aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Thomas, 40 anni, guadagna da 10 a 15 euro al giorno

"Sono sarto, ma faccio il posteggiatore"
Giunto in Italia da tre anni, non è riuscito a trovare delle fabbriche di taglio e cucito. Così si è adattato a questo mestiere. Guadagna troppo poco per fare venire a Palermo anche la sua famiglia. Riesce a sopravvivere conducendo una vita tutta casa e lavoro

Una mattina in giro per le strade di Palermo in cerca di parcheggiatori. Sembra che le denunce e i fermi della polizia da febbraio a oggi abbiano fatto letteralmente scomparire cappellini e fischietti "abusivi". Nel frattempo, ai semafori di viale Regione siciliana, assalto dei "lavavetri" e "compra accendini". Vendono anche giochini musicali, ombrelli e schedine già annerite: "Compare, tu aiuta me e io ti porto fortuna". Pare funzioni.

Passa poco, infatti, che vicino piazzale Giotto, davanti una rivendita di elettronici, vediamo spuntare Thomas. Non si può sbagliare, aiuta le auto a fare marcia indietro, le dirige con la mano nel posto rimasto vuoto, come un vigile provetto. Accetta gli spiccioli dai finestrini e li rimescola rumorosamente in tasca. Lo riconosci subito perché ha la pelle scura e non sa parlare italiano. "Vengo dal Ghana - racconta in inglese - sono a Palermo da due anni e ho pensato di fare questo lavoro per caso, un giorno, mentre camminavo per queste vie. Non rispondo a nessuno dei miei guadagni - continua - così come non ho un 'capo' che mi dirige".

E' questa la storia di Thomas, che un giorno si è fermato davanti un negozio di fronte uno spiazzo e ha capito che aiutare la gente a parcheggiare la macchina sarebbe stato utile e sufficientemente remunerativo. "Non chiedo mai di darmi un euro o due, prendo quello che mi danno, anche 20 centesimi vanno bene. Riesco a guadagnare circa 10-15 euro al giorno".

Continua il suo racconto, Thomas, che di anni ne ha 40 e che ha lasciato sua moglie e i suoi due bambini in Africa. "Sono partito dal mio paese quattro anni fa e, prima di arrivare qua, sono stato a Francoforte. A Palermo - continua - mi trovo bene, è una bella città e mi piacciono i siciliani, però c'è una cosa che non mi piace: molte strade sono davvero sporche!"

Thomas un mestiere vero ce l'aveva, faceva il sarto e avrebbe voluto smanettare forbici, ago e filo anche in Sicilia, ma non è riuscito a trovare una fabbrica, una piccola impresa che lo prendesse a giornata. Così, se lo è inventato il lavoro. Adesso ogni mattina parte da Camporeale, dove ha una stanza in affitto, per venire su questo posteggio a dirigere il traffico, quasi fosse un ufficio. Sembra però non avere più sogni per un avvenire migliore.

"Non so quando tornerò a casa. I soldi che guadagno servono per me e per fare qualche regalo ai miei, ma non basterebbero a mantenerli tutti in Italia. Poi - aggiunge - i miei figli stanno bene in Ghana, dove frequentano anche la scuola". Progetti? "Mi piacerebbe gestire un impresa che produce abiti tipicamente africani - confessa - magari con qualche mio connazionale, ma credo sia una cosa impossibile".

Mentre Thomas continua a parlare si avvicina una ragazza bionda che sta riprendendo la sua Clio rossa dopo essere uscita dal negozio. Lo ringrazia, sorride e gli mette in mano 20 centesimi. Lui ricambia il sorriso, ma ride anche coi ragazzi che vanno a scuola e che gli lanciano un "Hello". Ormai lo conoscono un po' tutti. Il padrone della rivendita di elettronici ha fiducia in lui anche per un controllo sulla merce che entra e esce dal negozio. Però, Thomas è solo. Ce lo conferma, non ha amici.

Gli si legge negli occhi l'insicurezza di questo strano mestiere, che oggi ti fa guadagnare e domani, chissà. Per non parlare del fatto che non è un lavoro regolare, che la polizia potrebbe fermarlo da un momento all'altro e farlo allontanare. "Le forze dell'ordine non sono mai venute a 'farmi visita' - ammette - e degli altri parcheggiatori non so niente". Thomas non riesce a credere che ci siano posteggiatori che minacciano la gente per una mancia. Lui è un "buono".

Alla fine non vuole più lasciarci andare, ricomincia a parlare a raffica, un po' italiano, un po' inglese. Ha tante cose da dire, ma forse nessuno che lo ascolti. Poi arrivano altre auto, qualcuno lo chiama perché non sa dove fermare la macchina, lui ricomincia ad agitare le braccia. Mentre rimbocchiamo viale Regione, vediamo il suo viso scuro piccolissimo, mani in tasca, scalciare una cartaccia a terra. Thomas, si sa, odia l'immondizia.

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Riccardo Vescovo - Mariangela Vacanti (21 ottobre 2005)

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