aggiornamento n. 1454
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Come sono nati alcuni fra i 'gioielli' più noti di Palermo
Viaggio tra i teatri della città
Dal Politeama Garibaldi al Massimo, passando per il Biondo. La storia dei più antichi teatri palermitani affonda le su radici nel periodo compreso tra la fine dell'800 e i primi del '900. Realizzati per migliorare l'estetica del capoluogo nel tempo sono diventati fulcro dell'arte non solo siciliana

Palermo, si sa, è una città ricca di teatri oggetto di invidia in tutta Europa. Tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 sono stati realizzati i tre teatri pubblici. Il primo ad essere realizzato in ordine di tempo fu il Politeama Garibaldi.

Sorto in pieno riassetto urbanistico della città e progettato da Giuseppe Damiani Almeyda nel 1867 fu ultimato nel 1891. Il teatro dominò la piazza destinata a diventare il cuore della città moderna e rivelando in ambito europeo la felice condizione della nuova classe borghese palermitana. Durante le fasi preparatorie del concorso internazionale per la realizzazione del teatro Massimo, il Comune affidò l’incarico di progettare, nella piazza dedicata a Ruggiero Settimo, un “politeama” (teatro destinato a spettacoli di vario genere), al giovane ingegnere Giuseppe Damiani Almeyda. La sua edificazione è realizzata fuori la cinta muraria per allargare i confini cittadini e dare alla città un nuovo assetto. La sala degli spettacoli con doppio ordine di palchi, platea e due cave a gradoni può ospitare 950 persone. Sede stabile dell’Orchestra sinfonica Siciliana il Teatro Politeama Garibaldi ospita oggi una apprezzata stagione concertistica. Oltre agli spettacoli lirici il teatro avrebbe dovuto ospitare esibizioni di ginnasti e acrobati in voga in quel tempo opere, pièce comiche e drammatiche feste e veglioni non più riservati solo alla nobiltà e ai ricchi. In quel periodo si verificava un evento unico in Europa: l’edificazione contemporanea di due teatri. Anche il Massimo, tempio aristocratico della lirica, risale a quel periodo anche se la sua storia fu più travagliata.

Dedicato a Vittorio Emanuele II, il teatro Massimo fu inaugurato il 16 maggio 1897 ventidue anni dopo la posa della prima pietra. Da tempo si parlava di un grande teatro d’opera a Palermo degno della più importante città dell’Italia meridionale dopo Napoli. Di fatto il teatro è sorto per volontà dell’aristocrazia, che a costo di demolire un’area con chiese e conventi, richiedeva un tempio esclusivo per l’opera lirica. Le polemiche che si scatenarono in merito alle spese non previste costrinsero a sospendere i lavori nel 1881. Scomparso nel 1891 Giovan Battista Basile architetto esponente del movimento modernista in Europa, a cui era stata commissionata la costruzione, il completamento del teatro venne affidato al figlio Ernesto che realizzò un monumentale opera architettonica che vanta il secondo palcoscenico più grande d'Europa.

Il più giovane dei teatri pubblici è il teatro Biondo inaugurato il 15 ottobre del 1903 dalla Compagnia Drammatica Italiana di Ermete Novelli. Il Biondo divenne il teatro di prosa per eccellenza della città ospitando le migliori compagnie e i più celebri attori italiani. Dal 1986 è sede del teatro stabile di Palermo. Dopo i due teatri eccellenti, l’esigenza di un teatro né popolare né fastoso ma moderna sede di una ricca borghesia dove sperimentare nuove forme di comunicazione teatrale venne accolta dai fratelli Biondo (Andrea, Eugenio e Luigi) facoltosi imprenditori proprietari di un avviato stabilimento tipografico che affidarono il progetto all’ingegnere Nicolò Mineo. Strutturata a ferro di cavallo la sala del teatro con doppio ordine di palchi e vasto loggione può contenere 950 spettatori così distribuiti: 525 in platea, 162 nei palchi e 263 nell’anfiteatro. Alla morte dell’ultimo discendente della famiglia Biondo una trentina di anni fa si costituì la fondazione privata Andrea Biondo intitolata al maggiore dei fratelli che possiede una quota societaria del teatro e che fa parte del cda del teatro con due soci di cui uno è vicepresidente.

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Manuela Pagano (14 ott 2005)

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