aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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"I pazienti diventano 'unicum' col cavallo"per Carnemolla
Ippoterapia,medici e psicologi a confronto
Psicoterapeuti e medici sostengono favorevolmente questa tecnica. Tale riabilitazione è efficace sia sul fronte psicologico, ma anche fisico, grazie al movimento sussultorio che produce una serie di sollecitazioni. Gli esperti sottolineano gli ottimi risultati ottenuti

La Riabilitazione Equestre è destinata, generalmente, a coloro che presentano disturbi neuromotori, motori, sensoriali e relazionali e quindi adattissima anche ai soggetti autistici.
Il cavallo stimola il proprio "cavaliere' nell'equilibrio, nel coordinamento motorio, nel processo spazio-temporale.
"Un buon risultato si ebbe - ricorda Albanese - con una bimba autistica che riuscì a riconoscere l'animale e a pronunciare il nome del cavallo".
"Non è, invece, consigliabile questo terapia per i bimbi down - sostiene Mario Albanese - perchè le vertebre cervicali sono legate in maniera poco felice e tale movimento non è del tutto indicato".


L'A.N.I.R.E., associazione nazionale di riabilitazione equestre, è un punto di riferimento per l'equitazione ricreativa per i disabili.
"Si ha, inoltre, - afferma Marcella Minissale, psicoterapeuta - un forte beneficio psicologico con conseguente aumento dell'autostima". Gli scopi della Riabilitazione Equestre sono: conservazione degli arti sani e sfruttamento dei gruppi muscolari colpiti da alterazioni invalidanti; miglioramento della situazione statica e dinamica, ottenere dei miglioramenti sulle condizioni psichiche.

"E' importante il cavallo nella riabilitazione - sostiene Mario Carnemolla, ortopedico traumatologo - perchè nella sua andatura al passo l'animale compie un'azione ritmica a quattro tempi e questo tipo di movimento produce sul corpo di chi sta sul dorso, una serie di sollecitazioni che dalle cosce vengono via via trasmesse sul bacino, promuovendo una risposta motoria. I pazienti diventano un 'unicum', un tutt'uno con l'equino".

Elemento fondamentale di tale attività è il cavallo che mette a disposizione una ricchezza di strumenti naturali quali il ritmo, la sua corporeità, le sensazioni provocate dal suo movimento, non statiche ma in continuo mutamento, che scatenano delle reazioni in chi ci sta sopra risvegliando in loro capacità che in altro modo difficilmente avrebbero potuto sperimentare, data la particolarità dello "strumento" utilizzato.

"Ottimi risultati si sono ottenuti - ricorda Carnemolla - su ragazzi paraplegigi, contenti di potersi muovere autonomamente sul cavallo, e poter in quel caso guardare gli altri dall'alto in basso e non viceversa, come nel quotidiano".
"Per una ragazza come me che non può camminare - afferma una donna che ha svolto il trattamento riabilitativo equestre - è bello cavalcare, star seduta in sella in equilibrio dritta, senza il bisogno di un sostegno".

Inoltre Mario Carnemolla sottolinea: "Ai pazienti affetti da spasticità questa tecnica rilassa, mentre per gli autistici risulta come una scossa, che li fa uscire dal loro silenzio".
In questo senso l'amicizia che si stabilisce con un'animale non è solo terapia, ma anche prevenzione e protezione dell'equilibrio psico-fisico dell'individuo.
Agli animali si può insegnare, dagli animali si può imparare.


 Stella Belliotti (14 ott 05)
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