punti si procede in doppio senso di circolazione e con limiti di velocità che scendono fino a 60 chilometri orari. Basse le misure di sicurezza specialmente sui cavalcavia dell'ennese dove, in inverno, è facile incontrare banchi di nebbia


Sei cantieri stradali con restringimento di carreggiata l'introduzione del doppio senso di circolazione. Più di 100 viadotti la cui maggior parte presenta i giunti dilatati e il manto stradale dissestato e, infine, pericolo code nei 32 chilometri che vanno da Palermo a Termini Imerese.
E' l'A19 Palermo Catania (vedi tabella), la struttura che mette in comunicazione le due più importanti città dell'Isola e che non gode di ottima salute. Su un percorso lungo 200 chilometri più di cinquanta sono occupati da cantieri e cattivo asfalto.

Per chi parte da Catania in direzione Palermo la prima interruzione arriva a soli 36 chilometri dall'imbocco dell'autostrada. All'altezza di Catenanuova il primo cantiere ha una lunghezza di 4 chilometri e mezzo con un restringimento di carreggiata e doppio senso di circolazione con il conseguente limite di velocità che scende da 130 a 80 chilometri orari.
Dopo 5 chilometri un nuovo restringimento di 2 chilometri e mezzo e nuovamente il limite a 80. Lo svincolo per la zona industriale Dittaino è chiuso mentre, poco più avanti, si incontra il primo di una serie di viadotti che versano in cattivo stato. E' il caso del Calderari, lunghezza più di 10 chilometri con giunti dilatati e manto stradale dissestato. Stessa situazione per il viadotto San Giovanni e il Gurguzzi. Siamo all'altezza di Enna, poco sotto i mille metri di altezza dal livello del mare, in questa zona è facile in inverno incontrare banchi di nebbia o pioggia fitta. Qui il manto dissestato e i guard rail molto bassi accentuano il pericolo. Anche in questo caso il limite di velocità viene abbassato a 80 chilometri orari. Solo un viadotto in prossimità di Sacchitello presenta una struttura più sicura.
Sono stati percorsi poco più di 80 chilometri e l'automobilista ha già incontrato 15 chilometri e mezzo che versano in cattive condizioni.
Superato lo svincolo per Caltanissetta si incontra un nuovo cantiere dalla lunghezza di 3 chilometri con cambio di carreggiata. Passano solo una decina di chilometri e nella carraggiata che va da Palermo a Catania gli automobilisti incontrano un altro restringimento lungo circa 4 chilomettri e mezzo mentre dal lato che porta verso Palermo si percorre un viadotto di 5 chilometri e 200 metri in pessime condizioni e l'Anas ha ristretto la carreggiata creandone una sola centrale e ha messo un altro limite di velocità 80. Solo pochi chilometri a cavallo tra la fine della provincia di Caltanissetta e l'inizio di quella di Palermo si incontra l'ennesimo cantiere dalla lunghezza di 2 chilometri ma in questo caso il limite di velocità scende a 60. All'altezza del bivio per Scillato c'è l'ultimo cantiere con restringimento di carreggiata e doppio senso di circolazione dalla lunghezza di 3 chilometri.

Percorsi altri 70 chilometri di autostrada e incontrati altri dodici chilometri di cantieri e cattivo manto stradale. Mancano quaranta chilometri per raggiungere Palermo e, anche se non si incontrano più cantieri, l'automobilista rimane bloccato nel traffico che in quella zona, visto l'alto numero di svincoli che collegano i piccoli centri con Palermo, è sempre molto intenso. Per ovviare a questo problema viario esiste un progetto per la realizzazione di una terza corsia a partire da Trabia.

Il progetto, da anni chiuso nei cassetti dell'Anas, è stato inserito nel piano decennale dell'Ente, e presto sarà inserito in quello triennale. A occuparsi del progetto è l'ingegnere Giuseppe Manulli dell'Anas, siciliano specializzatosi a Milano e che è voluto tornare nell'Isola per migliora l'assetto viario del palermitano. Secondo l'ingegnere l'opera è fattibile perché non ha bisogno di alcun esproprio, almeno fino all'altezza di Bagheria. E' possibile dunque allargare entrambe le carreggiate, i costi per la realizzazione dell'opera si aggirano intorno ai 40 mila euro.

Alessandro Baglieri (2 nov 05)

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