
Come
sono nati alcuni fra i 'gioielli' più noti di Palermo
Viaggio tra i teatri della città
Dal
Politeama Garibaldi al Massimo, passando per il Biondo. La storia
dei più antichi teatri palermitani affonda le su radici nel periodo compreso
tra la fine dell'800 e i primi del '900. Realizzati per migliorare l'estetica
del capoluogo nel tempo sono diventati fulcro dell'arte non solo
siciliana
Palermo, si sa, è una città ricca
di teatri oggetto di invidia in tutta Europa. Tra la fine dell’800
e gli inizi del 900 sono stati realizzati i tre teatri
pubblici. Il primo ad essere realizzato in ordine di tempo
fu il Politeama Garibaldi.
Sorto in pieno riassetto urbanistico della città e progettato
da Giuseppe Damiani Almeyda nel 1867 fu ultimato nel 1891. Il teatro
dominò la
piazza destinata a diventare il cuore della città moderna
e rivelando in ambito europeo la felice condizione della nuova
classe borghese palermitana. Durante le fasi preparatorie del concorso
internazionale per la realizzazione del teatro Massimo, il Comune
affidò l’incarico
di progettare, nella piazza dedicata a Ruggiero Settimo, un “politeama” (teatro
destinato a spettacoli di vario genere), al giovane ingegnere Giuseppe
Damiani Almeyda. La sua edificazione è realizzata fuori
la cinta muraria per allargare i confini cittadini e dare alla
città un
nuovo assetto. La sala degli spettacoli con doppio ordine di palchi,
platea e due cave a gradoni può ospitare 950 persone. Sede
stabile dell’Orchestra
sinfonica Siciliana il Teatro Politeama Garibaldi ospita oggi una
apprezzata stagione concertistica. Oltre agli spettacoli lirici
il teatro avrebbe dovuto ospitare esibizioni di ginnasti e acrobati
in voga in quel tempo opere, pièce comiche e drammatiche
feste e veglioni non più riservati
solo alla nobiltà e ai ricchi. In quel periodo si verificava
un evento unico in Europa: l’edificazione contemporanea di
due teatri. Anche il Massimo, tempio aristocratico della lirica,
risale a quel periodo anche se la sua storia fu più travagliata.
Dedicato a Vittorio Emanuele II, il teatro Massimo fu
inaugurato il 16 maggio 1897 ventidue anni dopo la
posa della prima pietra. Da tempo si parlava di un grande teatro
d’opera
a Palermo degno della più importante
città dell’Italia meridionale dopo Napoli. Di fatto
il teatro è sorto
per volontà dell’aristocrazia, che a costo di demolire
un’area
con chiese e conventi, richiedeva un tempio esclusivo per l’opera
lirica. Le polemiche che si scatenarono in merito alle spese
non previste costrinsero a sospendere i lavori nel 1881. Scomparso
nel 1891 Giovan Battista Basile architetto esponente del movimento
modernista in Europa, a cui era stata commissionata la costruzione,
il completamento del teatro venne affidato al figlio Ernesto
che realizzò un
monumentale opera architettonica che vanta il secondo palcoscenico
più grande d'Europa.
Il
più giovane dei teatri pubblici è il teatro
Biondo inaugurato
il 15 ottobre del 1903 dalla Compagnia Drammatica
Italiana di Ermete Novelli. Il Biondo divenne il teatro
di prosa per eccellenza della città ospitando
le migliori compagnie e i più celebri attori italiani.
Dal 1986 è sede
del teatro stabile di Palermo. Dopo i due teatri eccellenti,
l’esigenza
di un teatro né popolare né fastoso ma moderna
sede di una ricca borghesia dove sperimentare nuove forme
di comunicazione teatrale venne accolta dai fratelli Biondo
(Andrea, Eugenio e Luigi) facoltosi imprenditori proprietari
di un avviato stabilimento tipografico che affidarono il
progetto all’ingegnere
Nicolò Mineo. Strutturata a ferro di cavallo
la sala del teatro con doppio ordine di palchi e vasto
loggione può contenere
950 spettatori così distribuiti: 525 in platea,
162 nei palchi e 263 nell’anfiteatro. Alla morte
dell’ultimo
discendente della famiglia Biondo una trentina di anni
fa si costituì la fondazione
privata Andrea Biondo intitolata al maggiore dei fratelli
che possiede una quota societaria del teatro e che fa parte
del cda del teatro con due soci di cui uno è vicepresidente.
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Manuela
Pagano (14
ott 2005)