aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella
Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it
Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458

Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001
quadratino quadratino ATENEONLINE
quadratino Ateneo
quadratino Giornalisti
cuneo
Il cabarettista è presidente dell'associazione Assoteatri
A colloquio con Gianni Nanfa
"Negli ultimi 25 anni - spiega - i teatri privati hanno svolto l’importante funzione di formare nuovi artisti, ruolo che spettava al teatro stabile e che invece ha disatteso. Non esiste a Palermo una scuola di attori finanziata dallo Stato. Siamo noi teatri privati che ci siamo sobbarcati il peso di un’attività fondamentale per garantire la continuità del teatro e cioè la formazione"

Cos’è Assoteatri e da quale esigenza nasce?
Assoteatri è un’associazione nata alla fine degli anni 90 e attualmente composta da 7 teatri privati di Palermo: Crystal, Orione, Zappalà, Metropolitan, Al Convento, Agricantus e Lelio.
L’obiettivo della nostra associazione è quello di salvaguardare le attività promosse e svolte spesso a fatica dai teatri privati che non riescono, da soli, a far fronte alle spese e rischiano continuamente di chiudere.
Da cosa è dipesa la scelta dei sette teatri?
Dopo l’uscita del teatro Al Massimo è subentrato il Metropolitan con l’intento di inserire teatri che non si facessero concorrenza proponendo cartelloni simili ma facendo programmazioni abbastanza diversificate.
Perché è così importante per voi mantenere in forze i teatri privati?
Negli ultimi 25 anni, i teatri privati hanno svolto un’importante funzione che spettava al teatro stabile e che invece ha disatteso e che riguarda la formazione di nuovi artisti. Non esiste a Palermo una scuola di attori finanziata dallo Stato. Siamo noi teatri privati che ci siamo sobbarcati il peso di un’attività fondamentale per garantire la continuità del teatro e cioè la formazione. Non a caso molti artisti che popolano la scena nazionale non vengono dal pubblico ma dal privato: si pensi a personaggi del calibro di Burruano, Sperandeo, Ficarra e Picone.
Perché le spese per i teatri privati stanno diventando sempre più insostenibili?
Fino a quando i costi di gestione erano 1/10 degli introiti il teatro privato riusciva a sopravvivere. Il problema più serio nasce dal fatto che mentre il costo del biglietto è rimasto immutato dagli anni 80 ad oggi invece, di fatto, i costi di gestione si sono decuplicati compresi i costi pubblicitari. Se si sommano 1450 euro per le affissione pubblicitario di uno spettacolo, i quasi 2 mila euro che un teatro come Il convento spende per avere lo spazio sul giornale locale, lo stesso spazio che prima costava 300 mila lire, ci si rende conto di quanto anche l’avvento dell’euro abbia contribuito a peggiorare le cose. Si aggiunga a questo che le paghe degli artisti sono rimaste immutabile a fronte di affitti che sono lievitati ed ecco spiegata la crisi che viviamo.
Tempo fa lei in quanto presidente di Assoteatri ha iniziato una polemica con l’assessore alla cultura Puglisi al quale rimproverava il disinteresse nei confronti di una realtà, come quella dei teatri privati, che rischiano di chiudere i battenti per mancanza di fondi?
La polemica con l’assessore ha preso oggi toni più pacati. Non pretendiamo assistenzialismo da parte delle istituzioni, è però innegabile che per salvare questi teatri serve un centesimo di quanto è destinato al solo teatro Biondo per stare aperti? Un teatro come il Metropolitan di 1000 posti deve affrontare dei costi di gestione che non riesce a coprire col solo sbigliettamento e un contributo da parte degli enti ci sembrerebbe corretto.
Cosa rischiano i teatri privati?
Rischiano di soccombere di fronte alla spietata concorrenza del cinema e delle partite di calcio del Palermo che da quando è in serie A, per quanto involontariamente, ha inciso negativamente sulle presenze a teatro.
Quanto percepite finanziariamente dagli enti pubblici?
Che la crisi economica ci sia e colpisca tutti è dimostrato dal fatto che non percepiamo più fondi dal ministero, il quale ha ridotto i contributi ai privati per far fonte alla crisi degli stabili. Mentre con l’amministrazione Orlando Assoteatri percepiva un miliardo. Nel bilancio comunale del 2004 la cifra destinata ad Assoteatri complessivamente per la gestione e le attività ammonta a 150 mila euro. Le stesse convenzioni con la Provincia si sono ridotte di un terzo rispetto a tre anni fa quando Assotetatri riusciva ad ottenere 60 mila euro.
Risultato?
Soltanto il teatro Il Convento paga di contributi previdenziali per artisti e dipendenti 120 mila euro l’anno, le paghe ammontano a 170 mila euro, l’affitto è pari a 55 mila euro e la pubblicità a quattromila euro l’anno. Spostando lo sguardo il Crystal e l’Orione sono sul lastrico. Avendo una media di 700 posti per poter riempire la sala hanno bisogno di un cartellone ricco, che costa centinaia di milioni impensabile senza contributi. Programmare un’intera stagione significa rischiare la bancarotta fraudolenta. Risultato: si rischia meno andando meno in scena.
E i licenziamenti fioccano.
Per forza. Tra artisti e personale ruotano attorno ad assoteatri 150 persone. Il personale fisso negli ultimi due anni si è ridotto da 70 a 30. E non si tratta di imprenditori che possono cercare altrove dove investire ma di semplici lavoratori.
Cosa chiedete agli enti pubblici?
Essendo la nostra una economia depressa, gli enti pubblici hanno il dovere di intervenire. Non vogliano assistenzialismo. Grazie alla mediazione con i sindacati siamo riusciti a chiarire anche con il Comune la nostra posizione. Se non è possibile ottenere dei contributi per finanziare le attività, si creino delle agevolazioni fiscali, sulla pubblicità, gli affitti che ci consentano di superare lo stato di empasse e di sopravvivere alla crisi.

>> Torna all'articolo principale

Manuela Pagano (14 ott 2005)

Ateneonline - viale delle Scienze - Ed. 15 - 90128 Palermo - mail: ateneonline@unipa.it - Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458