
Thomas, 40 anni, guadagna da 10 a 15 euro al giorno
"Sono sarto, ma faccio il posteggiatore"
Giunto in Italia da tre anni, non è riuscito
a trovare delle fabbriche di taglio e cucito. Così si è adattato
a questo mestiere. Guadagna troppo poco per fare venire a Palermo anche la
sua famiglia. Riesce a sopravvivere conducendo una vita tutta casa e lavoro
Una mattina in giro per le strade di Palermo in cerca di parcheggiatori. Sembra
che le denunce e i fermi della polizia da febbraio a oggi abbiano fatto letteralmente
scomparire cappellini e fischietti "abusivi". Nel frattempo, ai semafori di viale
Regione siciliana, assalto dei "lavavetri" e "compra accendini".
Vendono
anche giochini musicali, ombrelli e schedine già annerite: "Compare,
tu aiuta me e io ti porto fortuna". Pare funzioni.
Passa poco, infatti, che vicino piazzale Giotto, davanti una rivendita di
elettronici, vediamo spuntare Thomas. Non si può sbagliare, aiuta le auto
a fare marcia indietro, le dirige con la mano nel posto rimasto vuoto, come
un vigile provetto. Accetta gli spiccioli dai finestrini e li rimescola rumorosamente
in tasca. Lo riconosci subito perché ha
la pelle scura e non sa parlare italiano. "Vengo dal Ghana - racconta in
inglese - sono a Palermo da due anni e ho pensato di fare questo lavoro per caso,
un giorno, mentre camminavo per queste vie. Non rispondo a nessuno dei miei guadagni
- continua - così come non ho un 'capo' che mi dirige".
E' questa la storia di Thomas, che un giorno
si è fermato
davanti un negozio di fronte uno spiazzo e ha capito che aiutare la gente a parcheggiare
la macchina sarebbe stato utile e sufficientemente remunerativo. "Non chiedo
mai di darmi un euro o due, prendo quello che mi danno, anche 20 centesimi vanno
bene. Riesco a guadagnare circa 10-15 euro al giorno".
Continua il suo racconto, Thomas, che di anni ne ha 40 e che ha lasciato sua
moglie e i suoi due bambini in Africa. "Sono partito dal mio paese quattro anni fa e, prima di arrivare qua, sono stato a Francoforte. A Palermo - continua - mi trovo bene, è una bella città e mi piacciono i siciliani, però c'è una
cosa che non mi piace: molte strade sono davvero sporche!"
Thomas un mestiere vero ce l'aveva, faceva il sarto e avrebbe voluto smanettare
forbici, ago e filo anche in Sicilia, ma non è riuscito a trovare una
fabbrica, una piccola impresa che lo prendesse a giornata. Così, se lo è inventato
il lavoro. Adesso ogni mattina parte da Camporeale, dove ha una stanza in affitto,
per venire su questo posteggio a dirigere il traffico, quasi fosse un ufficio.
Sembra però non avere più sogni per un avvenire migliore.
"Non
so quando tornerò a casa. I soldi che guadagno servono per me e per fare
qualche regalo ai miei, ma non basterebbero a mantenerli tutti in Italia. Poi
- aggiunge - i miei figli stanno bene in Ghana, dove frequentano anche la scuola".
Progetti? "Mi piacerebbe gestire un impresa che produce abiti tipicamente
africani - confessa - magari con qualche mio connazionale, ma credo sia una cosa
impossibile".
Mentre Thomas continua a parlare si avvicina una ragazza bionda che sta riprendendo
la sua Clio rossa dopo essere uscita dal negozio. Lo ringrazia, sorride e gli
mette in mano 20 centesimi. Lui ricambia il sorriso, ma ride anche coi ragazzi
che vanno a scuola e che gli lanciano un "Hello". Ormai lo conoscono un po' tutti. Il padrone della rivendita di elettronici ha fiducia in lui anche per un controllo sulla merce che entra e esce dal negozio. Però, Thomas è solo.
Ce lo conferma, non ha amici.
Gli si legge negli occhi l'insicurezza di questo strano mestiere, che oggi
ti fa guadagnare e domani, chissà. Per non parlare del fatto che non è un
lavoro regolare, che la polizia potrebbe fermarlo da un momento all'altro e farlo
allontanare. "Le forze dell'ordine non sono mai venute a 'farmi visita'
- ammette - e degli altri parcheggiatori non so niente". Thomas non riesce
a credere che ci siano posteggiatori che minacciano la gente per una mancia.
Lui è un "buono".
Alla fine non vuole più lasciarci andare, ricomincia a parlare a raffica,
un po' italiano, un po' inglese. Ha tante cose da dire, ma forse
nessuno che lo ascolti. Poi arrivano altre auto, qualcuno lo chiama perché non
sa dove fermare la macchina, lui ricomincia ad agitare le braccia. Mentre rimbocchiamo
viale Regione, vediamo il suo viso scuro piccolissimo, mani in tasca, scalciare
una cartaccia a terra. Thomas, si sa, odia l'immondizia.
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Riccardo Vescovo - Mariangela Vacanti (21
ottobre 2005)